«La decisione di rimettere l'incarico da assessore è arrivata per tre motivi: chiarire la sua posizione, correttezza nei confronti della maggioranza e del Governo regionale, e difesa della sua onorabilità. E' stata una presa d'atto che evidenzia il suo senso di responsabilità, una personale difficile per quale, come gruppo consiliare dell'Union Valdôtaine, esprimiamo la nostra solidarietà».
Diego Empereur, capogruppo UV in Consiglio Valle commenta così a 12vda.it le dimissioni di Claudio Lavoyer dal ruolo di assessore regionale al bilancio, finanze e patrimonio, presentate ad Augusto Rollandin, presidente della Regione, poco dopo le ore 16 di venerdì 3 febbraio.
«Come gruppo abbiamo apprezzato questo gesto, che rispetta il ruolo delle istituzioni e fa bene al Governo regionale ed alla politica - continua Empereur - siamo in attesa dei necessari chiarimenti ed è stata una soluzione naturale proporre, come maggioranza, l'interim al presidente Rollandin. Aspettiamo questi novanta giorni per decidere cosa si farà, non si è presa in considerazione nessuna ipotesi per l'eventuale successore».
«Abbiamo preso positivamente questa decisione - conferma Francesco Salzone, capogruppo della Stella Alpina, in maggioranza in Consiglio Valle - noi avevamo già chiesto un chiarimento sui fatti e con queste dimissioni è stata tolta dall'imbarazzo la maggioranza. Prendiamo atto del fatto che Lavoyer avrà tre mesi per chiarire tutto e nel frattempo c'è Rollandin a gestire l'assessorato. Partiamo dal presupposto che, al momento, nei confronti di Lavoyer, non c'è nulla, nessuna notizia di reato. E' chiaro che se fossero confermate le cose che sono state scritte dai media, la questione preoccuperebbe tutti, ma lui ha smentito queste notizie, vuole chiarire la sua posizione e, quando lo farà, tutti potremo fare un passo indietro. Sul futuro dell'assessorato non abbiamo ancora deciso nulla, per il momento c'è solo un accordo condiviso per il suo "congelamento" per tre mesi, poi si vedrà».
«La scelta di Lavoyer è una soluzione saggia e responsabile - aggiunge Alberto Zucchi, coordinatore del Popolo della Libertà, partner di maggioranza dall'aprile del 2011, attualmente senza posti di Governo - che, dopo la richiesta di chiarimenti, ci ha tolto, come maggioranza regionale, dall'imbarazzo. E' stata una scelta responsabile, desidero testimoniargli il mio dispiacere dal punto vista umano, ma dal punto di vista politico devo sottolineare che ha fatto la scelta giusta, per tutelare sia sé stesso, sia il suo partito, la maggioranza ed il Governo regionale, in attesa dei futuri sviluppi. Visto che lui era alla guida della maggiore istituzione economica della Regione, anche se i fatti, come dice lo stesso Lavoyer, sarebbero attribuibili alla sua sfera personale, non si poteva pensare di dividere la sua attività a "compartimenti stagni". Era una situazione di imbarazzo che, con le dimissioni è stata risolta. Adesso avrà modo do spiegarsi senza la responsabilità di Governo».
Alcune voci di corridoio evidenzierebbero una sorta di confronto tra Fédération Autonomiste e PdL per la riassegnazione dell'assessorato che, nel caso in cui non torni a Lavoyer potrebbe essere affidato a Leonardo La Torre, capogruppo della Fédération Autonomiste o a Massimo Lattanzi, capogruppo del PdL. Un chiarimento si potrà avere già lunedì 6 febbraio, quando è previsto un incontro tra UV e PdL: «adesso quel posto è coperto, ad interim, dal presidente Rollandin - ribadisce Zucchi - già all'inizio di questo caso avevamo fatto notare che l'assegnazione di un incarico di Governo non ci appassiona e non abbiamo presentato nessuna richiesta né attiva, né passiva. Tra tre mesi vedremo comunque gli sviluppi».
Diverse le posizioni della minoranza in Consiglio Valle: «le dimissioni sono un atto dovuto da qualsiasi amministratore pubblico che si trovi in una situazione di sospetto come quella dell'assessore Lavoyer - sottolinea Patrizia Morelli, capogruppo di Alpe - che in una settimana di tempo non è riuscito a fornire i dovuti chiarimenti sulla sua situazione bancaria. Trovano così conferma le nostre preoccupazioni riguardo all'operato, quantomeno dubbio di un politico preposto a gestire nientemeno che le finanze della nostra regione. Ci auguriamo che al più presto venga fatta piena luce sulla vicenda e che Lavoyer chiarisca la sua posizione».
«Abbiamo chiesto chiarezza e trasparenza ed in subordine le dimissioni - critica Raimondo Donzel, consigliere regionale e segretario del Partito Democratico della Valle d'Aosta - sono arrivare solo queste, però con la scadenza dello yogurt. Non è così che si fa, Lavoyer ci deve spiegare che cosa ha combinato e non capisco che differenza ci sia con la situazione di Patrizia Carradore, chiarisca anche lei o si dimetta, non capisco come lei non possa reagire con altrettanta dignità. Non siamo contenti, avremmo comunque preferito un chiarimento che avrebbe fatto bene a tutta la politica, valuteremo anche noi, come movimento, la questione all'inizio della prossima settimana, rivedendo le interrogazioni presentata in Consiglio Valle. E' normale l'interim a Rollandin, non mi sembra che in Assessorato stia venendo giù il mondo. L'occasione potrebbe permettere di riorganizzare le deleghe in Giunta, contenendo così i cosi. E' improponibile che si vada avanti con un altro assessore aggiuntivo, mi auguro che la maggioranza non faccia altri pasticci in questi novanta giorni».
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