Antonio Fosson è il nuovo presidente del Consiglio Valle, con lui i vice Emily Rini e Luca Bianchi ed i segretari Patrizia Morelli e Laurent Viérin

comunicato stampa
Antonio Fosson presidente del Consiglio Valle con Patrizia Morelli alla segreteria

Antonio Fosson è il nuovo presidente del Consiglio regionale della Valle d'Aosta. La sua elezione è avvenuta martedì 26 giugno, alla prima votazione, con diciotto schede a favore, mentre sedici voti sono andati al consigliere Alberto Bertin, con  una scheda bianca. Nato a Ivrea l'11 ottobre 1951 (67 anni), è residente ad Aosta, laureato in medicina e chirurgia, dal 2011 è in pensione dopo aver esercitato la professione di chirurgo all'ospedale "Umberto Parini" di Aosta dal 1977 al 2003. Nel 2003 è stato eletto per la prima volta in Consiglio Valle nella lista dell'Union Valdôtaine e diventa assessore regionale alla sanità, salute e politiche sociali, carica che occupa sino al 2008, quando viene eletto senatore della Repubblica. Alle elezioni del 26 maggio 2013 è stato rieletto in Consiglio regionale, con 4.635 voti, nella lista dell'Union Valdôtaine ed il 27 ottobre 2016, lasciata l'UV, ha costituito il gruppo "Pour Notre Vallée", insieme al collega Claudio Restano, poi confluito nel 2017 nel gruppo "Area Civica - Stella Alpina - Pour Notre Vallée". Alle elezioni regionali del 20 maggio scorso è stato eletto nella lista "Area Civica - Stella Alpina - Pour Notre Vallée" con 1.437 voti.

«Garantirò la massima imparzialità, il Consiglio Valle deve tornare ad essere la Casa dei Valdostani». Il neo presidente, nel suo intervento di insediamento, ha dichiarato: «questa Assemblea è il cuore del dibattito politico, dello scambio dialettico e delle decisioni, ma è anche il luogo dove batte il cuore della nostra comunità. Come eletti abbiamo tutte e tutti l'onore di rappresentarla, ma rappresentiamo anche le idee, le visioni, i diversi progetti, degli uomini e delle donne, ma io spero di saper trovare una sintesi per il bene della Valle d'Aosta».
Ha quindi aggiunto: «nel mio ruolo di presidente del Consiglio cercherò di svolgere il mio ruolo garantendo, nella massima imparzialità, le prerogative di maggioranza e opposizione. Cercherò di essere "primus inter pares", un arbitro, di esercitare quel ruolo di coordinamento da tutti auspicato. Il mio auspicio è che il Consiglio Valle ritorni ad essere la Casa di tutti i Valdostani, dove tutti si sentono rappresentati. Come in ogni casa, in ogni famiglia, si riflette e si discute prima di prendere una decisione. Ma spero che le discussioni e il dibattito politico siano sempre improntati al rispetto e all'ascolto dell'altro, con profondo senso di responsabilità e di rispetto verso la nostra Istituzione. Io credo che lo dobbiamo alla nostra comunità, alla nostra gente. Per essere i loro degni rappresentanti, per ridare loro fiducia nelle Istituzioni e nella politica, per dare loro la speranza e una certezza nel futuro».

«Il presidente del Consiglio non deve essere nominato in una logica spartitoria». L'elezione del presidente del Consiglio ha dato luogo ad un ampio dibattito. La consigliera di Alpe Patrizia Morelli, nel proporre la candidatura di Antonio Fosson alla Presidenza dell'Assemblea a nome dei gruppi Lega Vallée d'Aoste, "Area Civica - Stella Alpina - Pour Notre Vallée", Alpe, "Mouv'" e Gruppo misto, ha auspicato che «questo Consiglio possa essere all'altezza di ciò che gli elettori valdostani ci hanno chiesto, tutti noi dobbiamo essere degni di questo ruolo importante che ci è stato attribuito. Proprio per questo percorso istituzionale e della sua capacità di mediazione il consigliere Fosson sarà la persona ideale per rappresentare questa Assemblea».
Laurent Viérin, consigliere dell'Union Valdôtaine Progressiste, augurando un buon lavoro ai consiglieri, ha chiesto una sospensione per una riunione dei gruppi di minoranza «dato che la carica di presidente del Consiglio Valle è una carica che rappresenta tutti i consiglieri, si tratta del ruolo di arbitro in quest'Aula. Per questo, reputiamo che una maggiore considerazione per tutte le forze politiche sia dovuta. Speravamo un avvio diverso rispetto alla Legislatura appena trascorsa e auspicavamo una maturazione diversa di concertazione: per questo chiediamo una sospensione dei lavori per una riunione dei gruppi di minoranza. La figura istituzionale del presidente dell'Assemblea deve essere garante di tutto il Consiglio e non deve essere nominato in una logica spartitoria. Sentiamo per la prima volta questa proposta, al di là degli articoli di giornale, e vogliamo capire se ci possono essere presupposti per un inizio Legislatura che non sia la replica di quella passata ma vada nell'ottica del confronto».

Alberto Bertin proposto da tutte le forze di minoranza. Anche il consigliere Renzo Testolin dell'Union Valdôtaine ha chiesto una riunione della Conferenza dei capigruppo per condividere il nome del prossimo presidente del Consiglio Valle ed, al rientro in Aula, la consigliera Daria Pulz di "Impegno Civico" ha ravvisato «la mancanza di confronto sul "primus inter pares" qual è il presidente del Consiglio. Sarebbe buona prassi, a nostro avviso, che tale carica appartenesse alla minoranza, invece la maggioranza ha evitato questo garbo, non ci ha nemmeno interpellati. Tutte le forze di opposizione sono concordi nel proporre a presidente del Consiglio Alberto Bertin, alla luce della sua lunga esperienza, della sua autonomia di giudizio, della sua onestà intellettuale, per le battaglie per la legalità, in primis la proposta osservatorio antimafia, per il suo alto senso delle Istituzioni. Chiediamo anche il voto in cabina».
Testolin ha poi sottolineato: «la nostra intenzione era quella di idenficare una persona "super partes", Dopo la riunone dei capigruppo, prendiamo atto di questo passaggio un po' forzato. Purtroppo riscontriamo ancora il comportamento di certi partiti che chiedono segnali, chiedono cambiamenti, ma solo agli altri. La base della democrazia è la condivisione, invece ci troviamo di nuovo di fronte a persone che invocano discontinuità senza incarnarla. Avremmo voluto vedere un passo indietro, un segnale di apertura per avvicinare le Istituzioni alla comunità, per costruire e non per contrastarsi in modo squisitamente numerico. Il nostro movimento è stato toccato da situazioni che i suoi elettori non meritavano, avrei auspicato un momento di riflessione ulteriore per giungere a valutazioni diverse. Se questo è il nuovo che avanza, c'è da pensare che si sa sempre la strada che si lascia ma non si conosce quella che si va a trovare».

«Nulla di personale, ma vogliamo cambiare il metodo». Il consigliere Stefano Aggravi ha quindi risposto: «in un sistema proporzionale bisogna sempre lavorare per trovare una soluzione, una sintesi. C'è stato tutto il tempo per trovarla, a partire della proposta del presidente del Consiglio. La Lega Vallée d'Aoste ha sempre affermato di non voler incontrarsi con l'Union Valdôtaine: si tratta di una scelta per concretizzare un cambiamento di metodo, nulla di personale. Difficile trovare una soluzione diversa, dato che tutti i gruppi hanno già avuto il tempo necessario. Il segnale più grande ora è dare un nome per iniziare una Legislatura che sarà difficile, di transizione, in cui chi avrà il coraggio di fare scelte coraggiose sarà premiato, o gli sarà almeno riconosciuta la volontà di cambiare. Intanto, chi ha cambiato squadra in questo ultimo periodo ha compiuto una scelta coraggiosa, in linea con ciò che i valdostani il 20 maggio hanno chiesto: un governo per dare avvio a un cambiamento amministrativo e di metodo. Intanto la Lega, insieme con tutta questa parte del tavolo, ha compiuto un miracolo, portando l'UV e l'UVP a votare un candidato alla Presidenza del Consiglio come Alberto Bertin: questo è senza dubbio un segnale di discontinuità».

«Il presidente del Consiglio Valle deve rappresentare il potere legislativo». Il consigliere dell'UVP Luigi Bertschy ha evidenziato che «non abbiamo bisogno di miracoli: è il momento di fare delle scelte di compromesso e di sostenerle. Il presidente del Consiglio ha un ruolo istituzionale, non di rappresentanza di governo: nel cambiamento sbandierato in questi ultimi mesi, volevamo vedere un nuovo tipo di approccio, di sintesi appunto, soprattutto nella scelta del presidente dell'Assemblea. Cosa che non è avvenuta e l'atteggiamento della nuova maggioranza non rappresenta il metodo ideale per iniziare una nuova Legislatura. Chiediamo di rivedere la candidatura di Fosson, non per una questione personale, ma di metodo e di garbo istituzionale: abbiamo sempre chiesto che la figura del presidente del Consiglio fosse non l'espressione di una maggioranza ma di tutto il Consiglio».
Per Luigi Vesan, consigliere del "Movimento Cinque Stelle", «la formazione della nuova maggioranza è stata una sorta di calcio-mercato particolarmente intenso, e purtroppo la figura del presidente del Consiglio, che dovrebbe essere avulsa dal governo, è entrata nel pieno della trattativa. Noi riteniamo che se il Consiglio riducesse le retribuzioni dei consiglieri e, in particolare, quella del presidente del Consiglio, avremmo la possibilità di sganciare questa figura dalle logiche spartitorie di governo avvicinandola ai cittadini valdostani. Noi crediamo che il presidente debba rappresentare il potere legislativo, non quello esecutivo, che è anche l'espressione della nostra Autonomia. Sosteniamo la candidatura del collega Bertin perché è l'unica figura con cui riteniamo possibile portare avanti la nostra proposta di ridurre le indennità dei consiglieri, mentre non abbiamo avuto la stessa adesione da parte del consigliere Fosson».

«La nuova maggioranza ha meno voti dell'opposizione». Il consigliere Luca Bianchi dell'Union Valdôtaine ha evidenziato: «ci troviamo immediatamente di fronte ad un paradosso: chi si propone di governare ha meno voti delle forze dell'opposizione: la maggioranza ha circa 27mila voti, mentre 30mila sono andati alla minoranza. Questa non è la maggioranza che i valdostani volevano. Non è vero che basti cambiare partito per potersi dichiarare diversi. L'UV è consapevole di aver perso tanti consensi, ma è la forza con più voti in questo Consiglio. Invece la nuova maggioranza si è unita con un collante, con la spartizione di potere per trovare un equilibrio. I valdostani ci hanno detto che il presidente del Consiglio non può far parte di questa maggioranza. La candidata proposta alla Presidenza della Regione sarà commissariata, la Valle d'Aosta intera sarà commissariata. Chiedo alla consigliera Rini di riflettere ancora, perché una sua scelta personale consegna una maggioranza non voluta. E' tutto sulle sue spalle, davvero vuole fare la stampella? Chiedo al consigliere Fosson di non accettare questa carica che rispecchia quella logica spartitoria che ha sempre contrastato. Non siamo usciti dall'Aula, siamo consci che la Presidenza del Consiglio vada all'opposizione: è una regola da "manuale Cencelli" che non è stata rispettata nella scorsa Legislatura. Se questa nuova Legislatura deve essere quella del cambiamento, partiamo da qui».

Emily Rini e Luca Bianchi vice presidente, Patrizia Morelli e Laurent Viérin segretari. L'Assemblea regionale ha quindi eletto, i componenti dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio Valle: sono risultati eletti vice presidenti i consiglieri Emily Rini (che fa parte del Gruppo Misto), che ha ottenuto diciotto voti, e Luca Bianchi (UV), con dieci voti (tre voti erano andati anche ad Alberto Bertin, n.d.r.). In qualità di consiglieri segretari sono stati designati i consiglieri Patrizia Morelli (Alpe) con diciotto schede a favore e Laurent Viérin (UVP) con dieci voti (quattro voti erano andati alla "grillina" Manuela Nasso, n.d.r.). L'Ufficio di Presidenza è l'organo di governo dell'Assemblea, con competenze in vari settori, soprattutto in considerazione dell'autonomia funzionale e contabile del Consiglio ed è formato dal presidente del Consiglio, dai vice presidenti e dai consiglieri segretari.

Augusto Rollandin ha aperto i lavori, in qualità di "consigliere anziano". I lavori della prima adunanza della quindicesima Legislatura del Consiglio regionale della prima adunanza sono stati aperti alle ore nove dal consigliere più anziano di età, Augusto Rollandin, coadiuvato dal consigliere più giovane di età, Manuela Nasso. Il Consiglio ha proceduto alla convalida degli eletti, quindi i 35 Consiglieri hanno prestato giuramento di fedeltà alla Costituzione italiana ed allo Statuto speciale per la Valle d'Aosta. Sono quindici gli eletti alla loro prima Legislatura in Consiglio Valle (ossia il 43 per cento): i sette eletti nella lista Lega, Stefano Aggravi, Luca Distort, Roberto Luboz, Diego Lucianaz, Andrea Manfrin, Paolo Sammaritani e Nicoletta Spelgatti, un eletto nella lista Union Valdôtaine Progressiste, Jean-Claude Daudry, due eletti nella lista "Impegno Civico", Chiara Minelli e Daria Pulz, i quattro eletti nella lista "Movimento Cinque Stelle", Luciano Mossa, Manuela Nasso, Maria Luisa Russo e Luigi Vesan e un eletto nella lista Union Valdôtaine, Marco Sorbara.
Sono venti, (il 57 per cento) i consiglieri confermati della 14esima Legislatura: sei eletti nella lista Union Valdôtaine, Mauro Baccega, Luca Bianchi, Joël Farcoz, Emily Rini, Augusto Rollandin e Renzo Testolin, un eletto nella lista "Impegno Civico", Alberto Bertin, tre eletti nella lista Union Valdôtaine Progressiste, Luigi Bertschy, Alessandro Nogara e Laurent Viérin, i quattro eletti nella lista "Area Civica - Stella Alpina - Pour Notre Vallée", Stefano Borrello, Antonio Fosson, Pierluigi Marquis e Claudio Restano, i tre eletti nella lista "Alpe", Chantal Certan, Albert Chatrian e Patrizia Morelli, i tre eletti nella lista "Mouv'", Roberto Cognetta, Stefano Ferrero e Elso Gerandin.

Salgono ad otto le donne presenti in Consiglio Valle. Rispetto alla Legislatura passata, si è invertita la percentuale dei neo eletti: il 54 per cento era alla sua prima Legislatura, il quaranta per cento erano quelli confermati della 13esima Legislatura, mentre il sei per cento erano i consiglieri già eletti in Legislature precedenti. Il neo Consiglio vede la presenza di otto donne, ossia il 23 per cento dell'Assemblea (nel 2013, all'inizio della 14esima Legislatura, le donne erano cinque, ossia il 14 per cento). In base alla professione, le categorie maggiormente rappresentate sono i dipendenti del settore pubblico (tredici consiglieri) e di quello privato (sette) oltre che gli autonomi (sette). L'età media è di 49 anni, come all'inizio della scorsa Legislatura.

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