La maggioranza è andata sotto, in Consiglio Valle, nella serata di mercoledì 22 febbraio, durante la votazione per l'iscrizione all'ordine del giorno di due risoluzioni che chiedevano, fondamentalmente, al presidente della Regione, Augusto Rollandin, di dimettersi dall'incarico, al termine di una giornata di discussioni le quali, partendo dalla situazione della Casa da gioco si sono trasformate in una sorta di processo verso la condotta del presidente della Regione. 
A "salvare" Rollandin, oltre a tutto il gruppo UV, sono stati André Lanièce e Mauro Baccega della Stella Alpina, esplicitando una spaccatura interna al gruppo consiliare, ed i tre consiglieri del Partito Democratico, dato che le due risoluzioni necessitavano della maggioranza qualificata di ventiquattro voti per essere approvate, mentre ne hanno raccolti "solo" diciannove, la maggioranza relativa dei trentaquattro consiglieri presenti in aula

E' stato recuperato nel pomeriggio di mercoledì 22 febbraio il corpo senza vita di Robin Schönberg, scialpinista finlandese caduto il giorno precedente in un crepaccio sul Monte Rosa, a 3.900 metri di quota, nella Valle di Gressoney, alla base del "Cristo delle Vette", al bivacco "Balmenhor". Sul posto, hanno operato, per due giorni e con difficoltà, gli uomini del "Soccorso alpino" valdostano e piemontese e della Guardia di Finanza di Breuil-Cervinia ed Alagna, insieme ad alcune unità cinofile, allertati dal padre dello scialpinista, che era con lui quando è accaduto l'incidente. 

Una risoluzione che chiede al presidente della Regione, Augusto Rollandin, di "operare per sospendere immediatamente l'apertura ufficiale della procedura 223 del 1991 di licenziamento collettivo" da parte della "Casino de la Vallée SpA""prima di procedere a rimettere il proprio incarico", è stata depositata dai tre gruppi di minoranza del Consiglio Valle nella mattinata di mercoledì 22 febbraio, dopo una riunione a porte chiuse tra esponenti sindacali, membri della Giunta e capi gruppo dell'Assemblea, durata quasi due ore: «abbiamo toccato ancora una volta con mano come questo problema sia stato creato dalle varie forze politiche - ha sottolineato, alla fine della riunione, Vilma Gaillard, segretario regionale della "Slc - Cgil" - ma nell'incontro non vi è stato un chiarimento sul ritiro di questa procedura, demandando il dibattito al Consiglio Valle».

Un 73enne aostano è ricoverato, in prognosi riservata, nel reparto di rinimazione dell'ospedale "Parini" di Aosta dopo essere stato investito, nella mattinata di martedì 21 febbraio da un furgone "Iveco Daily" proveniente dal Piemonte all'inizio di via Sant'Anselmo, nella "zona a traffico limitato" del centro storico del capoluogo regionale, mentre era impegnato in una manovra. Nella stessa mattinata un ragazzo minorenne è stato investito da un'auto a Châtillon riportando la frattura della gamba destra ed un trauma cranico, con una prognosi di 35 giorni. 

E' stata intitolata "Operazione Suk", ispirandosi ai tradizionali mercati arabi, l'indagine degli agenti del Gruppo della Guardia di Finanza di Aosta che, dopo diversi giorni, ha portato, nella giornata di giovedì 2 febbraio, all'arresto di Sacha Ballarini, 28enne di Aosta e di Andrea Zucca, 31enne di Quart, per detenzione e spaccio di stupefacenti, con la conseguente condanna ad una pena complessiva di quasi quattro anni di carcere. I due avevano, nelle rispettive abitazioni, qualsiasi tipo di droga.

Non hanno negato i rispettivi rapporti amicali l'imprenditore Gerardo Cuomo ed il magistrato Pasquale Longarini durante gli interrogatori di garanzia che si sono tenuti nella giornata di venerdì 3 febbraio a Milano, nell'ambito dell'inchiesta che, lo scorso 30 gennaio, li aveva entrambi costretti agli arresti domiciliari, per le accuse di favoreggiamento ed "induzione indebita a dare o a promettere utilità". I due però non si sono incrociati al settimo piano del Palazzo di Giustizia: il primo ad essere stato ascoltato dal giudice per le indagini preliminari Giuseppina Barbara è stato l'amministratore delegato del "Caseificio valdostano", che ha spiegato la sua versione dei fatti, seguito poi dal magistrato, che ha aspettato il suo turno fuori dall'ufficio ed ha poi parlato per oltre tre ore. 

Non è passata, nella mattinata di venerdì 3 febbraio, durante la riunione dell'Esecutivo regionale, la delibera "fuori sacco" che avrebbe chiesto alla "Finaosta", la finanziaria regionale, un parere sul finanziamento di 44 milioni di euro alla "Casino de la Vallée Spa". In realtà la delibera era stata votata, non all'unanimità, ed è stata poi è stata ritirata dopo la discussione, alla fine della riunione della Giunta: «si è tentato di proseguire, forzando la mano - spiega Laurent Viérin la strada del finanziamento al buio al Casinò, senza aver peraltro condiviso la scelta con la Commissione consiliare e il Consiglio Valle tutto». «La legge è stata depositata e che non è stata messa in discussione - ribatte Augusto Rollandin - e per avere un chiarimento definitivo abbiamo scelto di chiedere un parere "pro veritate"».

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