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«Complessità» e «difficoltà» per i parlamentari valdostani durante il 2018: Lanièce presente nel cento per cento delle votazioni

redazione 12vda.it
Albert Lanièce ed Elisa Tripodi nel giorno della loro elezione

Nell'era in cui chiunque usa i "social" per comunicare qualsiasi cosa gli passi per la testa, soprattutto per quanto riguarda l'attività politica, il 2018 ha sancito definitivamente l'estinzione dell'incontro dei parlamentari valdostani con gli operatori della comunicazione, ormai spesso sminuiti a semplici passacarte o amplificatori del proclama del giorno.
Così, per conoscere l'attività della deputata Elisa Tripodi, prima donna valdostana eletta a Montecitorio, nelle fila del "Movimento Cinque Stelle", e del senatore Albert Lanièce, confermato a Palazzo Madama in rappresentanza di un'alleanza tra Union Valdôtaine, Union Valdôtaine Progressiste, Partito Democratico ed "Epav" ed iscritto al "Gruppo per le Autonomie (SVP-PATT, UV)", bisogna analizzare i dati disponibili sui siti istituzionali ed ordinati dalla "Fondazione Openpolis".

Cento per cento di presenze per Albert Lanièce. I numeri evidenziano che Lanièce, in carriera parlamentare per cinque anni e 298 giorni (dal 1° luglio 2008 al 22 dicembre, data dell'ultima riunione del Senato nel 2018), nominato vice presidente del suo Gruppo parlamentare e membro di tre Commissioni, la settima, su "Istruzione pubblica e beni culturali" e la decima, su "Industria, commercio e turismo", dove svolge anche il ruolo di segretario, oltre che in quella speciale su "atti urgenti del Governo", ha fatto segnare il cento per cento di presenze in 2.184 votazioni elettroniche.
La Tripodi, in carriera parlamentare per 307 giorni (essendo stata eletta il 21 giugno scorso, con l'ultima riunione della Camera dell'anno che si è tenuta domenica 30 dicembre), nominata nella prima Commissione permanente, "Affari costituzionali", si è invece fermata al 96,86 per cento nelle presenze, saltando 67 delle 2.135 votazioni elettroniche, con un tasso percentuale di assenza del 3,14 per cento.
Entrambi i parlamentari valdostani sono piuttosto virtuosi, dato che i valori medi delle presenze sono dell'86,62 per cento al Senato e del 77,60 per cento alla Camera, con tassi di assenza che vanno dal 5,69 per cento a Palazzo Madama al 13,82 per cento a Montecitorio, valori che cambiano, per la mancata presenza in aula a causa di "missioni", rispettivamente al 7,69 per cento e 8.58 per cento.

«Il Partito Democratico ha chiesto il superamento delle Regioni a Statuto speciale». «Questi primi mesi di attività parlamentare sono stati sicuramente mesi complessi - racconta Elisa Tripodi - se da un lato la responsabilità di lavorare per il bene della collettività tutta pesa ogni giorno terribilmente, dall'altro canto è un continuo stimolo nel cercare di fare sempre meglio e cercare soluzioni ottimali volti a perseguire il miglioramento nella vita delle persone, soprattutto di quelle più deboli e più emarginate che hanno sempre avuto poca voce all'interno delle istituzioni. Più volte nella Commissione Affari costituzionali esponenti del Partito Democratico hanno palesato la richiesta di rivedere il superamento di alcune Regioni a Statuto speciale e l'accorpamento con altre Regioni e la risposta del Governo ha evidenziato quello che, sia io, sia i miei colleghi del "Movimento Cinque Stelle" in Regione abbiamo detto in campagna elettorale. Ovvero che non c'è nessuna intenzione di eliminare le Regioni a Statuto speciale, al contrario le Specialità regionali saranno sempre tutelate e mai compromesse. I valdostani hanno bisogno di fatti e non di sproloqui filosofici. La mia azione e quella dei miei colleghi è quella di cercare di realizzare i punti del nostro programma, punti essenziali per la vita dei cittadini e sono questi punti ad essere stati votati il 4 marzo».

«Speriamo in un atteggiamento favorevole del Governo verso la Valle d'Aosta». «Non è stato indubbiamente facile - sottolinea, analogamente, Albert Lanièce, tirando le fila dei primi sette mesi di nuova attività - siamo passati dall'incertezza degli inizi, quando i contatti tra le forze politiche non erano riusciti a portare a nessuna possibile maggioranza, per poi arrivare alla formazione del nuovo Governo giallo-verde, frutto dell'accordo tra Lega e "Cinque Stelle". Su questo terreno difficile, e come già nella scorsa legislatura, la mia azione politica è sempre stata finalizzata ad ottenere ricadute positive per la Valle d'Aosta nei vari provvedimenti trattati in Senato, nel rispetto delle competenze previste dal nostro Statuto speciale. L'avvio di legislatura è stato problematico, con la bocciatura, in due distinte leggi, della norma di salvaguardia delle competenze delle Regioni a Statuto speciale. Il mio auspicio è che nel prosieguo dei lavori vi sia un atteggiamento più favorevole da parte della maggioranza di Governo, come ad esempio verso la nostra richiesta di ottenere una circoscrizione e le elezioni al Parlamento europeo o comunque una modifica legislativa che ci garantisca una rappresentanza in Europa. A questo proposito ho presentato un disegno di legge specifico. Al tempo stesso, declino in senso molto positivo il dialogo con gli elettori che non è mai mancato, e soprattutto la volontà dei cittadini valdostani ad essere informati e resi partecipi di cosa avviene nella politica. Siamo al loro servizio».

Quattro disegni di legge proposti da Lanièce, uno dalla Tripodi. Sono stati quattro gli atti parlamentari in cui la Tripodi è stata prima firmataria, un disegno di legge presentato il 24 luglio sulla "Modifica all'articolo 71 della Costituzione, concernente le leggi di iniziativa popolare", ancora da assegnare, un'interrogazione in Commissione e due emendamenti mentre è co-firmataria in altri 64 atti.
Lanièce ha presentato 91 atti come primo firmatario, tra cui quattro disegni di legge, due il 27 giugno su "Disposizioni in materia di telemedicina" e sulle "Disposizioni per l'equiparazione del trattamento pensionistico dei Corpi forestali delle Regioni a Statuto speciale e delle Province Autonome di Trento e Bolzano con quello percepito dal personale dell'Arma dei Carabinieri", ed altri due il 3 luglio sulle "Modifiche alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, in materia di elezione dei membri del Parlamento europeo, per l'istituzione della circoscrizione Valle d'Aosta" e la "Modifica allo Statuto speciale per la Valle d'Aosta concernente la procedura per la modificazione dello Statuto medesimo", tutti assegnati ma per i quali non è ancora iniziato l'esame, a cui si aggiungono due interrogazioni a risposta scritta, la presentazione di un ordine del giorno in Assemblea ed 84 emendamenti, mentre sono stati 342 gli altri atti che l'hanno visto co-firmatario.

«Innovare lo Statuto speciale separando Prefetto e presidente di Regione». «Gennaio sarà il mese delle riforme costituzionali - rimarca Elisa Tripodi - già nel mese di novembre abbiamo lavorato sulla modifica dell'articolo 71 della Costituzione ed abbiamo elaborato e deliberato il testo base per l'introduzione del referendum propositivo. Uno strumento di democrazia diretta che si integra pienamente nel nostro sistema rappresentativo valorizzando il ruolo del Parlamento e fornendo al tempo stesso un valido strumento ai cittadini di partecipazione alla vita politica. L'obiettivo è quello di restituire centralità alle Camere e di garantire e legittimare la partecipazione e la sovranità popolare. Gli stessi esperti ed i costituzionalisti auditi in Commissione Affari costituzionali hanno sottolineato come gli strumenti di democrazia diretta rafforzino e migliorino la democrazia rappresentativa, ormai in crisi e non più in grado di rappresentare da sola le istanze dei cittadini. Punti fondamentali nella politica del "Movimento Cinque Stelle" sono la lotta al conflitto di interessi ed il taglio agli sprechi: su questo intendo innovare e modificare il nostro Statuto regionale andando a separare la figura del Prefetto da quella del presidente di Regione e diminuendo il numero dei consiglieri regionali, cosi come sottolineato più volte in campagna elettorale. Proprio su questo mi auguro una fattiva collaborazione da parte di tutti i consiglieri regionali».

«Ho chiesto l'intesa tra Regione e Stato sulle modifiche al nostro Statuto». «A livello nazionale vi è una proposta di riforma della Costituzione che riguarda la riduzione del numero dei parlamentari - evidenzia Albert Lanièce, spiegando le riforme in discussione per il 2019 - si andrebbe verso le cifre di quattrocento deputati, ora 630, e duecento senatori, ora 315. Per la Valle d'Aosta nulla cambierebbe, perché sarebbe confermato il collegio uninominale, un senatore ed un deputato. Per quanto riguarda, invece, le modifiche del nostro Statuto, ho presentato un disegno di legge, peraltro già discusso in Consiglio regionale, che introduce il principio dell'"intesa" nella modifica della nostra Carta statutaria: non si possono attuare modifiche del nostro Statuto senza un accordo bilaterale, con pari dignità, tra la Regione Valle d'Aosta e lo Stato, in modo da dare più sicurezza e tutela delle nostre competenze, qualora si manifesti la volontà di modificare il nostro Statuto stesso».

La Tripodi cento per cento "grillina", Lanièce ribelle al dieci per cento. La deputata valdostana, in questi primi sette mesi di attività parlamentare, ha votato sempre come il proprio gruppo parlamentare di appartenenza (anche perché i "ribelli", come è accaduto con i senatori Gregorio De Falco e Saverio De Bonis, vengono espulsi dal "movimento", ad un terzo, Lello Ciampolillo, è arrivato un richiamo, mentre per altre due, Elena Fattori e Paola Nugnes, il procedimento disciplinare è ancora in corso) a differenza di Albert Lanièce che ha scelto di votare 213 volte diversamente dal proprio gruppo parlamentare, con una percentuale del 9,75 per cento di "voti ribelli".
Ad esempio, sulla legge di bilancio 2019 e la relativa fiducia, la Tripodi è stata favorevole, mentre Lanièce si è astenuto, differenza di vedute che si è ampliata sul disegno di legge "spazza corrotti", con la deputata a favore ed il senatore valdostano contrario. Stessa visione opposta sul decreto sicurezza, sul "milleproroghe 2018", sul decreto dignità e sul decreto riordino Ministeri. Lanièce si è invece astenuto sul decreto fiscale, sul decreto emergenze e sulla fiducia al Governo Conte, provvedimenti che hanno tutti visto il voto favorevole della Tripodi.
I due parlamentari valdostani hanno invece votato positivamente nello stesso modo sul decreto di cessione di unità navali alla Libia, sul decreto per il terremoto centro Italia 2016, sul decreto per gli ammortizzatori sociali, e sui decreti per "Alitalia" ed "Arera", l'ex "Autorità per l'energia elettrica e il gas".

«Orgogliosa di una legge finanziaria che mette al centro le persone». «Dopo una lunga trattativa con l'Europa - commenta Elisa Tripodi, parlando della legge Finanziaria - posso dire che questa manovra è la legge che aprirà la strada a tanti altri provvedimenti. Una legge che va nella direzione opposta rispetto alle precedenti frutto di scelte politiche sbagliate e dannose. All'interno della manovra troviamo le nostre battaglie storiche come l'innalzamento delle pensioni minime a 780 euro, il "reddito di cittadinanza", il rimborso per i truffati dalle banche, "quota 100" per superare la "Fornero" e più fondi per Università e Ricerca. Con questa legge di bilancio lo Stato salderà i propri debiti contratti nei confronti degli imprenditori italiani: uno Stato che salda i propri debiti è la prima garanzia per le imprese italiane che in molti casi sono state costrette a chiudere a causa di uno Stato inadempiente. Tagliamo il costo del lavoro per le imprese italiane ed introduciamo una riduzione del 32 per cento nelle tariffe "Inail", inoltre rifinanziamo il "Fondo per la crescita e lo sviluppo" ed agevoliamo le assunzioni con la decontribuzione fino al cinquanta per cento degli "under 35" ed abbiamo portato il tetto del regime forfettario per le partite Iva a 65mila euro. Con questa manovra l'attenzione per i territori ed il sostegno ai sindaci sono assolute priorità: attiviamo un fondo da quattrocento milioni di euro per cofinanziare piccole opere nei Comuni come la messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio culturale. Si inverte la rotta dei precedenti Governi con quindici miliardi in più di investimenti nei prossimi tre anni, dieci miliardi solo per rimettere in sicurezza l'Italia intervenendo sulle reti idriche, gli ospedali da ristrutturare e combattendo il dissesto idrogeologico. Riduciamo i tempi d'attesa delle prestazioni sanitarie: siamo intervenuti per ridurre drasticamente le liste d'attesa, abbiamo stanziato 350 milioni nel triennio, dopo un emendamento della Camera, in favore delle Regioni per implementare ed ammodernare le infrastrutture tecnologiche di prenotazione elettronica per l'accesso alle strutture sanitarie, per superare la carenza di medici abbiamo stanziato 328 milioni nei prossimi quattro anni per incrementare il numero dei contratti di formazione specialistica, quindi più medici per un miglior servizio sanitario, incrementiamo di quattro miliardi le risorse pluriennali per gli interventi di edilizia sanitaria e di ammodernamento tecnologico, quindici milioni di euro in più nel "Fondo per il sostegno di cura e di assistenza del caregiver familiare". Questi naturalmente sono solo alcuni dei punti presenti in questa legge di bilancio: io mi ritengo soddisfatta ed orgogliosa di una legge che mette al centro le persone e che riporta in questo Paese un po' di equità sociale».

«Interrogativi sulle coperture finanziarie per "reddito di cittadinanza" e pensioni». «La finanziaria nazionale presenta, a mio giudizio, molti interrogativi - critica Albert Lanièce - soprattutto rispetto alle coperture economiche che il Governo dovrà trovare per attuare le riforme annunciate su pensioni e "reddito di cittadinanza", giusto per citare i punti principali. Valuteremo nei prossimi mesi la reale portata di questi provvedimenti. Sicuramente si tratta di una legge di Bilancio che, personalmente, avrei preferito più attenta al rilancio del lavoro e dell'occupazione attraverso una forte defiscalizzazione per le imprese ed un'ulteriore sburocratizzazione, per mettere le aziende in condizione di aumentare le assunzioni. In questa finanziaria vi è una scarsa attenzione alle politiche della montagna. Vi è inoltre contenuto l’accordo economico, siglato tra la Regione autonoma Valle d'Aosta ed il Governo, caratterizzato dalla chiusura dei contenziosi in essere tra le parti e che garantisce alla nostra Valle risorse finanziarie: un risultato criticabile rispetto alle aspettative, ma che, per essere onesti, si conferma, come per tutti gli accordi precedenti, in difetto rispetto a ciò che ci era effettivamente dovuto».

«Nuova Giunta, ma non le persone che la compongono, così come le loro azioni politiche». I due parlamentari, che hanno avviato la loro attività a Roma con un governo valdostano a trazione leghista, ora si trovano, all'inizio del 2019, con un fondamentale cambiamento: «il "Movimento Cinque Stelle" nasce come forza politica alternativa rispetto ai partiti che hanno governato l'Italia in questi anni - ricorda Elisa Tripodi, evidenziando qualche perplessità nei confronti del nuovo Esecutivo autonomista - anche in Valle d'Aosta il movimento è questo: una forza alternativa con idee e progetti differenti rispetto ai movimenti politici regionali. Ed anche se la formazione di questa nuova Giunta è recente non lo sono le persone che questa Giunta la compongono e presumo non lo saranno le loro azioni politiche future. Nonostante le diversità sacrosante che ci devono essere in quanto appartenenti a forze politiche completamente in antitesi tra di loro, mi metto a disposizione della Giunta in quanto unica deputata della Regione per affrontare le problematiche della collettività valdostana, e mi renderò disponibile alla collaborazione per le problematiche in cui corrisponderà lo stesso obiettivo. Il tempo dei "parlamentari-portantini" di interessi per "alcuni" è finito, i miei unici lobbisti sono i cittadini e renderò conto del mio operato solo a loro».

«Assoluta collaborazione verso la Giunta regionale ed il Consiglio Valle». «Il mio ruolo istituzionale mi vede impegnato nel Senato della Repubblica - ribadisce Albert Lanièce - gli eletti in Regione stanno iniziando un percorso di un nuovo Governo autonomista che ha come impegno principale, oltre che risolvere le problematiche maggiori per i valdostani, quello di garantire un nuovo periodo di stabilità politica alla Valle. La mia disponibilità, sia verso la Giunta, sia verso il Consiglio regionale, è di assoluta collaborazione. In questi primi mesi di Legislatura ho già partecipato ad una seduta della Commissione consiliare "affari istituzionali" e, qualora richiesto, assicurerò il mio impegno nei confronti delle richieste che arrivassero dalla Giunta. Approfitto dell’occasione, infine, per formulare a tutti i valdostani il mio più sincero augurio di un nuovo anno, affinché porti con sé più serenità per tutti, che si risolvano i problemi legati al lavoro e che la salute caratterizzi la vita di tutte le nostre famiglie. Treinadan!».

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