Anche in Valle d'Aosta chi non è in regola con le vaccinazioni non verrà ammesso a scuola. I "free vax" si stanno organizzando per il prossimo anno scolastico

redazione 12vda.it
Lo stabile che, a Sarre, ospita l'asilo nido

Quella balzata agli onori della cronaca nazionale è la situazione della "Unité des Communes Grand Paradis", il cui presidente Mauro Lucianaz, sindaco di Arvier, ha deciso di non lasciare subito a casa i sei bambini non in regola con le vaccinazioni che frequentano gli asili nido di Sarre e Saint-Pierre, dopo la scadenza di legge del 2 maggio, ma di concedere il resto della settimana come tempo suppletivo: «volevamo dare alle famiglie la possibilità di organizzarsi - spiega Lucianaz a 12vda - i genitori sono stati avvisati tempo fa, ora una nuova circolare e un avviso dall'ufficio legale della Regione mettono anche noi alle strette, ma il messaggio da parte dell'Assessorato alla sanità è chiaro. Parliamo comunque di sei bambini su una sessantina circa di iscritti».

Le vaccinazioni condizioni per l'iscrizione al prossimo anno scolastico. La "legge Lorenzin", la numero 119 del 31 luglio 2017 che definisce le "Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale", impone che i minori di età compresa tra zero e sedici anni ed i minori stranieri non accompagnati ricevano dieci vaccinazioni, che sono anche diventate la condizione perché i bambini siano ammessi a scuola: le scadenze per presentare la documentazione, certificato vaccinale o copia della richiesta di vaccinazione o ancora, in alternativa, la documentazione per i casi di esonero, omissione o differimento delle vaccinazioni, saranno condizione per le iscrizioni al prossimo anno scolastico e hanno come scadenza il prossimo 10 giugno.
Chi però già frequentava l'asilo nido o la primaria ha dovuto confrontarsi con i vincoli delle scuole e dell'Azienda Usl. Le raccomandate da parte dei dirigenti scolastici, dei direttori delle strutture private e dei presidenti delle "Unité des Communes" sono partite già tempo fa, specificando che il mancato assolvimento dell'obbligo vaccinale avrebbe comportato non solo la non ammissione dei piccoli nelle diverse Istituzioni, ma anche la perdita del posto se non fosse stata comunque saldata la retta mensile: «abbiamo una lista d'attesa, come anche le altre strutture - sottolinea Mauro Lucianaz - abbiamo fatto tutto quello che potevamo per venire incontro alle famiglie, ora però non possiamo negare il posto a chi è in attesa e ne avrebbe diritto».

«Non abbiamo un'informazione precisa sulla situazione». «L'Azienda Usl non ha il numero dei bambini non vaccinati che non sono ammessi ai nidi - aggiunge Luigi Bertschy, assessore regionale alla sanità, salute e politiche sociali - non tutti i bambini da zero a tre anni vanno al "nido" ed oltretutto i "nidi" fanno capo al nostro Assessorato, ma non siamo noi che li gestiamo. Al massimo l'Azienda Usl potrà, con i tempi dovuti, arrivare a conteggiare chi si è prenotato per i vaccini».
Intanto, nel pomeriggio di venerdì 4 maggio, i medici di sanità pubblica del dipartimento di prevenzione dell'Usl annunciano la loro disponibilità per effettuare le vaccinazioni senza prenotazione, rilasciando poi la certificazione necessaria all'ammissione ai nidi o alle strutture scolastiche: «ci sono tante situazioni di cui noi abbiamo una informazione più o meno precisa - rimarca Stefano Minetti, presidente dell'associazione "Pro libera scelta VdA" - siamo tutti volontari, non siamo organizzati per fare un conteggio, ma ci siamo dati disponibili per fare da centro di coordinamento per chi non ha intenzione di fare tutti i vaccini come richiesto. Anche nell'incontro di domenica 29 aprile abbiamo cercato di capire quante famiglie sono interessate anche ad alternative alle strutture pubbliche, diversi hanno chiesto informazioni sul momento ma poi non ci hanno detto più nulla».

«Pagheremo la multa e continueremo per la nostra strada». «Prendiamo atto che la "legge Lorenzin" è un obbligo, una legge nazionale - continua Minetti - il dialogo si è aperto nel senso che prevediamo di arrivare ad un certo punto e poter contestare in sede legale le sanzioni, che per ora non sono ancora arrivate: ci siamo premurati di coprirci le spalle, in modo che sia chiaro che agiamo solo per tutelare la salute dei nostri bimbi. Sappiamo che da settembre non ci saranno più sconti ed inoltre, le casistiche per l'esonero dai vaccini sono estremamente restrittive ed in genere riguardano malattie genetiche: certo, una famiglia potrebbe investire qualche migliaio di euro per analisi approfondite in Svizzera o altrove all'estero, qualcosa si trova sempre, ma se pensiamo che in Umbria, dove hanno iniziato a comminarle, le sanzioni sono dell'ordine dei 160 euro l'anno, e non di cinquemila come sembrava mesi fa, allora possiamo anche pagare la sanzione e continuare per la nostra strada».

In Valle d'Aosta tre alternative per l'insegnamento parentale. Le alternative alle scuole pubbliche e paritarie, secondo il "metodo Montessori", cominciano ad essere realtà anche in Valle d'Aosta «su cui Monia Rutigliani ed altri in bassa Valle stanno facendo un grande lavoro - evidenzia ancora Stefano Minetti - nella scuola dell'obbligo non ti possono sbattere fuori anche se non vaccinato, ma si tratta anche di un discorso diverso, non solo incentrato sui vaccini ma sul modello educativo che viene proposto. Noi famiglie ci stiamo preparando, stiamo studiando soprattutto fuori Valle. Per ora abbiamo aperto una scuola per i fatti nostri, con grandi fatiche durate otto mesi, ma ora siamo in regola anche se non ancora a regime. Partiremo a settembre con cinque o sei bambini, in pratica una classe delle elementari. Vorremmo crescere il più possibile in questa idea educativa, vedremo se potremo sostenere economicamente, ma intanto abbiamo già preso accordi per gli esami di fine ciclo. Non è vero che si deve rendere conto anno per anno, è tutto frutto di una contrattazione con il dirigente scolastico».
Oltre all'asilo Montessori di Gressan, è nato il progetto della "scuola nel bosco", oggetto anche di uno studio all'interno della Università della Valle d'Aosta con una sperimentazione a Gressoney: a Quart, c'è una delle 46 realtà italiane di "esperienze educative in natura".

Le date e gli orari dei quattro ambulatori dove effettuare le vaccinazioni. Da lunedì 7 maggio, i medici di sanità pubblica del dipartimento di prevenzione saranno quindi a disposizione dei genitori dei bambini in età compresa tra zero e sei anni non in regola con le vaccinazioni obbligatorie, soltanto per effettuare i vaccini e non per i colloqui informativi. Dopo la vaccinazione, informa l'Azienda Usl, "sarà rilasciato il certificato attestante la regolarizzazione o l’inizio del ciclo vaccinale valido per la frequenza a scuola dell’infanzia, asilo nido, eccetera..."
Nell'ambulatorio di Morgex ci si potrà presentare lunedì 7, 14 e 21 maggio e lunedì 4, 11 e 18 giugno, dalle ore 9 alle 12.15 e dalle ore 14 alle 15.30, ad Aosta venerdì 11 e mercoledì 23 maggio, mercoledì 6, 20 e venerdì 22 giugno dalle ore 9.30 alle 11.30, a Châtillon mercoledì 9, 16, 23 e 30 maggio e mercoledì 6, 13, 20 e 27 giugno dalle ore 9 alle 12, a Verrès mercoledì 9, giovedì 10, mercoledì 16, giovedì 17 e 31 maggio, tra le ore 9.45 e le 13.30 e mercoledì 6, giovedì 7, mercoledì 13, lunedì 21 e 28 giugno, sempre tra le ore 9,45 e 13.30, ed a Donnas martedì 15, giovedì 17, giovedì 24, martedì 29, giovedì 31 maggio, giovedì 7, martedì 12, giovedì 14, martedì 19, giovedì 21, martedì 26 e giovedì 28 giugno tra le ore 8 e le 15.

ultimo aggiornamento: 
Venerdì 4 Maggio '18, h.18.20