I valdostani sono molto attenti alla prevenzione e rispondono positivamente alle campagne di "screening" che l'assessorato regionale alla sanità propone sul territorio.
Il dato incoraggiante, che sarà presentato dall'assessore Albert Lanièce nei prossimi giorni, trova nuova applicazione nel protocollo di intesa con la sezione Valle d'Aosta della "Lega italiana per la lotta contro i tumori - Lilt".
Alla "Lilt" si appoggia, a livello nazionale, anche il Ministero della salute per il progetto nazionale di sensibilizzazione agli screening "Si scrive screening, si legge prevenzione dei tumori": «il progetto proposto dal Ministero con la "Lilt" ed in collaborazione con l'Usl - spiega Laniece - prevede la messa in atto del protocollo che si inserisce nell'attività di prevenzione già in essere nelle varie realtà. In Valle d'Aosta partiamo già da una situazione favorevole, la popolazione è molto sensibile: registriamo una adesione elevata allo screening per la prevenzione del tumore al colon retto, grazie all'azione dei volontari della "Lilt" in collaborazione con l'Usl».
L'adesione allo screening colon-rettale, la campagna regionale più recente, raggiunge il 63,8 per cento delle 14mila e 900 persone invitate (dato 2007), mentre le altre campagne, destinate in particolare alla popolazione femminile, hanno raggiunto nel 2009 circa ventimila donne per lo screening mammografico, con una adesione del 76,8 per cento, mentre per la prevenzione del tumore al collo dell'utero (con cadenza triennale) nel periodo 2007-2009 sono state contattate 28mila donne, che hanno aderito per il 96,3 per cento: «riscontriamo adesioni superiori alla media nazionale - conclude Lanièce - ma non è un motivo per rallentare l'attività di prevenzione».
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