Si è chiusa mercoledì 4 febbraio, con sette assoluzioni, la vicenda della "Forno Vallée" di Issogne: secondo la tesi dell'accusa, non accolta dal giudice, nel giugno 2007 il marchio sarebbe stato acquistato per 500mila euro dalla società "Forno Vallée Industria srl", a fronte di un valore di diecimila euro.
Sette amministratori, dopo tre anni, sono stati assolti dalle accuse di bancarotta fraudolenta aggravata e bancarotta semplice. Le accuse riguardavano il presidente del Consiglio d'amministrazione della società, Gianni Coda, i consiglieri milanesi Alessandro e Leopoldo Migliorati Beccaro, Stefano Salvetti ed Alda Mellini, oltre ai sindaci Raffaele Linares, anch'egli di Milano, e Caterina Surace di Alpignano, in provincia di Torino.
Le accuse nei loro confronti sono cadute perché «il fatto non sussiste»: gli amministratori non avrebbero infatti alterato i bilanci della società, né sopravvalutato in fase di cessione, per compensare così i debiti del fallimento.
E' stato invece condannato, martedì 3 febbraio, anche l'ultimo dei tre imputati, il 79enne amministratore delegato Sebastiano Busà, per il fallimento della "Piemonte costruzioni" di Giuliano Follioley. Lo scorso 20 gennaio, nove dei coinvolti erano stati ritenuti colpevoli e altri tre assolti. Busà, per il quale la richiesta era di due anni e quattro mesi, è da tempo domiciliato in Thailandia ed ha risposto dell'accusa della distrazione di circa seicentomila euro dal fallimento.
La condanna emessa dal Tribunale di Aosta è invece salita a quattro anni e sei mesi di carcere, cui si aggiunge l'interdizione per dieci anni dalla gestione di attività commerciali o direzione di imprese, per cinque anni da attività amministrative nei pubblici uffici, oltre al pagamento di 413mila euro al curatore fallimentare Paolo Guarda e delle spese legali alla parte civile.
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