E' mancato Franco Salzone, consigliere regionale della Stella Alpina per dieci anni: «un onesto e corretto politico» lo ricorda Massimo Lattanzi

Angelo Musumarra
Francesco Salzone in Consiglio Valle
«Ringrazio tutti coloro che mi stanno facendo gli auguri e stanno pregando per me!». Così Francesco "Franco" Salzone, storico presidente dello "Iacp", poi diventato "Arer", e consigliere regionale dal 2003 al 2013, scriveva su "Facebook" lo scorso marzo, rendendo pubblica la sua malattia. Salzone, 65 anni, ha smesso di lottare contro un tumore che lo aveva colpito al pancreas ed alle vie biliari nella tarda mattinata di martedì 31 gennaio all'ospedale "Parini" di Aosta, dove era stato ricoverato lo scorso sabato 28, in seguito all'aggravarsi delle sue condizioni: «sto abbastanza bene - aveva scritto nel suo ultimo messaggio sul social network, lo scorso ottobre - rispondo bene alla chemio, sono a metà della terapia. Ora vedremo se la massa tumorale si è ridotta. L'obiettivo naturalmente è l'operazione». L'operazione avrebbe dovuto svolgerla a Parigi, in una clinica specializzata, dopo la conclusione dei cicli di chemioterapia ad Aosta.

La carriera politica ed il patteggiamento. Salzone, tra i fondatori della Stella Alpina, era entrato in Consiglio Valle nel 2003, venendo eletto con 1.920 voti, per poi essere ricofermato cinque anni dopo con 1.578 preferenze, ma risultando il secondo non eletto nel 2013, con 1.116 voti. Mai entrato in Giunta, era diventato capogruppo della Stella Alpina e si era assunto le sue responsabilità nell'inchiesta che, nel 2014, lo aveva visto imputato per l'accusa di peculato, patteggiando un anno di reclusione e restituendo poi 98mila euro, venendo poi recentemente condannato, per la stessa vicenda, dalla Corte dei Conti ad un risarcimento di quasi 280mila euro, di cui 209mila euro di danno patrimonale verso il Consiglio Valle e 70mila euro di danno d'immagine: «io non mi sono mai sentito colpevole - aveva dichiarato dopo il patteggiamento e l'assoluzione in primo grado dei suoi colleghi consiglieri regionali - ho sempre detto che se avevo commesso qualche sbaglio procedurale nello svolgimento delle mie funzioni di capogruppo, non ne ero certo consapevole. Perché allora ho patteggiato? Perché nella vita a volte ci sono circostanze, anche emotive, che condizionano la nostra esistenza. Nel mio caso, al di là dalla valanga mediatica accusatoria del momento, ha pesato un evento tragico della mia vita, risalente a 36 anni fa nel quale, inseguito ad un incidente stradale persi la mia giovane moglie di allora e due miei cari amici. Decisi di non difendermi e per questo fui condannato ad un anno per omicidio colposo, con i benefici della condizionale. Condizionale che nonostante tutte le riabilitazioni del caso non si cancella mai. Ecco perché difronte al Giudice Maurizio D'Abrusco ho patteggiato. Certo, vista la sentenza di assoluzione per tutti, perché il fatto non sussiste, mi fa anche pensare ad una scelta sbagliata, ma nella vita ho imparato a capire che ci sono cose molto più importanti a cui guardare. Spero solo, che dopo essere stato buttato nella gogna mediatica, anch'io possa essere riabilitato agli occhi della gente, perlomeno di coloro che in tanti anni di attività politica hanno potuto conoscermi, hanno potuto capire con quale passione e dedizione ho dedicato il mio impegno con correttezza agli altri».
«I soldi non sono un problema - mi aveva raccontato lo scorso 16 gennaio, mentre eravamo in coda in ufficio pubblico, commentando la sentenza della Corte dei Conti - nella vita sono importanti altre cose». Salzone, oltre alla politica, soffriva di "mal d'Africa", passione che condivideva con gli amici, che lo aveva portato ad operare per la costruzione di un pozzo e di alcune infrastrutture in Kenya. 
 
«Anche la politica è una malattia». «Il male che lo aveva colpito non gli ha lasciato scampo - sottolinea Maurizio Martin, presidente della Stella Alpina, sul sito del movimento - nonostante Franco lo abbia combattuto con tutte le sue forze e con quella caparbietà che è stata una caratteristica di tutta la sua esistenza e che ha contraddistinto la sua vita professionale ed il suo impegno politico. Ho conosciuto Franco tanti anni fa, quando entrambi eravamo dipendenti "Cogne", poi il nostro comune impegno politico ci ha portato a condividere battaglie, progetti, idee per la nostra comunità. Lui proveniva dal Partito Repubblicano, io dagli "Adp" ed insieme a Piercarlo Rusci e ad altri amici iniziammo ad aggregare sotto un unico simbolo quelle forze che avevano ideali comuni. Dapprima fu la lista "Adp -Pri -Indipendenti", poi la Fédération Autonomiste ed infine la Stella Alpina. In quegli anni Franco ricoprì la carica di presidente delle case popolari, prima "Iacp" e poi "Arer", dando nuovo slancio ed impulso all'Ente e contribuendo in maniera determinante a farlo crescere ed a farlo diventare un punto di riferimento dell'edilizia sociale. Infine nel 2003 venne eletto in Consiglio regionale dove fino al 2013 svolse con capacità e dedizione il suo ruolo di capogruppo della Stella Alpina. E proprio in questo delicato ruolo gli devono essere riconosciute le doti di serietà, di correttezza e di lungimiranza politica perché Franco ascoltava e rispettava tutti, così come parlava e si faceva sentire da tutti senza paura di esternare le proprie idee ma convinto che soltanto il confronto con tutti potesse essere utile. Se tutti quelli che oggigiorno strillano tanto e non si confrontano con nessuno avessero avuto la fortuna di conoscere Francesco Salzone e di scambiare quattro chiacchere con lui, avrebbero capito che ci si può stimare anche tra avversari politici e soprattutto che i progetti e le idee hanno bisogno di confronto e di condivisione. Queste sono le poche cose che mi vengono in mente in questo triste momento pensando all'amico che non c'è più. Il suo ultimo ricordo, per me, è legato ad un caffè che con lui e con Piercarlo, ho bevuto al bar "Nazionale" soltanto cinque giorni fa, dove subito dopo averci informato del suo stato di salute, che purtroppo stava peggiorando, ha voluto commentare le ultime notizie politiche regionali e comunali e parlare delle prospettive della Stella Alpina. Anche la politica, si dice, sia una malattia dalla quale non si guarisce facilmente. Ma questa per Franco era la vita, la sua vita. Ciao Franco».
 
Il cordoglio degli amici e dei colleghi. «Sono disperato, noi siamo stati molto insieme in questo periodo - ricorda, tra le lacrime, Massimo Lattanzi, ex consigliere regionale, coordinatore regionale di Forza Italia - sono a Milano, mi avevano detto che la settimana scorsa non era stato bene ed era stato ricoverato, e dovevamo vederci sabato per un caffè. Ricordo un caro amico, un onesto e corretto politico, una persona intelletualmente onesta ed un bravo amministratore, spero che lo dicano anche quelli che fino a qualche ora fa la pensavano diversamente».
«Lo conoscevo fin da quando eravamo ragazzi - aggiunge Salvatore Luberto, presidente della "Lilt" valdostana - non posso che essere addolorato. L'avevo visto questa mattina, e non stava per niente bene».
«Questa è una notizia che ci rattrista profondamente - dichiara Augusto Rollandin, presidente della Regione - Francesco Salzone ha sempre portato, grazie alla sua esperienza politica, al suo temperamento conciliante ed alla sua capacità di analisi, un contributo importante al dibattito consiliare. Esprimo alla moglie e alla famiglia le più sentite condoglianze».
«Di lui ricordiamo la giovialità -  sottolinea Andrea Rosset, presidente del Consiglio Valle - il volersi mettere in gioco, l'impegno dimostrato tanto in politica quanto a livello personale, in ultimo nella lotta alla malattia. Esprimiamo la nostra vicinanza ai familiari e la più sentita partecipazione per questa grave perdita».
«Desideriamo esprimere, a nome mio e del Partito Democratico della Valle d'Aosta - scrive in una nota Irene Deval, segretario del PD valdostano - le nostre più sentite condoglianze al movimento Stella Alpina e alla famiglia per la scomparsa di Francesco Salzone, che ha rappresentato il vostro movimento nel Consiglio regionale della Valle d'Aosta e che ha affrontato con grande coraggio una lunga malattia. Ci stringiamo a voi in questo momento di profondo dolore».

I funerali si sono tenuti nel pomeriggio di giovedì 2 febbraio, nella chiesa di Saint-Martin de Corléans, dove sono stati numerosissimi gli amici che gli hanno voluto tributare l'ultimo saluto. Dalla Direzione e dalla Proprietà di 12vda le sentite condoglianze alla moglie Liliana, alla mamma Grazia ed alle sorelle Luana e Loredana.

 

Ultimo aggiornamento: 
Giovedì 2 Febbraio '17, h.17.20

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