politica Rollandin, Nicco e Fosson si impegneranno per trovare nuove risorse finanziarie per il Parco del Gran Paradiso

Un cartello informativo del Parco nazionale del Gran Paradiso"Continuare ad intervenire nelle opportune sedi affinché vengano adottate le dovute iniziative, compresa la verifica delle possibilità di cofinanziare progetti anche comunitari, atte a reintegrare prontamente in un prossimo provvedimento le risorse finanziarie necessarie per il funzionamento dell'attività operativa dell'Ente Parco nazionale Gran Paradiso".

E' questo l'impegno chiesto al presidente della Regione, Augusto Rollandin, ed ai parlamentari valdostani Roberto Nicco ed Antonio Fosson dopo l'approvazione, all'unanimità, nel pomeriggio di giovedì 29 luglio, da parte del Consiglio Valle, di una risoluzione per reperire nuove risorse per il funzionamento dell'attività del Parco: «il testo della risoluzione, così come elaborato a seguito di una sospensione dei lavori - spiega Roberto Louvin, capogruppo di Alpe - prende atto dell'ordine del giorno presentato dall'onorevole Nicco ed accolto dal Governo. La manovra finanziaria, infatti, prevede il taglio del cinquanta per cento, rispetto all'anno 2009, del contributo dello Stato al "Parco nazionale del Gran Paradiso" ed agli altri Parchi nazionali. Una tale riduzione delle risorse disponibili comporterebbe per il "Parco nazionale del Gran Paradiso", con un finanziamento per il 2010 di due milioni 296mila e 505 euro, non solo una drastica riduzione delle attività del Parco, ma renderebbe di fatto impossibile la regolare erogazione degli stipendi al personale, tra cui i 63 guardaparco cui è affidata la sorveglianza del territorio».
Michele Ottino, direttore del Parco del Gran Paradiso
«Avevamo già evidenziato da tempo questa difficoltà - precisa Rollandin - quando abbiamo invitato il Governo italiano a riconsiderare i tagli previsti nella manovra finanziaria nei confronti dei parchi naturali italiani. Crediamo sia importante, ancor più fondamentale, mantenere un forte impegno, soprattutto dal punto di vista economico, nei confronti di quello che, assieme a quello dell'Abruzzo, è il più antico Parco nazionale italiano, per proseguire l'opera di conservazione e di valorizzazione di questa grande area naturale tra Valle d'Aosta e Piemonte, che è ormai un simbolo per la tutela ambientale della montagna, ed in particolare delle Alpi, così come rappresenta un modello economico, turistico e sociale di grande importanza per le popolazioni che vi abitano e vi lavorano».
Un marmotta mangia nel territorio del Parco nazionale del Gran ParadisoL'idea del "Parco nazionale del Gran Paradiso" nasce nel 1919, quando re Vittorio Emanuele III regalò allo Stato italiano la sua riserva di caccia tra Piemonte e Valle d'Aosta, a condizione che vi creasse un parco nazionale e quindi il 3 dicembre 1922 venne istituito, primo in Italia, il "Parco nazionale del Gran Paradiso": «nel 2010, dopo ottantotto anni di protezione della natura - denuncia il direttore, Michele Ottino - il Parco rischia di chiudere a causa del taglio del cinquanta per cento dei finanziamenti previsto dalla manovra finanziaria. Mentre l'Onu celebra il 2010 quale "Anno internazionale della biodiversità", con i tagli previsti ai parchi nazionali non sarà possibile per i guardaparco proteggere il territorio e la fauna del Parco da bracconieri e incendi, gli stessi non potranno vigilare sulle trasformazioni del territorio, né effettuare monitoraggi ambientali. Non sarà possibile salvare lo stambecco, animale simbolo del Parco, la cui popolazione è in declino da alcuni anni per cause ancora ignote ed i veterinari ed i biologi non potranno infatti effettuare ricerche, studiare e mettere in atto strategie di protezione della specie. Non sarà possibile co-finanziare progetti nazionali e comunitari per lo sviluppo locale nelle valli del Parco».
Alla Camera, l'emendamento proposto da Nicco, che toglieva dai tagli il "Parco nazionale del Gran Paradiso" è decaduto dopo che il Governo ha posto la fiducia ma un ordine del giorno che prevede di "valutare l'opportunità di reintegrare prontamente in un prossimo provvedimento le risorse necessarie per un regolare funzionamento del "Parco nazionale del Gran Paradiso" e degli altri Parchi nazionali italiani, al fine di consentire la prosecuzione della insostituibile azione di conservazione, tutela e promozione del patrimonio faunistico, floristico ed ambientale loro affidato" è stato accolto: «non saranno solo gli animali a patire le conseguenze dei tagli - aggiunge Italo Cerise, commissario straordinario del Parco - non sarà possibile tutelare la biodiversità e gli habitat incontaminati unici al mondo, e neanche promuovere il turismo nei tredici comuni che costituiscono l'area protetta, in cui vivono oltre ottomila persone, molte delle quali sono occupate nel settore turistico e ricettivo».
«Esprimo il mio apprezzamento ai parlamentari valdostani, al presidente della Regione Valle d'Aosta, all'assessore regionale all'agricoltura e risorse naturali Giuseppe Isabellon ed all'intero Consiglio Valle
- conclude Cerise - per l'impegno profuso a sostegno delle aree protette e in particolare al "Parco nazionale Gran Paradiso", affinché siano assicurati dal Governo i finanziamenti necessari non solo per la sua sopravvivenza ma anche per la sua piena funzionalità».

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