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Alberto Vaglio dopo il Consiglio comunale "fiume" a Courmayeur: «amministrazione chiaramente incapace che rischia di portarci al fallimento»

comunicato stampa

Il Consiglio comunale “fiume” convocato dal Sindaco del Comune di Courmayeur venerdì 26 luglio, con ventitré punti all’ordine del giorno, secondo il consigliere comunale di opposizione Alberto Vaglio, «a più di tre mesi e mezzo dall’ultima riunione è la chiara rappresentazione dell’incapacità di programmare di questa amministrazione nonché della mancanza di rispetto nei confronti dei consiglieri e dei cittadini».

«La riunione vedeva iscritti tra i punti all’ordine del giorno argomenti di fondamentale importanza per la nostra comunità - evidenzia Vaglio - quali il rendiconto dell’esercizio 2018, l’assestamento di bilancio, la I° variazione al bilancio di previsione, la modifica del regolamento comunale per la disciplina dei dehors e quello edilizio. Tutti punti non banali, che i consiglieri hanno dovuto affrontare guardandosi la documentazione ricevuta il martedì pomeriggio per il venerdì, in sfregio agli “alti principi” contenuti nel programma di governo con cui il gruppo di Esprit Courmayeur ha vinto le elezioni. L’incapacità di programmare l’attività amministrativa ha portato ad approvare il rendiconto del 2018, peraltro con solo 8 voti favorevoli (il minimo sindacale), solo perché costretti dalla diffida della Regione ad agire ed in assenza di qualunque rendicontazione da parte della società in-House C.S.C., che di fatto gestisce in totale autonomia più del 15% delle risorse comunali».

«Il bilancio è un documento strano - prosegue il consigliere comunale di opposizione - si scrive con i numeri e si legge con le parole. Parole che indicano fatti, non-fatti e anche misfatti. Durante il Consiglio di fatti ne ho sentiti pochi: solo un lungo elenco di cifre, lette asetticamente dal Vicesindaco, che peraltro possiamo (anzi dovremmo) leggere prima, ma di ciò che è stato fatto non è stato riferito praticamente nulla. Nessuna relazione del Sindaco, ne tanto meno da parte degli Assessori. Sul non-fatto non mi aspettavo ovviamente che se ne parlasse. Dei misfatti, invece, credo siano emersi chiaramente ed altrettanto chiaramente è risultato che una parte dei componenti di maggioranza li conoscono perfettamente ma si guardano molto bene dal dirli, anche ai loro stessi alleati. Neppure due fatti gravi come le dimissioni di due Assessori comunali, avvenuti a fine maggio e inizio giugno, hanno risvegliato dal “torpore” il Sindaco Miserocchi, che non ha ritenuto necessario, ne opportuno, informare immediatamente il Consiglio comunale, e di conseguenza tutta la comunità, di quanto era avvenuto, spiegarne le motivazioni e comunicare ufficialmente la formazione di una nuova Giunta. Per di più ha voluto rilegare le comunicazioni su tali punti alla fine del Consiglio, quando ormai si erano già fatte le 23.00, generando così, durante la riunione consiliare, una totale confusione su chi ricopriva ancora il ruolo di consigliere di maggioranza o di minoranza, con nuovi Assessori totalmente silenti e consiglieri, ormai ex Assessori, che venivano continuamente chiamati in causa per spiegare i vari punti all’ordine del giorno».

«La tempistica di convocazione dei Consigli comunali impedisce ai consiglieri di opposizione di portare avanti le proprie iniziative ispettive - insiste Alberto Vaglio - tanto che il sottoscritto ha presentato da ormai più di due mesi un’interrogazione e un’interpellanza che devono ancora essere calendarizzate, così come la modifica al regolamento del Consiglio comunale, presentata in data 24/02/2019 e che per legge doveva essere discussa entro 60 giorni. A questo punto, non mi resta che chiedere il rispetto della normativa attraverso il ricorso al potere sostitutivo del Prefetto».
«Dopo il triste Consiglio a cui ho partecipato venerdì 26 luglio - conclude - mi sembra di poter affermare che se le elezioni comunali di novembre 2017 dovevano rappresentare un totale cambiamento rispetto al passato, il desiderio espresso dagli elettori è miseramente fallito e questa amministrazione, ormai chiaramente incapace, rischia di portare al fallimento anche il nostro paese».

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