Accolto il ricorso al "Tar" contro l'annullamento dell'appalto per la tensostruttura della "Foire de Saint-Ours": «speriamo che la Regione ci faccia lavorare»

Angelo Musumarra
L'installazione del padiglione della 'Foire' 2018 in piazza Chanoux ad Aosta

La società "C.S.C. Allestimenti Srl" di Milano, che nel 2016 aveva vinto la gara d'appalto per il noleggio, montaggio e smontaggio delle tensostrutture e degli allestimenti interni per la "Foire de Saint-Ours" del 2017, per un costo di 168.360 euro, con l'opzione di rinnovare la fornitura al medesimo costo per gli anni successivi, ha vinto, mercoledì 7 marzo, il ricorso al "Tribunale amministrativo regionale" di Aosta contro la Regione, che lo scorso 6 dicembre le aveva annullato la fornitura.

Appalto annullato dopo presunte irregolarità fiscali. A settembre 2017, a nove mesi dal primo servizio, la Regione aveva deciso di applicare l'opzione per il rinnovo contrattuale per le successive edizioni della "Foire" del 2018 e 2019, allo stesso prezzo del 2017 "tenuto conto del prezzo concorrenziale originario - si legge nel provvedimento dirigenziale - e della possibilità di ottenere delle migliorie su alcuni aspetti tecnici" ma, dopo aver attivato i controlli sulla corretta situazione contributiva e fiscale della "C.S.C.", meno di due mesi prima dalla "Foire", ha annullato l'appalto. Da quanto era emerso, la società "Free Consulting Srl", incorporata della "C.S.C.", presentava irregolarità fiscali "definitivamente accertate" per circa 17.500 euro e, siccome queste sono "gravi", perché superiori ai diecimila euro, il contratto di fornitura triennale è stato annullato, anche se il consulente della "C.S.C." aveva spiegato di aver riattivato, a novembre, presso la "Agenzia delle Entrate", la richiesta di regolarizzazione per gli anni dal 2009 al 2011 e la rateizzazione dal 2010 al 2013.
La Regione, però, dato che le richieste erano state effettuate dopo l'attivazione del proseguimento del contratto con la "C.S.C.", ha comunque annullato l'appalto, organizzando una nuova gara, invitando un'impresa valdostana, ed altre quattro, di Roma, Modena, Verona e Venezia. A rispondere era stata solo la "Projexpo Srl" di Aosta, che il 22 dicembre ha ottenuto l'appalto, al costo di 187.270 euro, quasi 19mila euro in più rispetto al prezzo della "C.S.C.", che dopo l'annullamento del contratto, si è rivolta al "Tar" di Aosta, chiedendo la sospensione dei provvedimenti dirigenziali che annullano il loro appalto.

«Eravamo all'oscuro di questo problema». Il "Tar" aveva affrontato la questione mercoledì 10 gennaio ed aveva, inizialmente, respinto la domanda di sospensione rinviando la trattazione della questione al 7 marzo: "da una parte, non è stata fornita la prova della sussistenza di un pregiudizio grave e irreparabile derivante dall'esecuzione del provvedimento impugnato, attinente alla sfera giuridica della ricorrente - si legge nell'ordinanza - dall'altra, non sussiste il paventato pericolo di un mancato svolgimento della manifestazione in quanto, con provvedimento del 22 dicembre 2017, la Regione Valle d'Aosta ha affidato la fornitura di tensostrutture e allestimenti interni per l'edizione 2018 della "Fiera di Sant'Orso" alla "Projexpo Srl", chiedendo di "acquisire agli atti del giudizio una documentata relazione" da parte di "Agenzia delle entrate", per trattare poi definitivamente la questione il 7 marzo: «premetto che noi non ce l'abbiamo con la Regione - spiega a 12vda Luigi Benaglia, direttore commerciale della "C.S.C." - che non poteva fare diversamente. Come prevede la legge ha chiesto tutti i documenti che servono per verificare la regolarità dell'azienda ed anche a nostra insaputa, ha scoperto lei prima di noi che c'era questo problema di cui noi eravamo totalmente all'oscuro. Saputa questa cosa ci ha chiesto giustificazioni e noi solo in quel momento ci siamo resi conto che l'azienda che avevamo assorbito un paio di anni prima aveva delle pendenze di cui non eravamo a conoscenza. Per la Regione, a questo punto era inevitabile sospendere l'appalto».

«Accertamenti avviati troppo tardi». «Naturalmente ci siamo dati da fare per capire cos'era successo - continua Benaglia - ed abbiamo scoperto che "Agenzia delle Entrate" non ci aveva mai notificato queste cartelle, c'era solamente una piccola parte di quota di cui eravamo a conoscenza, ma il "fatto grave" e la "dichiarazione fallace" previste dalla normativa scattano oltre i diecimila euro, e non c'erano né l'una né l'altra cosa. Per cui abbiamo fatto ricorso e, in prima istanza, il "Tar" ha dichiarato che nell'imminenza della manifestazione la Regione ha dovuto correre ai ripari, e questo lo abbiamo visto con una certa soddisfazione, non oso immaginare cosa sarebbe successo se per colpa nostra saltava la "Foire", un evento così importante, così storico e quindi noi non ci siamo mai opposti».
Nel ricorso al "Tar" la Regione è stata accusata "di violazione o falsa applicazione di legge, violazione del principio di buona fede e di "favor partecipationis", eccesso di potere per travisamento dei fatti ed erronea valutazione dei presupposti, difetto o insufficienza di istruttoria e di motivazione, ingiustizia grave e manifesta, grave disparità di trattamento, perplessità e sviamento": «ci dispiace che la Regione abbia avviato gli accertamento così tardi - sottolinea il direttore commerciale della "C.S.C." - mentre il "Tar" è stato velocissimo, ma se questa richiesta fosse stata fatta in primavera, si risolveva tutto frontalmente e con calma. Il ricorso al "Tar" voleva dimostrare che non c'erano i presupposti gravi ed infatti, alla fine, ci è stato riconosciuto che non avevamo colpe vere e spero che, a questo punto, la Regione ci riconfermi il prossimo anno».

"Agenzia delle Entrate" dovrà pagare tremila euro. I giudici amministrativi hanno infatti constatato che alla "C.S.C." non erano state notificate due cartelle, rispettivamente da 3.075,94 euro e da 5.320,47 euro, e quindi le violazioni accertate erano per 9.097,90 complessivi, sotto la soglia dei diecimila euro: "il provvedimento impugnato è, pertanto, illegittimo - si legge nella sentenza, firmata da Silvia Cattaneo - essendo stato adottato sul presupposto di una insussistente violazione grave e definitivamente accertata rispetto agli obblighi di pagamento di imposte e tasse, pur se di ciò l'amministrazione regionale non poteva avere contezza poiché si è attenuta a quanto dichiarato dall'Agenzia delle entrate e poiché la "C.S.C. Allestimenti s.r.l.", con un comportamento non lineare, non ha rappresentato in sede procedimentale quanto successivamente affermato con il ricorso, circa la mancata conoscenza delle due cartelle sopra richiamate. Per le ragioni esposte il ricorso è fondato e va, pertanto, accolto. Le ulteriori censure dedotte possono essere assorbite. Le spese di causa seguono la soccombenza nei confronti del Ministero dell'economia e delle finanze (che dovrà pagare tremila euro, n.d.r.), anche alla luce del comportamento tenuto nel corso del processo, e sono compensate nei confronti della Regione Valle d'Aosta".

Aumento di costi per la Regione e danni anche per la "C.S.C.". Tutto bene quindi? Pare proprio no, con l'Amministrazione regionale che invece di risparmiare, ha speso ventimila euro più del previsto ed ha dovuto pagare tre avvocati per resistere nel ricorso, così come per la "C.S.C.": «il primo anno è stato quello dell'investimento, acquistando tutta una serie di materiali specifici per la Fiera, come le mensole ed i banconi fatti come li volevano loro - ricorda Luigi Benaglia - ovviamente le tende sono nostre, ne abbiamo ottantamila metri quadrati, così come i pavimenti ed i riscaldamenti. Quest'anno ed il prossimo sarebbero stati quelli in cui si potevano ammortizzare gli acquisti ed avanzare qualcosa, ed invece con questo fatto siamo rimasti sulle spese. Se la Regione ha avuto un aumento di costi in quest'edizione, noi abbiamo avuto un danno probabilmente più importante, perché ricorrere al "Tar" costa una barca di soldi e gli avvocati si fanno pagare. Non possiamo essere sicuri di fare la "Fiera" nel 2019, anche se lo speriamo, nei prossimi giorni chiederemo un incontro con la Regione per capire come si può risolvere la questione, dopotutto la nostra edizione era stata apprezzata ed anche noi avevamo lavorato bene», tanto che il filmato, in "fast motion", del montaggio del padiglione della "Foire" 2017 è nella home page del loro sito Internet.

Quattrocentomila euro per organizzare la "Foire". Per il 2018 l'Amministrazione regionale aveva stabilito, per la "Foire de Saint-Ours" una spesa totale di 400mila euro: nel 2017 erano stati stanziati 68mila euro per "servizi tra cui l'elaborazione grafica del manifesto, la realizzazione di eventi collaterali e l'acquisto di elementi per la sicurezza", mentre, per il 2018 sono stati stanziati 261mila euro per "organizzazione eventi, pubblicità e servizi per trasferta", 35mila euro per "forniture e servizi tra cui impianti elettrici e di amplificazione, servizi di vigilanza e assistenza e servizi di pulizia", 14mila euro per "utenze e canoni", 10mila euro per le "attività di comunicazione istituzionali", 8.500 euro per "imposte e tasse", tremila euro per lo "smaltimento dei rifiuti solidi urbani" ed ottocento euro per la "imposta comunale sulla pubblicità e diritto sulle pubbliche affissioni".
Tra le varie spese, spiccano gli oltre 37mila euro per la cooperativa "Svap" di Aosta, che gestisce il trasporto pubblico del capoluogo regionale, e che ha aumentato le corse nei due giorni della "Foire", con l'utilizzo di diciannove autobus per una percorrenza complessiva di 9.670 chilometri, dato che "i servizi di linea della città di Aosta, calibrati sulla domanda di mobilità di una normale giornata feriale, non sono in grado di far fronte allo straordinario afflusso di visitatori previsto per le due giornate in questione", ma anche i quasi 28mila euro che sono stati spesi per l'acquisto, presso la ditta "Les Amis du Bois" di Introd, di 3.500 ciondoli.

Installato un secondo impianto di videosorveglianza. Nonostante nel centro storico di Aosta sia attivo da tempo un impianto di videosorveglianza, l'organizzazione della "Foire" ha preferito noleggiarne un secondo, da parte dell'impresa "Si.Pro Sas" di Aosta, per 32.635 euro, che ha installato e gestito anche quello di amplificazione ed ha effettuato la posa delle bandiere per altri 12.566 euro, per una spesa totale di 45.201 euro.
L'assistenza nel padiglione ospitante l'Atelier, nel padiglione enogastronomico, nel "centro operativo misto" e nei parcheggi riservati è stato affidata alla ditta "Consit Vallée Sas" di Aosta per 28.607,78 euro, mentre il supporto per le attività di coordinamento e controllo del "centro operativo misto", con l'utilizzo di un apposito sistema hardware e software è andato alla ditta "Tecnica - Formazione - Sicurezza Srl" di Aosta per 26.596 euro. Nel "centro operativo misto" era necessaria anche la realizzazione di una infrastruttura tecnologica che è stata affidata alla ditta "Gastaldo Fulvio & Comé Emilio Snc" di Gressan per 23.912 euro.
L'organizzazione della "Foire" ha richiesto anche la fornitura di transenne a piede piatto, da parte dell'impresa "Sebach Srl" di Certaldo, località in provincia di Firenze, per 24.583 euro, mentre per la posa e la successiva rimozione di impianti elettrici temporanei è stata incaricata l'impresa "Fratelli Vicentini" di Aosta, per 15.006 euro.
La vigilanza è andata alla ditta "Allsystem SpA" di Verrone, località in provincia di Biella, per 17.517,13 euro, mentre per il servizio di noleggio di bagni chimici, comprensivo della pulizia e dello smaltimento dei liquidi, se ne è occupata l'impresa "Toi Toi Italia Srl" di Travacò Siccomario, località in provincia di Pavia, per 9.137,80 euro, con le pulizie nei padiglioni fieristici e nel "centro operativo misto" che sono costate 1.805.60 euro, assegnate alla ditta "Viérin Cesarina" di Aosta.

Quasi diecimila euro di pubblicità diretta. Per quanto riguarda la pubblicità diretta, per la quale sono stati spesi 9.911 euro, il grosso dei fondi è andato alla società "Publi(in) Srl" di Merate, località in provincia di Lecco, che ha ricevuto 3.050 euro per pubblicare mezza pagina a colori sul settimanale "La Vallée notizie" e su altre otto testate locali in Piemonte e Lombardia, non meglio precisate, mentre 2.318 euro sono stati incassati dalla società "Piùpress" di Aosta per un "contest instragram su aosta sera.it", più volte finanziato negli anni passati dalla pubblica Amministrazione.
Il resto è stata tutta pubblicità cartacea, quasi tutta locale: 1.586 euro alla società "Lg Presse Srl" di Aosta prt le testate "Gazzetta matin", "Weekend" e "newsvda", 930 euro alla "A. Manzoni &C. SpA" di Milano per una pagina sull'edizione aostana della "Stampa", 855 euro alla "Gedirama Srl" di Aosta per mezza pagina sul settimanale francese "Le Messager", nell'edizione dell'Alta Savoia, e 317 euro alla "Musumeci Spa" per mezza pagina sul settimanale diocesano valdostano "Il Corriere della Valle".
Come "pubblicità", oltre agli spot su "Radio proposta in blu" è stata anche considerata la "diretta" della "Foire", del concerto di apertura, della Santa Messa degli artigiani e l'approfondimento, per altri 854 euro.

Oltre quindicimila euro di stampa di materiale promozionale. La promozione della "Foire" millenaria era iniziata nello scorso dicembre, con la spesa di quasi 13mila euro, impegnati per l'organizzazione di "Vers la foire", evento promozionale che si è tenuto presso il "Marché vert Noël" di Aosta ed al "Château Noël" al castello "Gamba" di Châtillon, dove gran parte dei fondi sono stati utilizzati per il pagamento dei diritti d'autore alla "Siae" di Aosta per 4.880 euro, ed il servizio di stampa del materiale promozionale e di grafiche per l'allestimento alla "Tipografia Duc Srl" di Saint-Christophe per 3.344 euro.
La "Tipografia Duc" si è occupata, per 12.865,63 euro, anche del servizio di stampa del materiale promozionale ed informativo, mentre la posa, rimozione e realizzazione della cartellonistica è andata all'impresa "Arcadia publisystem Srl" di Pollein per 8.405,80 euro. L'affissione dei manifesti e la distribuzione di materiale promozionale è stata assegnata alla ditta "Figerod Roberto" di Aosta per 6.138 euro, comprensivi di tasse affissionali per 2.600 euro, mentre la società "Studio Stands Srl" di Brescia ha fornito dei totem gonfiabili personalizzati per 3.481,88 euro.

Spesi 8.600 euro di pasti per il personale impegnato nella "Foire". Sfiora i diecimila euro l'organizzazione della "Veillà di Petchou", con la presenza del "Théâtre de la Toupine" di Evian, in Francia, che aveva messo a disposizione i propri attori per 1.818.18 euro e l'installazione della giostra "Manège Bestiaire Alpin" con altri giochi in legno, tra cui un orso ad altezza uomo ceduto poi all'Amministrazione regionale, per 3.727,27 euro. La direzione artistica dell'evento è stata assegnata, per 2.999,98 euro, all'ex portavoce del sindaco di Aosta, attuale addetto stampa del Comune di Courmayeur.
Cinquemila euro sono andati alla associazione "Compagni di Viaggio" di Torino, che ha proposto quattro repliche, sabato 27 e domenica 28 gennaio, dello spettacolo "Armonie dai confini dell'ombra" realizzato dalla compagnia "Laboratorio permanente di ricerca sull'arte dell'attore" del capoluogo piemontese.
Per la somministrazione dei pasti al personale appartenente ad enti ed organizzazioni varie in servizio nella "Foire" sono stati spesi 8.600 euro, andati alle varie "Pro Loco" che hanno gestito i "ristoranti" installati nelle varie tensostrutture sul percorso della fiera, mentre duemila euro sono andate come rimborso spese alla sezione valdostana della "Associazione nazionale Alpini" per la gestione di tre punti "veillà" in cui sono stati distribuiti brodo caldo e "vin brulé", così come al "Coro Sant'Orso" ed al "Coro Penne Nere".
"Poste Italiane" ha ricevuto 1.411,54 euro per un servizio di annullo speciale filatelico, mentre il servizio fotografico della "Foire" è andato a Giulio Crivellari di Donnas per 1.159 euro. Infine, il Comune di Aosta ottenuto 3.700 euro di rimborso spese per il potenziamento del Comando della Polizia locale.

ultimo aggiornamento: 
Venerdì 16 Marzo '18, h.15.45