Per festeggiare la "festa della donna", l'"Associazione marocchini immigrati in Valle d'Aosta - Amiva" ha organizzato una serata per informare sul diritto di famiglia in Marocco, lunedì 8 marzo, con la collaborazione della Presidenza della Regione e con il Consolato del Regno del Marocco a Torino, rappresentato dal viceconsole Said Baidik: «nel giorno dedicato alle donne - ha spiegato il presidente dell'Amiva, Mostafa Moutazakki - abbiamo voluto dedicare loro un momento che ricorda il raggiungimento della parità in Marocco, nel 2004, secondo Paese del mondo arabo dopo la Tunisia».
Diversi dettagli devono ancora essere portati alla coscienza, più che la conoscenza, in tempi di immigrazione: «ad esempio, è importante che due sposi sappiano quali documenti presentare - ha ricordato il giudice Jawad Drissi - perché il matrimonio sia valido sia in Marocco sia in Italia».
«Viceversa, è complesso anche il divorzio - ha aggiunto il magistrato, presidente di Corte Suprema - dato che in passato ci si è trovati troppo spesso di fronte a situazioni di coniugi che non sapevano neppure di non essere più sposati. Con la nuova legislazione si cerca di fare maggior attenzione anche alle costrizioni, cui spesso finora venivano indotti non solo le ragazze ma anche i ragazzi. Non dimentichiamo, infine, che il Corano non prevede l'adozione, che corrisponde ad una "rescissione del cordone ombelicale": questo è stato risolto, di recente, con l'introduzione della tutela legale, affinché i minori in difficoltà possano continuare ad essere accuditi e nutriti».
La presenza marocchina in Valle d'Aosta supera le duemila persone ed è la più numerosa tra le immigrazioni: «la strada da compiere è ancora lunga - ha sottolineato la giurista Jamila Sayouri - e diversi sono i punti su cui stare attenti ad applicare la nuova legge, che risale al 2004. Primo fra tutti l'età per il matrimonio, portata a diciotto anni, ma anche la gestione comune del patrimonio familiare da parte dei coniugi. L'uguaglianza sancita per legge tra uomo e donna deve però ancora trovare applicazione anche nell'ambito sociale».
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