Sono 308 i migranti in Valle d'Aosta che attendono di conoscere il proprio destino: «da noi non ci sarà nessun "Cie"» sottolinea Rollandin

redazione 12vda.it
Migranti in arrivo in Valle, a Saint-Christophe

Sono 308 i "richiedenti asilo" in attesa di riconoscimento dello status di "rifugiato" presenti, "temporaneamente", in Valle d'Aosta ad inizio 2017: il dato è stato reso noto nella mattinata di lunedì 16 gennaio, durante la riunione del "Tavolo di coordinamento regionale" per il superamento delle situazioni di criticità legate alla presenza temporanea in Valle d'Aosta di cittadini stranieri "richiedenti asilo".

Su oltre cinquecento arrivi concessi solo 47 permessi. Gli ultimi migranti sono arrivati in Valle d'Aosta lo scorso 3 gennaio, venticinque ragazzi di età inferiore ai trent'anni provenienti dal "Centro di primo soccorso ed accoglienza" di Lampedusa, che ricade nel territorio della Provincia di Agrigento, che sono stati distribuiti ad Aosta, Morgex, Verrès e Châtillon.
Dal 2014 sono oltre cinquecento i migranti che sono stati portati in Valle: di questi, dodici hanno ottenuto lo status di "rifugiato", ad altri trentacinque è stato concesso il permesso di soggiorno per motivi umanitari mentre 261 sono ancora in attesa che la Commissione territoriale per il diritto di asilo di Torino si pronunci in merito: «il numero dei migranti accolti dalla Valle d'Aosta, pari al 2,4 per mille della popolazione, è in linea con il resto d'Italia - ha spiegato il presidente della Regione, Augusto Rollandin, che ha presieduto la riunione del "Tavolo" nel suo ruolo di prefetto - la scelta di evitare grandi concentrazioni, e di distribuire sul territorio queste persone, ha favorito, secondo gli operatori sociali delle cooperative che si occupano dell'accoglienza, condizioni di vita più dignitose ed un controllo costante e capillare da parte di operatori sociali, sanitari e Forze dell'ordine, oltre ad aumentare le possibilità di una reale integrazione».

«In Valle d'Aosta non ci sarà nessun "Cie"». L'incontro, che ha visto la partecipazione di Pietro Ostuni, questore di Aosta, Franco Manes, presidente del "Celva", Marina Tumiati, direttore sanitario dell'Azienda Usl della Valle d'Aosta, Silvano Meroi, direttore della "Protezione civile" valdostana, Paolo Di Nicuolo, capo di Gabinetto della Regione, Gianni Nuti, dirigente della struttura delle politiche sociali e giovanili e Livio Salvemini, coordinatore della struttura degli affari di Prefettura, ha permesso di valutare i contenuti del "Piano nazionale di riparto dei migranti richiedenti asilo", il cosiddetto "Piano Anci - Ministero dell'Interno", che punta ad una distribuzione più capillare sul territorio nazionale dei migranti: «il Piano - ha aggiunto Rollandin - non prevede, in Valle d'Aosta, la costituzione di alcun "Cie" (i cosiddetti "Centri di identificazione ed espulsione", dove vengono trattenuti, fino a diciotto mesi, i cittadini stranieri senza regolare permesso di soggiorno in attesa che vengano espulsi. Quello di riferimento è a Torino, ed ha 180 posti, n.d.r.), ma non si tratta solo di accoglienza. Il sistema messo in campo finora parte dall'individuazione sul territorio di strutture adeguate dove alloggiare queste persone, ma si articola poi attorno all'offerta dei servizi loro necessari e all'organizzazione delle varie attività che devono essere realizzate dalle cooperative coinvolte».

Migranti utilizzati nei lavori socialmente utili. «Due anni fa la Valle d'Aosta è stata infatti la prima Regione - ha rimarcato Manes - che si è adoperata affinché i migranti potessero essere impiegati in lavori socialmente utili, attraverso convenzioni stipulate tra Comuni ed associazioni di volontariato. Di fatto abbiamo anticipato quanto è poi stato portato avanti anche nel resto di Italia, tutto questo per andare nel senso di una maggiore integrazione di queste persone nei paesi che li ospitano e per garantire un più attento controllo».
In ogni caso, nell'ultimo bando promosso dai servizi di Prefettura per la gestione dei posti di accoglienza è stato declinato nel dettaglio il coinvolgimento dei sindaci dei Comuni, dove cooperative e privati hanno individuato disponibilità di soggiorno per i migranti. 

Centinaia di firme raccolte dalla Lega Nord. In particolare a Saint-Vincent ed a Donnas, dove sono in corso trattative con privati per l'utilizzo, da parte delle cooperative, sia di strutture alberghiere sia di immobili privati per l'accoglienza dei migranti, la Lega Nord ha raccolto centinaia di firme contro questa eventualità: "esprimiamo, come abbiamo sempre fatto in passato, la nostra netta contrarietà all'arrivo di nuovi clandestini in Valle d'Aosta - si legge in una nota - con una situazione economica disastrosa, con più di cinquecento persone in lista d'attesa per una casa popolare sul solo Comune di Aosta è assurdo pensare di accogliere centinaia di nuovi finti profughi mentre i valdostani rimangono senza servizi, casa e lavoro. Particolarmente grave, inoltre, risulta l'idea di sistemare i richiedenti asilo in strutture in pieno centro storico, in due città turistiche come Saint-Vincent e Donnas. Esprimiamo la nostra vicinanza ai cittadini di tutti i Comuni che saranno interessati da questo ennesimo sopruso senza averli minimamente consultati. Abbiamo raccolto centinaia di firme, fra Saint-Vincent, Donnas e Champorcher, proprio per dire un secco "no" all'arrivo di nuovi disperati nei Comuni, piccoli, bellissimi, turistici e fragili, della nostra martoriata regione, perché anche quelli non si trasformino in bivacchi per sfaccendati che a tempo perso si dedicano all'illegalità, magari vendendo droga ai nostri ragazzi".

L'UVP chiede la creazione di un "modello di accoglienza". Da parte del "Conseil de Direction" dell'Union Valdotaine Progessiste, riunitosi anch'esso lunedì 16 gennaio, arriva la richiesta, al Governo regionale, della definizione di "modello di accoglienza": "recentemente, la Regione autonoma Valle d'Aosta, nell'ambito delle funzioni di Prefettura esercitate dal presidente della Regione - si legge in una nota - ha predisposto un bando regionale che mette a disposizione, per quest'anno, oltre diciannove milioni di euro per la gestione dell'accoglienza migranti. Bando che, nella sua fase attuativa, sta creando problematiche che evidenziano la mancata concertazione e condivisione degli obiettivi e delle strategie con il territorio valdostano. Tale situazione rischia di sconvolgere il tessuto socio-economico dei nostri piccoli Comuni, di ampliare la distanza tra la popolazione ed i migranti, di non raggiungere le finalità dell’accoglienza e di creare frizioni e disparità tra un Comune e l'altro. Alla luce di questa situazione abbiamo reputato necessario istituire un gruppo di lavoro che sarà coordinato da Nadia Noro, membro del "Conseil de Direction" ed assessore del Comune di Saint-Christophe. Il gruppo di lavoro si pone l'obiettivo di proporre una logica d'intervento adeguata alle caratteristiche del nostro territorio ed efficace per le persone da accogliere nonchè di definire una posizione politica, in merito all’accoglienza".

Rollandin ne parlerà al ministro Minniti. In ogni caso, le informazioni raccolte al "Tavolo di coordinamento regionale" verranno utilizzate dal presidente Rollandin il prossimo giovedì 19 gennaio, nel corso della riunione della "Conferenza delle Regioni" dedicata al tema dell'immigrazione, alla presenza del ministro degli Interni Marco Minniti, dove verrà presentata la situazione  valdostana.

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