Sono cinque i referenti per la nuova forza politica che, sempre sotto il segno del "Galletto", si propongono con il nome di "Alpe": Guido Dondeynaz, segretario di Vallée d'Aoste Vive, Franco Vallet, coordinatore di Renouveau Valdôtain, Gian Paolo Fedi, segretario dei Verdi valdostani, Piero Floris a rappresentanza di un gruppo di cittadini e Walter Pivato per un gruppo di indipendenti, ex Gauche Valdôtaine.
Il primo obiettivo sarà, sabato 27 febbraio all'Hostellerie du Cheval Blanc di Aosta, con la prima assemblea costitutiva che definirà coordinatore, direttivo e commissioni: «siamo un gruppo di promotori - evidenzia Guido Dondeynaz - che provengono da una lunga esperienza fatta in Comune insieme. Abbiamo sentito l'esigenza e visto in questa iniziativa la possibilità di esprimere politicamente una novità. Finora il simbolo del "Galletto" era stato utilizzato per una forma di coalizione: questa volta diventa il simbolo di un nuovo movimento che agirà nel territorio valdostano. Nelle prossime elezioni comunali, ad Aosta, avremo l'obbligo di fare una coalizione perché il sistema elettorale lo prevede».
Rimangono volontariamente fuori dall'Alpe l'associazione radicale "Loris Fortuna" e il movimento dell'Italia dei valori. Pivato smentisce la fuoriuscita dal Partito Democratico assieme ad altri degli ottanta firmatari del manifesto che fonda il nuovo movimento: «non siamo "rubati" al PD - commenta - perché non ci hanno nemmeno fatti entrare. Siamo un gruppo di persone riformiste di diversa estrazione. Dopo la Gauche Valdôtaine speravamo ci potesse essere continuità delle nostre idee».
Gian Paolo Fedi dei Verdi, invece, annuncia proprio un desiderio di lavoro comune in vista delle primarie di aprile: «abbiamo invitato il PD ad un possibile tavolo di condivisione sul discorso primarie, per il quale sono loro ad aver aperto la strada - spiega - sono le persone a noi più vicine, non possiamo metterci su un piano di scontro in vista delle elezioni comunali».
Ad aprile ci sarà quindi la definizione, con l'organizzazione di primarie, per i candidati a sindaco e vice sindaco per il capoluogo regionale, molto probabilmente tra gli ex consiglieri regionali dei Verdi Carlo Curtaz e Dina Squarzino e l'ex presidente della Regione e senatore di Renouveau Carlo Perrin, entro l'anno prossimo il congresso fondativo vero e proprio: «abbiamo l'ambizione di diventare un movimento, sempre di connotazione autonomista, che si possa contrapporre all'attuale amministrazione regionale - aggiunge Dondeynaz - si stanno restringendo le libertà personali, ci è stato persino contestato di aver usato sui nostri manifesti un simbolo come la "Carte Vallée". Solo con un nuovo atteggiamento si può riavvicinare la gente alla politica. Non di corsa, ma con i piedi per terra assieme ai cittadini».
«Le primarie dovrebbero usarle per testare il loro gruppo dirigente - risponde Raimondo Donzel, segretario regionale del Pd - come abbiamo fatto noi. Sono uno strumento molto importante ma possono anche diventare un boomerang e proprio per questo motivo noi valutiamo caso per caso: per esempio nel Lazio non le abbiamo usate visto che ha deciso l'assemblea regionale, i nostri massimi organi dirigenti, mentre in Puglia è stata l'assemblea regionale a votare le primarie. Loro non vogliono le tessere, noi invece siamo un partito, così come è scritto nella Costituzione, siamo a favore del pluripartitismo. abbiamo statuti e regole che sono pubblicati sui nostri siti web. Il nostro gruppo dirigente è legittimato dal voto di duemila persone che hanno scelto di prendere anche la schedina regionale. Noi non prendiamo lezioni da nessuno sulle primarie. Mi sembra che la polemica con una parte di soggetti come Pivato c'è stata e non vedo perché dobbiamo rinfocolarla: loro dovevano scegliere tra stare nel PD ed un soggetto autonomista, non era possibile stare in entrambi. Ora aspettiamo che eleggano un gruppo dirigente e poi parleremo come facciamo con tutte le forze politiche. Noi abbiamo esplicitato che non condividiamo un progetto che sia radicale rispetto ad una proposta di centro sinistra che è quello che pensiamo per Aosta. Se questo non sarà vedremo, noi partiamo dall'attuale maggioranza in Comune. Se loro sono l'alternativa, noi non siamo alternativi a questa Giunta comunale e, per arginare il PdL, siamo pronti anche ad allearci con l'Union Valdôtaine».
| < Prec. | Succ. > |
|---|
Copyright © 2003 - 2010 12VdA soc.coop. Aosta - P.IVA 01058350073 - Tutti i diritti riservati
Nessuna parte di questo sito può essere riprodotta senza l'esplicita autorizzazione del titolare del copyright.
Commenti
Prima cosa non è di Aosta ma di Torgnon (e anche se ci fosse la legge, ingiusta, che non impedisce di candidarsi in un comune diverso da quello di residenza non vedo perchè, su 35.000 residenti, bisogna cercare una persona che non sia di Aosta)
inoltre Perrin ha fatto il sindaco (di Torgnon) per 15, il consigliere reg. per 5, l'assessore reg. per 5, il presidente della regione per 2, il senatore per 2... credo che sia arrivata l'ora di lasciare un po' di spazio agli altri...
e poi scusate, con tutto il rispetto per la Squarzino e Curtaz, ma non ci sono dei validi consiglieri comunali della minoranza che possano lanciarsi ( avendo anche già fatto i 5 anni di legistratura in comune).
Di sti tempi andrebbe benissimo una donna!
Quindi le vostre sono più che altro ipotesi (o dichiarazioni di ipotesi).
RSS feed dei commenti di questo post.