Dal 1° luglio si pagherà per visitare il "Teatro romano" ed gli altri siti archeologici di Aosta. Aumentano anche i biglietti per i castelli di Fénis e Gressoney

redazione 12vda
Da luglio 'stop' all'ingresso libero al 'Teatro romano' di Aosta

Dal 1° luglio si pagheranno sette euro per visitare, ad Aosta, il "Teatro romano", il "Criptoportico forense", la "Chiesa paleocristiana di San Lorenzo" ed il "Museo archeologico regionale" che erano ad ingresso libero. La stessa cifra verrà chiesta per entrare al castello di Fénis, per il quale si pagavano cinque euro, e lo stesso rincaro di due euro verrà applicato per l'ingresso al "Castel Savoia" di Gressoney-Saint-Jean, il cui biglietto passa da tre a cinque euro.
Lo ha deciso la Giunta regionale nella riunione di venerdì 20 maggio per «educare il pubblico al rispetto e alla valorizzazione del bene culturale - ha evidenziato Emily Rini, assessore regionale all'istruzione e cultura - e per contribuire alla copertura, seppur parziale, dei considerevoli costi di gestione dei siti, che nel corso degli ultimi anni gravano in maniera importante sul bilancio dell'Amministrazione regionale».

Contestualmente aumentano di tre euro, passando da diciotto a ventuno euro, le due "card" annuali per l'accesso ai castelli, la "Fidelité", non nominativa e cedibile, e la "Privilège", nominativa e non cedibile, allineandosi così al prezzo del nuovo abbonamento annuale per i "siti archeologici" che, al costo di ventuno euro, permetterà, per dodici mesi, la fruizione illimitata del "Teatro romano", del "Criptoportico forense", della "Chiesa paleocristiana di San Lorenzo", del "Museo archeologico regionale" e del "Ponte-acquedotto di Pont d'Ael". L'aumento delle "card" non verrà però applicato alle convenzioni stipulate con i consorzi turistici, l'associazione "Adava" e le agenzie di "incoming" fino ai rinnovi.
Scompare anche la gratuità di accesso per i minori, che ora viene limitata ai minori di sei anni, con la creazione di una specifica tariffa ridotta di due euro (che si dimezza per l'ingresso ai castelli di Verrès e "Sarriod de La Tour" di Saint-Pierre ed a "Pont d'Ael").

A parte il castello di Fénis, il cui biglietto di ingresso costa quindi sette euro, e quelli di Verrès e "Sarriod de la Tour" per i quali vengono chiesti tre euro, il biglietto di ingresso per i castelli di Sarre, Issogne, e "Gamba" di Châtillon costa cinque euro, mentre al "Ponte-acquedotto di Pont d'Ael" si entrerà al prezzo di tre euro, che raddoppia per la "visita specialistica". Nel sito di Aymavilles è anche previsto un biglietto forfettario di 25 euro per una "visita specialistica" per le scuole o per un gruppo di almeno quindici persone che diventa gratuita "nell'ambito di progetti didattici coprodotti". «Le tariffe dei castelli valdostani - ha sottolineato ancora la Rini - risultano invariate da oltre dieci anni ed attualmente non sono in linea con quelle applicate per realtà culturali analoghe, presenti sul territorio. Come evidenziato dagli operatori del settore e dalle associazioni delle guide turistiche valdostane opportunamente interpellate, si è reso opportuno adeguare le tariffe di ingresso dei siti che, nel corso degli ultimi anni, hanno registrato un aumento considerevole delle presenze».

Il biglietto ridotto (cinque euro per il castello di Fénis ed i siti archeologici di Aosta, quattro euro per la "visita specialistica" a "Pont d'Ael", tre euro e cinquanta centesimi per "Castel Savoia" ed i castelli di Sarre ed Issogne, tre euro per il castello "Gamba" e due euro per l'ingresso a "Pont d'Ael" ed ai castelli di Verrès e "Sarriod de La Tour") sarà concesso alle comitive da venticinque persone, suddivise in gruppi paganti, agli studenti universitari e nei casi di parziale inagibilità, e nei casi di specifiche convenzioni.
L'ingresso gratuito resta valido per i visitatori portatori di handicap in possesso della certificazione ed ai loro accompagnatori, ai bambini fino a sei anni non compiuti, agli insegnanti ed agli accompagnatori di scolaresche, in proporzione di uno ogni dieci alunni, alle guide ed agli interpreti turistici, ai giornalisti nell'esercizio della loro attività per la realizzazione di servizi giornalistici presso i relativi siti, al personale del Ministero dei beni e le attività culturali, ai membri del "Consiglio superiore per i beni culturali", al personale del Soprintendenza regionale per i beni e le attività culturali e della Commissione regionale per i beni culturali, ai membri dell'"International council of museums" (l'organizzazione internazionale dei professionisti museali), ai ricercatori che, dopo aver presentato la richiesta al Soprintendente regionale per i beni e le attività culturali, intendano usufruire del materiale giacente nei castelli per motivi di studio o ricerca, attestati da Istituzioni scolastiche o universitarie, accademie, istituti di ricerca o di cultura italiani e stranieri, organi del Ministero per i beni e le attività culturali, a tutte le personalità in visita o ospiti della Regione ed agli operatori turistici e culturali in visita nell'ambito di attività di promozione e valorizzazione del territorio.

Restano gratuiti quindi solo i siti archeologici aostani della "Villa Romana della Consolata" (aperto al pubblico dal 1° ottobre al 29 febbraio il martedì ed il venerdì dalle ore 9 alle 12.30 e dal 1° marzo al 30 settembre anche la domenica dalle ore 14 alle 18) e della "Area funeraria fuori Porta Decumana", quest'ultima riservata essenzialmente alle attività didattiche e quindi su prenotazione: «le presenze molto contenute rispetto agli altri siti - ha precisato l'assessore - non giustificano la copertura degli ingenti costi di gestione della biglietteria elettronica. Gli attuali giorni di apertura sono assicurati da personale interno all'Amministrazione regionale ed un ampliamento degli stessi comporterebbe delle spese aggiuntive di personale attualmente non sostenibili».

Resta chiuso al pubblico il Castello di Ussel per il quale, dopo l'ultimazione dei lavori di restauro, si creerà una sinergia con il Comune di Châtillon per una gestione condivisa.

Commenti

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... da fuori Valle lo porterò al bar. Paghiamo ma almeno ci beviamo un giro...

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cominciano a chiedere alternative (gratuite) di visita...

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che muore la città.

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che si paghi anche a Natale!! O no??

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