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Antonio Tajani si impegna ad aiutare la Valle d'Aosta a presentare le sue istanze a Bruxelles: «ma vedrei bene un raddoppio del Tunnel del Monte Bianco»

redazione 12vda.it
Un momento della riunione di Antonio Tajani con la Giunta regionale

Un posto di rilievo per un candidato valdostano nella lista di Forza Italia e la guida «nei meandri della Commissione europea» a Bruxelles per approfondire le istanze del mondo economico della Valle d'Aosta, in particolare per i maestri di sci e le guide alpine. E' l'impegno del presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani e dell'eurodeputato Alberto Cirio, arrivati ad Aosta nella serata di giovedì 31 gennaio per "vivere" l'ultima mezz'ora della "Foire de Saint-Ours", con una visita al "Centro operativo misto" ed all'"Atelier des Métiers" in piazza Chanoux e per incontrare poi il Governo regionale e l'Ufficio di Presidenza del Consiglio Valle insieme ai presidenti di "Chambre", "Unione valdostana guide di alta montagna", "Associazione valdostana maestri di sci" ed "Associazione regionale allevatori valdostani".

«Far vincere il buonsenso sulle ragioni della burocrazia». «E' stata una riunione molto positiva con i rappresentanti della politica e del mondo imprenditoriale della Regione Val d'Aosta - ha commentato Tajani, al termine dell'incontro e dopo un'esclusiva diretta sul "Tgr" della Valle d'Aosta - si è deciso di dar vita ad un dossier regionale con tutte le questioni che possono essere affrontate e cercare di risolverle a Bruxelles. Dalle questioni che riguardano l'agricolutura, gli aiuti di Stato, le professioni, l'accesso al credito, i maestri di sci ed alcune professioni soprattutto quelle delle guide di montagna, per avere dei riconoscimenti europei. A Bruxelles bisogna sedersi al tavolo, bisogna trattare, è una guerra di trincea, bisogna spiegare quali sono le esigenze, cercare di far capire, magari anche trovare gli escamotage giusti per rispettare alcune norme e se una delegazione verrà con tutti i dossier si potranno ottenere dei risultati positivi. Abbiamo fatto dei passi in avanti importanti per la questione che riguarda i maestri di sci, io mi auguro che si possa fare di più, io sono a disposizione per cercare di risolvere e garantire la competitività di una regione più piccola rispetto alle altre, ma con cittadini che hanno diritto di essere tutelati come tutti quanti gli altri. Con il presidente della Regione, con il presidente della Camera di commercio e con tutta la classe dirigente di questa regione siamo rimasti d'accordo nel dar vita questa iniziativa che, ci auguriamo, possa raggiungere dei risultati positivi, che i nodi almeno più importanti possano essere sciolti. Io sono a disposizione, insieme all'onorevole Cirio abbiamo voluto decidere di preparare il terreno per questa visita e incrociamo le dita, speriamo che tutto vada per il meglio, cercheremo di far vincere il buonsenso sulle ragioni della burocrazia, a volte prive di fondamento».



«I valdostani sono tenaci, faremo questo documento in tempi brevi». «E' stato un incontro in cui i nostri assessori e le categorie hanno presentato varie richieste e disegnato certe situazioni che esistono in Valle d'Aosta - ha confermato il presidente della Regione, Antonio Fosson - il presidente Tajani ha preso l'impegno di accogliere un "dossier Val d'Aosta" che noi dobbiamo scrivere e siccome i valdostani sono molto tenaci, come ho detto al presidente, faremo questo documento in breve tempo e poi glielo porteremo, perché non si può rispondere a delle questioni che non si conoscono, per cui noi lavoreremo a questo dossier e poi ci interfacceremo con lui che ringraziamo ancora di questa grande opportunità».
«Ci ha fatto piacere che è stata accolta anche anche la nostra situazione sui trasporti - ha aggiunto Luigi Bertschy, assessore regionale agli affari europei, lavoro e trasporti - a partire del tema dell'autostrada, ai collegamenti internazioni e la situazione della ferrovia. Proprio la questione dell'accessibilità è una questione che ci sta a cuore in questo periodo ed in futuro e ci fa piacere che farà parte del dossier che costruiremo».

«Non sarebbe male un raddoppio del Traforo del Monte Bianco». Tajani ha espresso pubblicamente un parere favorevole sull'ipotesi di realizzare una seconda canna nel "Tunnel del Monte Bianco", senza che nessuno gli facesse notare che il Consiglio Valle, nel settembre 2012, aveva ribadito all'unanimità la sua contrarietà "nei confronti del raddoppio del Trafoto del Monte Bianco": «io sono sempre a favore delle infrastrutture, per valorizzarle e, naturalmente, metterle in sicurezza - ha rimarcato - le infrastrutture significano crescita economica, crescita del commercio e riduzione delle emissioni di "CO2". Fare la "TAV" significa ridurre di milioni di tonnellate di "CO2" e, come credo che si debba avere un tunnel moderno in Val di Susa che colleghi l'Italia alla Francia, così credo che debba esserci un tunnel più sicuro che colleghi quest'altra parte dell'Italia ad un'altra parte della Francia. Il Traforo del Monte Bianco l'ho fatto venendo qua, venendo da Ginevra, direi che le garanzie di sicurezza sono limitate, sopratutto quando c'è un grande flusso di passeggeri. Abbiamo visto quello che è successo in passato, un raddoppio non sarebbe male».

«Strutture vecchie, che vanno ammodernate nel rispetto dell'ambiente». «In principio è lo stesso discorso della ferrovia del tunnel "Cavour" in Val di Susa - ha motivato il presidente del Parlamento europeo - quando sono tunnel realizzati per realtà di sistemi di trasporti di cinquanta, cento o centocinquanta anni fa, è ovvio che serve modernizzare. Se noi pensiamo che, e mi riferisco sempre alla "Tav", ci sono quattro milioni di camion che passano tra Francia ed Italia, se non si fa la "Tav" l'inquinamento aumenterà e lo stesso discorso vale per quest'altra parte. Io sono favorevole a più aeroporti, a più porti, a più infrastrutture, perché un Paese come il nostro, che è a vocazione imprenditoriale ed a vocazione turistica, più infrastrutture ha più riesce a far crescere i territori, meno infrastrutture ha più i territori saranno isolati. Non sto dicendo che dobbiamo devastare il territorio, si può fare una politica industriale ed infrastrutturale rispettosa dell'ambiente, anzi, le infrastrutture più moderne riducono l'inquinamento e poi dipende dai progetti».

«Non si può pensare di portare la "Fontina" col somaro». «Vogliamo parlare dei castelli della Val d'Aosta? Vogliamo avere più turisti che vengono in Val d'Aosta? - si è quindi chiesto Antonio Tajani, entrando nel dettaglio delle problematiche valdostane - allora bisogna mettere i turisti nelle condizioni di venire, serve tutta una politica turistica, ma senza infrastrutture non può crescere né il commercio né l'industria, né l'agricoltura. Se volete esportare la "Fontina", lo facciamo andando sul somaro a portarla dalla montagna alla Francia o in Germania? Servono infrastrutture, i porti, gli aeroporti, le strade, le autostrade, più le infrastrutture digitali, anche per la competitività. Senza infrastrutture un territorio come l'Italia non può crescere, serve farne di più, moderne e competitive. Non è perché ci sono i corrotti non bisogna fare delle infrastrutture, i corrotti si mettono in condizioni di non nuocere, i ladri si mettono in galera, ma non è che non facciamo più niente. Non è un discorso che riguarda soltanto la Valle d'Aosta, è una regione che può avere molto di più, ma come tutte le altre regioni, che hanno problemi magari diversi, ha bisogno di infrastrutture moderne e competitive, se vogliamo che la Val d'Aosta torni ad essere faro per la bellezza che ha, naturale, storica ed artistica. Io credo che si debba avere il coraggio di puntare sulle infrastrutture, se manca quel coraggio non crescerà mai l'economia».

«I giudizi espressi da Tajani sono suoi, non miei». Per il presidente della Regione, Antonio Fosson, la visita di Tajani e di Cirio è stata «una fortuna», ha poi ribadito venerdì 1° febbraio, anche se ha prenso le distanze da alcune dichiarazioni: «ha parlato di Tunnel del Monte Bianco dicendo che anche lui era favorevole alla seconda canna - ha precisato Fosson - ed esprimendo dei giudizi sui francesi che ha espresso lui, non io».
«In ogni caso questa è stata per noi un'occasione molto proficua anche perchè ha aperto alla possibilità di ricevere in breve tempo un "dossier Valle d'Aosta" in modo da portare all'attenzione in Europa tutte le nostre richieste - ha ricordato - e stamattina in Giunta già ci siamo distribuiti gli incarichi perché questo dossier venga preparato al più presto».

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