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"Mountain Wilderness" accusa la Valle d'Aosta di "fare affari" con i francesi della funivia "Panoramic": «inesattezze e confusione» ribattono dalla Regione

redazione 12vda.it
Le cabine della funivia francese 'Panoramic Mont Blanc'

E' scontro tra l'Amministrazione regionale della Valle d'Aosta e l'associazione ambientalista "Mountain Wilderness", che accusa il Governo regionale, in merito all'incidente sulla funivia "Panoramic" che si è verificato, a Chamonix, sul Monte Bianco, lo scorso giovedì 8 settembre, quando le cabine francesi sono rimaste bloccate a 3.800 metri di quota, "di far passare l'intreccio tra immagine e profitto sopra a qualunque altra considerazione etica" invece di preoccuparsi "della sicurezza del pubblico".

Il Consiglio direttivo di "Mountain Wilderness Italia" aveva evidenziato, in una nota diffusa lunedì 12 settembre, il fatto che "l'incidente occorso alla funivia che unisce l'orrore della nuova stazione della "Punta Helbronner" all'analogo orrore della stazione della "Aiguille du Midi", nel gruppo del Monte Bianco, riporta in primo piano sia la reale sicurezza dell'impianto, sia considerazioni più ampie sull'opportunità di mantenere in vita una funivia che indubbiamente ha contribuito a banalizzare, nel pubblico dei frequentatori, il "messaggio" dell'alta montagna. Messaggio che per essere compreso richiede preparazione, fatica e disponibilità a mettersi direttamente in gioco".

"Ci imbattiamo ancora una volta nell'incompatibilità tra il "guardare" che scivola sulla superficie delle cose - continuava la nota dell'associaizone ambientalista - ed il "vedere" che ne penetra il significato. Nessuno ha ricordato che già nel 1989 la nostra associazione organizzò uno spettacolare blitz per reclamare la dismissione di questo impianto, reputato inutile e dannoso. Reinhold Messner in persona venne carrucolato fino al pilone volante della funivia, dal quale fece scendere uno striscione su cui era scritto, in francese, "No a la telecabine de la Vallée Blanche". L'evento ebbe un'ampia eco mediatica, ma la provocazione non sortì purtroppo l'effetto sperato per colpa della granitica ed abituale indisponibilità al dialogo del Governo valdostano".

"Mountain Wilderness" voleva sapere "quali verifiche tecniche hanno sostenuto le continue proroghe e deroghe offerte alla società proprietaria sul tema della sicurezza, con le funi che andavano sostituite da anni? Come è stato possibile un incidente tanto grave, fortunatamente conclusosi senza vittime? Non si ritiene necessaria l'apertura urgente di un'inchiesta delle magistrature italiana e francese per verificare la correttezza delle procedure amministrative e burocratiche tese a garantire la sicurezza di chi lavora sull'impianto e dei passeggeri e rilevare i responsabili di tanta leggerezza?".

"Ufficialmente si è data colpa dell'incidente ad un violento colpo di vento - proseguiva la nota - cosa per lo meno curiosa, perché quando il vento è forte l'impianto funiviario viene sempre arrestato onde evitare l'oscillazione delle cabine. E allora? Quali sono state le vere cause? Viene infine il sospetto che la società italo-francese proprietaria della funivia approfitti dell'occasione per ottenere nuovi finanziamenti volti ad un aumento della capienza dell'intero sistema nonché al tanto atteso rinnovo dei cavi, ovviamente a carico degli Stati interessati".

L'Amministrazione regionale, che tramite la società partecipata "Funivie Monte Bianco" (dove la "Finaosta", la finanziaria regionale, è proprietaria del cinquanta per cento delle quote), gestisce, a Courmayeur, la "Skyway Monte Bianco", rimarcando che la telecabina "Panoramic" è di proprietà della "Compagnie du Mont Blanc" ed è interamente situata in territorio francese, ha evidenziato che, nella nota di "Moutain Wilderness", "il riferimento alla "società italo-francese proprietaria dell'impianto" è del tutto scorretto ed ingenera confusione nell'opinione pubblica a discapito dell'immagine della Valle d'Aosta".

Per la Regione "inveritiero ed offensivo è poi il giudizio dell'associazione laddove si attribuisce al Governo valdostano una "granitica e abituale indisponibilità al dialogo" in ordine alle proteste per la dismissione dell'impianto francese promosse dalla stessa associazione nel 1989. La telecabina francese, infatti, non ha, come già precisato, nulla a che vedere con la Regione Valle d'Aosta e con il suo Governo, cui non competeva e non compete assumere decisioni sulla gestione di un impianto di esclusiva responsabilità francese".

"In ogni caso - ha aggiunto l'Ammistrazione regionale della Valle d'Aosta - è importante sottolineare che, sul versante italiano del Monte Bianco, i lavori di rinnovamento della funivia hanno trasformato le vecchie funivie in un impianto ad altissima tecnologia, lo "Skyway Monte Bianco" appunto, frutto dell'ingegneristica italiana, puntando sulla sicurezza, sull'efficienza e sulla riduzione dei consumi e garantendo l'armonioso e rispettoso inserimento delle nuove cabine e delle nuove stazioni nel contesto di roccia e ghiacciai circostanti, per diventare in brevissimo tempo un'attrattiva internazionale, fondamentale per la promozione e lo sviluppo della Valle d'Aosta".

Per Carlo Alberto Pinelli, presidente di "Mountain Wilderness Italia" la risposta della Regione «rende obbligatorie alcune precisazioni e spalanca la porta a nuove ed inquietanti domande», partendo proprio dalla territorialità dell'impianto francese: «si può obiettare che la stazione di partenza di detta funivia è stata organicamente inglobata in quel mostro architettonico che ha definitivamente distrutto la vetta della "Punta Helbronner" e che costituisce la stazione di arrivo della "Skyway" - ha evidenziato Pinelli - per giustificare l'operazione, l'Amministrazione della Valle d'Aosta anche recentemente ha affermato che l'intera vetta della "Punta Helbronner" appartiene all'Italia, cosa per altro smentita dalla cartografia ufficiale. Se così fosse la funivia della "Vallée Blanche" inizierebbe il suo percorso da un territorio italiano, con conseguenti responsabilità anche italiane sul suo funzionamento. L'Amministrazione della Valle d'Aosta è cortesemente invitata a scegliere tra le due contrastanti versioni».

«Per decenni presso le stazioni di partenza della funivia, sia la vecchia che la nuova, che dalla valle di Courmayeur sale al "Colle del Gigante", enormi cartelloni hanno invitato i turisti ad acquistare i biglietti per compiere il percorso della "Vallée Blanche", definito "l'ottava meraviglia del mondo"
- si chiede ancora il presidente di "Mountain Wilderness Italia" - biglietti regolarmente in vendita presso le biglietterie italiane, in un unico pacchetto. E' possibile che la società "Funivie del Monte Bianco" abbia costantemente spinto i turisti a tale acquisto, ritenendo non necessario un puntuale controllo sui sistemi di sicurezza e l'affidabilità dei cavi dell'impianto francese su cui dirottava i propri ignari clienti? Inoltre quali accordi intercorrono tra le due società per dividersi i guadagni? Così stando le cose fino a che punto è "depistante" riassumere la situazione parlando di fatto di una società italo-francese?».

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