cronaca Gli agricoltori valdostani anticipano le scelte europee sugli "Ogm": «abbiamo già una legge regionale» spiega Balicco di "Coldiretti"

Uno dei manifesti contro gli Ogm della Coldiretti valdostana L'associazione agricoltori della Valle d'Aosta dichiara apertamente di essere contraria agli "Ogm - Organismi geneticamente modificati" e di aver anticipato in questo senso la Commissione europea, che ha annunciato entro l'estate la proposta che darà la libertà di scelta agli Stati membri: «la nostra Regione - commenta il presidente della "Coldiretti" valdostana, Giuseppe Balicco - non si è dichiarata "Ogm free", evitando il contrasto con le disposizioni comunitarie, ma si è dotata fin dal 2005, intelligentemente, attraverso i canali istituzionali, di una legge regionale che stabilisce i criteri di coesistenza tra le colture tradizionali e le colture transgeniche. La legge, di fatto, stabilendo regole molto rigide, impedisce indirettamente le coltivazioni "ogm" in Valle d’Aosta». L'Unione europea ha infatti deciso, nella giornata di martedì 2 marzo, di mettere fine alla moratoria verso gli "Ogm", che resisteva dal 1998: sarà infatti consentito di coltivare, per scopi industriali la "Amflora", una patata transgenica prodotta in laboratorio dalla "Basf" 'azienda chimica tedesca: «contro gli "Ogm" si erano schierati, con delibera comunale, già dal 2005, i Comuni di Chambave, Champdepraz, Donnas, Etroubles, Valsavarenche, Valtournenche e Verrès - ricorda Ezio Mossoni, direttore della "Coldiretti" della Valle d'Aosta - mentre risale al 2006 l'importante decisione assunta dal "Consorzio di tutela della Fontina dop" di adottare, in regime di autodisciplina, l'utilizzo esclusivo di mangimi per i quali non sia riportato in etichetta nessun alimento proveniente da coltivazioni geneticamente modificate».

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