I consiglieri regionali di Alpe e del gruppo misto attaccano il "Caseificio valdostano" ed il silenzio di Rollandin sul "caso Longarini"

redazione 12vda.it
Un camion del 'Caseificio valdostano' in attesa di essere caricato
Il "Caseificio valdostano Srl - All food service", azienda di Pollein coinvolta nel "caso Longarini", dopo che il suo amministratore delegato, Gerardo Cuomo, indagato per anche per presunti contatti con esponenti della 'ndrangheta, è finito agli arresti domiciliari, così come il magistrato Pasquale Longarini, è al centro delle critiche dei consiglieri regionali di Alpe e di Elso Gerardin del gruppo misto, che accusano di lassismo anche il presidente della Regione, Augusto Rollandin: «l'escalation di fatti gravi e di notizie dirompenti delle ultime settimane stanno delineando un quadro regionale le cui storture vanno ben aldilà di quanto di deleterio si potesse supporre - scrivono in una nota congiunta - giorno dopo giorno, emergono in modo sempre più chiaro legami, commistioni, traffici e comportamenti dubbi che percorrono e collegano i palazzi regionali del potere politico, giudiziario ed economico in una grande rete, nella quale anche la 'ndrangheta ha buon gioco»
 
«Il "Caseificio valdostano fornitore in esclusiva delle partecipate». «Quanto da tempo sosteniamo ha trovato conferma nelle rivelazioni fatte in seconda Commissione consiliare sui conti del Casinò di Saint-Vincent e del "Grand hôtel Billia" - aggiungono i sei consiglieri regionali di opposizione - con lavori edili costati 120 milioni di euro e acquisti degli ultimi anni, sempre del Grand hôtel, che hanno favorito spudoratamente pochi privilegiati, tra cui spicca il "Caseificio valdostano", fornitore di punta anche di un altro colosso para-pubblico come il Forte di Bard. Così come è avvenuto per un altro tema a noi caro, venuto alla ribalta sempre in seconda Commissione: l'operazione "Cva", costata sessanta milioni di euro, di fornitura e posa delle oltre trenta giranti cinesi, rivelatesi scarsamente performanti e, in alcuni casi, addirittura pericolose e tali da compromettere seriamente la sicurezza di chi lavorava nei loro pressi. Giranti deficitarie al punto da indurre i tecnici "Cva" a non certificarne la resa effettiva e a ripristinarne alcune vecchie, con gravissimo danno per l'azienda. A completare il quadro di un sistema malato e pernicioso, offuscando il clima della "Fiera di Sant'Orso", è giunta la notizia dell'arresto del Procuratore capo facente funzione e del titolare del "Caseificio Valdostano", lo stesso che abbiamo già menzionato, fornitore praticamente in esclusiva di quelle società partecipate rette dai fiduciari nominati dal Governo regionale, che direttamente al presidente si sono sempre rapportati. Un intreccio mica da ridere, che sta facendo aprire gli occhi a tanti valdostani».
 
«Rollandin non vuole dire nulla sulla vicenda». «Eppure il presidente della Regione si rifugia nel "no comment" - sottolineano ancora - afferma di non conoscere la vicenda e non vuole dire assolutamente nulla. Così come tace la Giunta. "Des deux l'une": se il presidente è veramente ignaro e non si sente nemmeno in dovere di dichiarare che bisogna andare a fondo nella questione, in particolare per quanto riguarda possibili coinvolgimenti delle partecipate regionali, è palesemente inadeguato al suo ruolo, se, al contrario, è a conoscenza di qualcosa e si trincera dietro al "no comment", così come la sua Giunta, allora la questione è gravissima».
Ultimo aggiornamento: 
Mercoledì 1 Febbraio '17, h.16.40

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