Un collier realizzato da Patrizia Farinella[I.P.] Sembra di tornare indietro nel tempo, quando ogni oggetto era in grado di vivere molte vite, adattandosi e rinascendo ad ogni generazione. L'originalità è il segno distintivo di Patrizia Farinella, hobbista che punta sulla manualità per decorare con gioielli particolari, accessori e oggetti d'arredo.

Perché realizzare un prodotto interamente a mano è così importante? «Bisogna pensare all’antica: innanzitutto per stare meglio con noi stessi, e poi per contrastare il consumismo e la logica "usa e getta" dei tempi che stiamo vivendo. Invece di buttare gli oggetti d'uso quotidiano che non ci servono più, possiamo, e dovremmo tutti, affidarci alla manualità, al saper fare, che, oltre ad esser utile, serve a mantenere la testa occupata, soprattutto allenata, usando la logica, stimolando la fantasia che oggi manca sempre di più».

"Handmade" significa anche oggetti unici? «Assolutamente! La produzione industriale alla fine propone oggetti tutti uguali, che lasciano ben poco spazio alla fantasia e all'immaginazione. Invece credo che si debba rispettare il fatto che ogni persona è diversa, non solo geneticamente ma anche ne seguire uno stile personale. Quindi mi sembra giusto che ciascuno di noi possa distinguersi e ricevere un accessorio unico. Io realizzo oggetti esclusivi, che possono essere eleganti o giocosi, ma ognuno deve mantenere il suo carattere di unicità il suo esclusivo e dire "Questo sono io, è la mia personalità"».

Patrizia Farinella al lavoroQuali sono i materiali che usi nelle tue creazioni? «Si può utilizzare qualunque cosa, anche se poi anche io, come tanti altri hobbisti, ho i miei materiali preferiti e spesso utilizzo tecniche di riciclo. Per esempio, da un abito che non va più, da una borsa un po' consumata o rotta posso realizzare oggetti "nuovi", utilizzando anche perline, fettuccia di raso o di seta e persino legno. In questo non credo ci possano essere limiti, vado sempre alla scoperta di materiali speciali e innovativi, ridando una seconda o terza vita alle cose e inducendo le persone al risparmio. Ho iniziato a tredici anni a reinventare abiti e accessori e ancora oggi penso che il consumismo non sia un buon messaggio da insegnare ai ragazzi: se un capo non piace più, se è rotto o rovinato, c'è chi lo rinnova o può insegnare a farlo, anche per diventare uomini e donne consapevoli. Così ho sempre fatto, arrivando a dipingere capi esclusivi anche per persone molto esigenti e ricercate, e realizzando anche vetrate artistiche e mosaici».

Sulla pagina "Il mondo magico del mandala e non solo", su DaWanda, cosa si può trovare? «Ci sono molti oggetti che ho deciso di proporre, sono tutti pezzi unici e alcuni hanno già ispirato ordinazioni personalizzate. Sto sperimentando molto la tecnica del combinato "soutache" e "mandala", realizzati insieme con fettuccia di seta o viscosa, perline, fili metallici, legno, fili da ricamo, "swarovski": si possono realizzare orecchini, collane, parure, borse, ma anche cornici porta foto decorate in modo originale. Nel nome si cita il mandala, il simbolo spirituale tibetano che richiama forme geometriche... Sì, mi ispiro proprio ai soggetti sacri orientali, spesso usati come portafortuna per la casa. Io realizzo con questa tecnica gioielli per tutte le età, ma varianti tradizionali da tenere in casa come porta fortuna appesi alle porte e alle finestre, o ancora come decorazioni per l’albero di Natale. Nelle versioni più ampie riportano i disegni geometrici sotto forma di mantovane e tende, anche per le camerette dei bambini, realizzate con fili di lana o da ricamo».

Un elegante bracciale realizzato da Patrizia FarinellaCosa ti affascina del mandala? «Mi sono avvicinata da un anno a questa tecnica e ne ho scoperto gli effetti benefici. Più ancora che colorare un disegno, come se ne trovano molti in commercio sotto forma di libriccino, creare un mandala con le proprie mani serve a distogliere l'attenzione da problemi fisici o a calmarsi quando si è irritati. Nel momento in cui il mandala comincia a prendere forma, la vita che ti circonda scompare per magia e sei proiettato in un altro mondo tranquillo senza percepire del passare delle ore, come in uno stato meditativo. Sarebbe bello pot​er​ trasmettere questa pratica anche ai bambini e nelle scuole, ad esempio per aiutarli ad acquisire precisione tecnica e riprodurre meglio le forme geometriche, proprio come piccola "ginnastica" che favorisca quella manualità che invece si sta perdendo».

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