Aggravi annuncia in Giunta la volontà di nominare un CdA alla guida del Casinò, ma la Certan e Borrello escono dalla sala: «non era previsto all'ordine del giorno»

Angelo Musumarra
Il 'Casino de la Vallée' di Saint-Vincent

La totale differenza di vedute sulla gestione della questione del "Casinò de la Vallée" all'interno del Governo regionale, ormai diviso in due, è emersa durante la riunione straordinaria della Giunta regionale che si è tenuta nel pomeriggio di lunedì 8 ottobre, quando in previsione dell'assemblea dei soci della Casa da Gioco, è stato approvato, l'unanimità dei cinque componenti presenti, "un atto di indirizzo politico allo scopo di dare una soluzione alternativa all'attuale governance del "Casino de la Vallée SpA" attraverso la sostituzione dell'amministratore unico con un Consiglio di Amministrazione a cui sarà assegnato uno specifico mandato volto a garantire la continuità aziendale".

«La Giunta è finita, non c'erano altri atti». La scelta di Aggravi, sostenuta dai colleghi della Lega, da quelli di Mouv' ed anche da "Pour Notre Vallée", che sta mettendo a dura prova l'accordo politico con Stella Alpina, ha visto anche la contrarietà di Alpe, tanto che Chantal Certan, attuale assessore alla sanità, ha abbandonato la riunione: «la Giunta è finita - ha dichiarato davanti al portone di Palazzo regionale - poiché abbiamo approvato i due atti "fuori sacco" che erano stati portati oggi urgentemente all'attenzione dell'Esecutivo. Per quanto mi riguarda finisce così poiché altri atti, mi è stato detto, non ci sono. Ci sono delle dichiarazioni che verranno messe a verbale da parte dell'assessore per l'assemblea di domani, atti di cui noi non possiamo venire a conoscenza e che comunque ci verranno solo letti e sui quale, se vorremo, potremo pronunciarci. Credo che non sia un modo consono di portare avanti un lavoro di Giunta».

Respinta una proposta di Stefano Borrello. La Certan ha lasciato la sala del Governo regionale nel momento in cui è iniziata la discussione sulla Casa da Gioco, così come Stefano Borrello, assessore regionale alle opere pubbliche, che nella precedente riunione della Giunta, lunedì 1° ottobre, aveva proposto, senza successo, un atto che recepisse esplicitamente i contenuti della risoluzione approvata dal Consiglio Valle lo scorso venerdì 28 settembre, impegnando il Governo regionale a liquidare i sei milioni di euro, così come aveva chiesto il coordinamento politico della Stella Alpina: "alla luce delle relazioni svolte dagli organismi dirigenti e dai consiglieri regionali, abbiamo espresso grande preoccupazione - si legge in una nota dei vertici del movimento - per l'evidente ritardo con cui vengono affrontati dossier di grande interesse, come la mancata variazione di bilancio estiva, per la mancanza di azioni adeguate a temi importanti come quello della "Sfom" della ex "Feletti" e del Casinò, e per la mancanza di risposte al contenzioso finanziario con lo Stato che certamente condizionerà negativamente il prossimo bilancio regionale, di cui tra l';altro, pur essendo già nel mese di ottobre non si sente assolutamente parlare. Tutto questo ci fa temere che si possa, per la prima volta, andare ad un esercizio provvisorio con tutte le conseguenze che si possono facilmente immaginare, soprattutto per i comuni valdostani. Abbiamo quindi incaricato il gruppo consiliare di mettere in atto tutte le azioni per sbloccare questa situazione e per quanto riguarda la questione Casinò, di sollecitare la presidente della Regione e l'assessore alle finanze, al rispetto della volontà espressa dal Consiglio regionale, dando attuazione a quanto deliberato, a larga maggioranza, con la risoluzione della seduta del 28 settembre".

«La Giunta regionale non è un bar». Nello specifico la Certan e Borrello, in una nota congiunta, rettificano che «l'argomento "Casino de la Vallée" non era all'ordine del giorno della seduta odierna della Giunta regionale e che nessun atto o deliberazione è stato approvato dall'Esecutivo regionale ma si è trattato di una dichiarazione dell'assessore Aggravi, a margine della riunione di Giunta. Espletato l'ordine del giorno, abbiamo lasciato la seduta di Giunta facendo notare che non vi erano altre deliberazioni all'ordine del giorno e che i documenti annunciati dall'assessore Aggravi erano sprovvisti di parere di legittimità in quanto non era un atto deliberativo».
«La Giunta regionale non è un bar - ha poi ulteriormente precisato Chantal Certan - è un organo deliberativo, ma affinché si possano fare degli atti che hanno valore deliberativo devono essere rispettate le procedure di legittimità; gli atti di Giunta si devono caricare dieci giorni prima, al fine di essere controllati in ogni parte dagli uffici preposti, a volte anche ventiquattro ore prima, se possono avere i pareri di legittimità. Oggi la Giunta è stata convocata d’urgenza alle ore 8.57 per le ore 15 e verso le ore 11 sono arrivati i due unici punti all’ordine del giorno: uno su agricoltura e uno su progetti "Fesr" che avevamo rinviato per approfondimenti la scorsa Giunta. Stop. Dopo aver discusso tali punti la Giunta è finita. E come peraltro spesso accade ogni assessore torna a lavorare. Nessun altro atto è stato portato all’attenzione della Giunta come confermatomi dal segretario di Giunta che ha ribadito che nessun atto o deliberazione era all’ordine del giorno. Se l’assessore Aggravi aveva una deliberazione da portare o atti da far approvare doveva chiederne l’iscrizione in modo trasparente, dopo aver avuto un visto di legittimità di uno dei circa 110 dirigenti dell’Amministrazione regionale».
«Su un tema come quello del Casinò, l’assessore competente ha ricevuto da parte del Consiglio regionale un mandato ben preciso - insiste la Certan - di deliberare, non di far dare dei pareri ad altri assessori su dichiarazioni dell’assessore stesso messe a verbale. Ecco perché dopo aver deliberato i punti dell’ordine del giorno, a Giunta finita, sono uscita. Nessun atto, nessuna deliberazione oggi è stata approvata dalla Giunta regionale su Casinò e sono gli atti a dirlo, atti che se non hanno un visto di legittimità non hanno alcun valore deliberativo».

Cognetta chiede le dimissioni della Certan e di Borrello. «Dopo questo comunicato credo sia chiaro chi sta da una parte e chi dall'altra - ha commentato, su "Facebook" Roberto Cognetta, consigliere regionale di Mouv' - la cosa assurda è che due assessori anziché rassegnare le dimissioni restino a prendere decisioni in una giunta di cui non condividono scelte così importanti. Al di là del colore politico qui la questione è di come si è. Secondo me siamo di fronte a persone sostanzialmente senza spina dorsale, etica e soprattutto senza nessun interesse verso la cosa pubblica. Chantal Certan e Stefano Borrello abbiate uno slancio d'orgoglio: Andatevene!».

Giulio Di Matteo alla guida del Casinò da diciannove mesi. La scelta di Aggravi di avere un "atto di indirizzo politico" alla vigilia della forse decisiva assemblea della "Casino de la Vallée SpA", convocato nella serata di martedì 9 ottobre, e non una specifica delibera di Giunta non rappresenta la prassi seguita negli ultimi dieci anni sulle scelte per la "governance" della Casa da gioco, quando, dieci anni fa, nell'agosto 2008, venne prima scelto di passare da un Consiglio di Amministrazione composto da cinque membri, all'amministratore unico Luca Frigerio, poi sostituito, nel luglio 2015, dall'avvocato aosta Lorenzo Sommo.
Giulio Di Matteo, avvocato quasi cinquantenne, originario di Como, guida la "Casino de la Vallée SpA" dal 24 marzo 2017, scelto da Albert Chatrian di Alpe, che ricopriva il ruolo di assessore regionale al bilancio. Di Matteo, specializzato nel settore del "gioco lecito", ha superato di un mese l'incarico che aveva a Campione d'Italia, dove da luglio 2012 a dicembre 2014 aveva presieduto la società che gestiva la Casa da gioco nell'exclave italiana nel Canton Ticino svizzero, dichiarata fallita lo scorso 27 luglio e per il quale si prospetta una trasformazione in hotel o in una casa di riposo.
Due mesi esatti dopo l'arrivo di Di Matteo, il Consiglio Valle aveva approvato la legge regionale numero 7 che disponeva un finanziamento da parte dell'Amministrazione regionale di venti milioni di euro in conto capitale alla Casa da Gioco, di cui otto versati a maggio 2017, sei nel successivo mese di ottobre e quindi i restanti sei previsti entro il 31 luglio scorso ma che, vista la bozza del bilancio relativo al 2017, l'attuale assessore regionale alle finanze, Stefano Aggravi, competente anche dal punto di vista tecnico sulla questione, ha deciso di non liquidare: «l'intenzione - ha dichiarato Aggravi, spiegando la motivazione dell'atto di indirizzo - è quella di assicurare la continuità aziendale della Casa da Gioco, riacquistando la fiducia del sistema bancario, dei creditori e di tutte le controparti in gioco».

Entrano le "professoresse" della Spelgatti? Il nuovo Consiglio di Amministrazione sarà di tre persone: circola nuovamente il nome di Corrado Ferriani, commercialista di Aosta, che era tra i "papabili" nel marzo 2017 e poi scartato a causa di una vicenda guidiziaria in cui era stato accusato di truffa e poi assolto un mese dopo. Gli altri due posti potrebbero andare alle professoresse dell'università "SDA Bocconi", indirettamente citate dalla presidente della Regione, Nicoletta Spelgatti, in Consiglio Valle, nella discussione sul Casinò di fine settembre, e potrebbero essere Alessandra Saggin, 61 anni, di Verona, esperta di sviluppo delle competenze necessarie per operare efficacemente e guidare le persone nelle organizzazioni "debolmente legate" e nelle reti organizzative, e Veronica Vecchi, 39 anni, di Milano, esperta, tra l'altro, di public management, strumenti e strategie di finanziamento delle Amministrazioni pubbliche, finanziamento degli investimenti pubblici, "project finance", sviluppo locale, sviluppo locale e competitività delle imprese e del territorio.

Fascicoli sul Casinò aperti anche in Procura. Parallelamente anche la Procura della Repubblica segue, a suo modo, la vicenda del Casinò: dalla fine di agosto una copia della bozza del bilancio 2017, che presenterebbe un passivo di ventuno milioni e mezzo di euro, è stata depositata da Di Matteo, insieme ad un suo esposto «a tutela dell'azienda» al secondo piano di Palazzo di giustizia, dopo che due settimane prima era stato denunciato, dall'assessore Aggravi, la presenza ai tavoli, di una persona «che non rivestirebbe ruoli formali nel sodalizio» con la società "De Vere Concept", che si occupa del marketing, della comunicazione e dell'organizzazione di eventi alla Casa da Gioco di Saint-Vincent.
Nel pomeriggio di lunedì 8 ottobre, l'assessore regionale è stato ascoltato per una mezz'ora dal procuratore capo Paolo Fortuna insieme ai sostituti Luca Ceccanti ed Eugenia Menichetti, ed al tenente colonnello Francesco Caracciolo, comandante del Gruppo Aosta della Guardia di Finanza: sulle varie vicende i magistrati hanno aperto alcuni fascicoli "modello 45", atti che, al momento, non costituiscono una notizia di reato.

ultimo aggiornamento: 
Lunedì 8 Ottobre '18, h.23.30