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Anche ad Aosta il "controllo percettivo" dei "Velo ok" contro il mancato rispetto dei limiti di velocità: cinque box ed una telecamera da 20mila euro

Angelo Musumarra
Uno dei nuovi 'Velo ok' installati ad Aosta

E' di oltre 33mila euro la spesa che il Comune di Aosta ha affrontato, nel 2018, per l'acquisto di cinque "box cilindrici di colore arancione Velo ok", di una "apparecchiatura con telecamera laser per la rilevazione della velocità istantanea dei veicoli in modalità puntuale presidiata, anche in notturna" e di "una cellula di sicurezza per trasporto di persone pericolose da installare sul veicolo "Fiat Punto" targato YA028AJ".

I "Velo ok" utilissimi per garantire un continuo effetto di prevenzione. I "Velo ok", veri e propri "spaventapasseri" per automobilisti, sono dei "box contenitori di varie forme, colori e materiali - si legge sul sito del produttore, la società "Globex Mvr" di Perugia - nei quali possono essere collocate delle strumentazioni omologate, come quelle per il controllo della velocità o per il monitoraggio del traffico. Rappresentano un utilissimo supporto alle attività di prevenzione ed accertamento delle infrazioni svolte dalle autorità competenti. I box contenitori sono altamente visibili e posizionati a ripetizione in tratti di strada a rischio, con la possibilità di alloggiare al loro interno uno strumento di rilevazione, preferibilmente a rotazione, in modo da indurre in chi guida un comportamento corretto per tutto il tratto interessato. La loro funzionalità rimane attiva sia quando al loro interno è posizionato lo strumento di rilevazione, sia quando non è presente, garantendo un continuo effetto di prevenzione. Questa soluzione è particolarmente indicata all'interno dei contesti urbani, dove i comportamenti pericolosi alla guida ed in particolar modo l'elevata velocità sono ancora più rischiosi a causa della presenza costante di utenti deboli come pedoni e ciclisti".

Una telecamera da ventimila euro per controllare i limiti di velocità e cinque box. Il Comune di Aosta ha speso, nel dettaglio, lo scorso 4 ottobre, 8.601 euro, per cinque box con piedistallo ed una testa intercambiabile, mentre la telecamera laser, la "Velox 142" della ditta "G.A. Europa Azzaroni" di Bologna (l'articolo 142 è quello che, nel Codice della strada, definisce i limiti di velocità), è costata 19.764 euro.
La normativa vigente prevede che la violazione dei limiti di velocità può essere rilevata automaticamente anche lungo le strade urbane di scorrimento, come può essere considerata la strada statale 26 nel tratto in cui attraversa Aosta, in via Roma e via Parigi, previa autorizzazione del prefetto, le cui funzioni, in Valle d'Aosta, sono attribuite al presidente della Regione, in cui vengono indicate le strade dove non è possibile fermare l'automobilista per la contestazione immediata, in base alla pericolosità del tratto ed al traffico, ma non sembra che il Comune di Aosta abbia fatto richieste specifiche, in questo senso, agli uffici di Prefettura. Solo nelle strade urbane di quartiere, come potrebbe essere considerata, invece, via Piccolo San Bernardo, l'accertamento automatico non è ammesso ed in quel caso, l'eventuale "Velo ok" non può che essere vuoto, a meno che, a valle, non sia presente una pattuglia per la contestazione immediata della violazione, oltre a specifici cartelli segnalatori. Nel capoluogo regionale, quindi, oltre che in via Parigi, via Roma e via Piccolo San Bernardo, i "Velo ok" sono stati piazzati anche a Porossan ed a Signayes, frazione della collina.
L'uso della telecamera laser a bordo delle auto delle Forze dell'ordine può anche non essere segnalata, dato che la legge prevede le disposizioni specifiche "non si applicano per i dispositivi di rilevamento della velocità installati a bordo di veicoli per la misura della velocità in maniera dinamica, ovvero, a inseguimento".

Il sindaco di Aosta annuncia sui "social" la volontà di comprare altri "Velo ok". Un Le Amministrazioni comunali hanno quindi trovato un sistema abbastanza legale per farsi pagare le sanzioni anche perché, nella maggioranza dei casi, le eventuali sanzioni, viste le zone interessate, dove la velocità massima è stata fissata a cinquanta chilometri orari, si limitano a violazioni entro i quindici chilometri orari (fino a cinque chilometri in più non viene elevata nessuna sanzione), che costano 42 euro senza perdere nessun punto della patente, multa che scende a 29,40 euro se la si paga entro tre giorni. Considerando che il ricorso al giudice di pace costa 43 euro e quello al prefetto, se respinto, provoca il raddoppio della multa, è facile pensare che gli automobilisti "distratti" decidano di pagare, essendo questo il male minore.
Diverso nel caso in cui la violazione è più grave, tra i 65 e fino a 95 chilometri orari la multa sale a 173 euro (121,10 euro la sanzione ridotta) e si "tagliano" tre punti della patente, mentre si arriva a 544 euro per violazioni tra i 95 ed 115 chilometri orari, con la sospensione della patente da uno a tre mesi, e ad 847 euro e sospensione da sei mesi ad un anno per chi è stato "beccato" ad una velocità di oltre 115 chilometri orari: «come promesso - ha annunciato su "Facebook" il sindaco di Aosta, Fulvio Centoz - sono arrivati i VeloOk e gli uffici stanno procedendo a posizionarli nei punti critici. Ovviamente cercheremo di coprire tutte le zone più a rischio e, se necessario, ne compreremo anche altri. Insieme alla videosorveglianza investiamo costantemente sulla sicurezza dei cittadini».

Meno tecnologia, più psicologia, vista l'utenza indisciplinata. La società che ha venduto i "Velo ok" al Comune di Aosta, la "NoiSicuri Project" di Brescia, parla infatti di "controllo percettivo", principio "tecnicamente applicabile sia sulla velocità che sulle infrazioni semaforiche". Insomma, tra marketing e psicologia inversa, vista "l'utenza fortemente indisciplinata" e "per la presenza di una normativa per nulla efficace nel contrastare il fenomeno", l'utilizzo degli "spaventapasseri arancioni" rappresenta, per chi li vende, "un'azione fortemente preventiva dei comportamenti scorretti basata sulla massima percezione del controllo, amplificata nello spazio e nel tempo ben oltre alla reale presenza del controllo stesso" con una "metodologia di contrasto alle infrazioni basata su nuovi strumenti, meno tecnologici ma molto più efficaci a livello psicologico, in grado di ottenere un immediato miglioramento dei comportamenti con un impatto in termini di sanzioni estremamente contenuto".

Nessuna omologazione o autorizzazione richiesta per i "Velo ok". I "pionieri" nell'utilizzo di questo "dissuasore di velocità" sono stati gli amministratori del Comune di Montjovet, che li hanno installati all'interno del paese, sulla strada statale 26, seguiti da quelli di Gressan, che li hanno piazzati sulla strada regionale 20, e quindi da Sarre, che hanno anche loro messo i "Velo ok" sul tratto della strada statale 26 che attraversa il territorio, che era stato funestato, negli anni passati, da gravi incidenti stradali dovuti proprio al mancato rispetto della velocità. Poi ne sono quindi spuntati a Verrès, a Verrayes e, recentemente ad Arnad, sulla strada statale 26 ed a Nus nelle strade interne al paese, dove la velocità è limitata a trenta chilometri orari. Siccome è illegale anche solo toccare, se non si è un pubblico ufficiale, tali attrezzature, non è possibile, per il normale automobilista, verificare se dentro ci sia o no un "autovelox" che, comunque, per poter effettuare i controlli ed elevare le relative sanzioni, deve essere correttamente omologato, anche se qualche indizio può arrivare dalla quantità di polvere presente sul box (l'autovelox deve essere tarato periodicamente) o dall'allineamento rispetto all'asse stradale.
Il "Velo ok" non è infatti inserito dal Codice della Strada tra i dispositivi che devono essere autorizzati od omologati ministerialmente per essere utilizzati, ma è definito giuridicamente un "box mobile di supporto all'attività di prevenzione e controllo delle infrazioni", per contenere, appunto, l'apparecchiatura di controllo della velocità.
Casualmente, pochi giorni prima dell'installazione dei "Velo ok", lo scorso 4 aprile, il Comune di Aosta ha speso ben 1.647 euro per la manutenzione del "Telelaser ultralyte", l'altro "autovelox" in dotazione alla Polizia locale di Aosta e della Plaine, ed è quindi probabile che, in combinazione con la telecamera laser "Velox 142", queste attrezzature possano essere effettivamente utilizzate.

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