"Genitori per la libera scelta" in piazza Chanoux con «qualcosa di giallo», per fare chiarezza sui vaccini obbligatori. La Certan e Bertschy pronti al confronto

redazione 12vda.it
La manifestazione in piazza Chanoux di sabato 3 giugno

"Vaccinazismo""metodo antidemocratico""legge anticostituzionale": il dibattito attorno alla nuova norma sui vaccini patisce il linguaggio prodotto dalle trasmissioni televisive e il passaparola non sempre aiuta. In Valle d'Aosta però si è creato il gruppo "Genitori per la libera scelta" che, dopo un percorso sulla chat di "WhatsApp", si è riunito sabato 27 maggio a Fénis, con circa 150 dei 250 genitori che finora hanno aderito alla discussione, "per condividere le proprie esperienze, le proprie scelte passate e/o future e confrontarsi".
Nel pomeriggio di sabato 3 giugno in piazza Chanoux ad Aosta, circa 150 manifestanti, compresi diversi bambini, si sono radunati con indosso «qualcosa di giallo», in contemporanea con tutte le piazze d’Italia, «per far sapere al Governo che l'uso dei vaccini non può che passare attraverso una scelta libera e consapevole»

«Aspettiamo che esca il decreto, poi apriamo il dibattito». La proposta del ministro della sanità, Beatrice Lorenzin, non ancora pubblicata sulla "Gazzetta ufficiale", ha infatti creato molto scompiglio, non solo per la decisione estrema di toccare la patria potestà degli inadempienti, ma anche perché chi ha figli sotto i dieci anni si è finora visto proporre le vaccinazioni ed ha potuto anche, legalmente, dire di «no». Ora, sotto l'onda dell'impatto emotivo della possibile esclusione da asilo e scuole pubbliche per i bimbi non vaccinati, anche la lettera di responsabilità che le strutture sanitarie propongono ai genitori, sembrano un carico in più da parte dello Stato sui cittadini: «intanto bisogna aspettare che il testo esca - sottolinea a 12vda Chantal Certan, assessore regionale all'istruzione e cultura - finora ci sono state solo interpretazioni, sono state dette tante cose ma, di fatto il decreto legge non è ancora uscito, quindi siamo obbligati ad aspettare quello, dopodiché faremo le valutazioni necessarie. Al di la del "sì" o "no" ai vaccini credo che sia necessario avere tutte le informazioni su qualsiasi tipo di scelta che verrà decisa. La discussione ed il dibattito sono alla base della democrazia e quindi noi non potremo che prendere in considerazione un confronto».

«Non c'è autonomia su una scelta di questo tipo». Un po' di confusione si crea, nella discussione generale, e dopo gli ultimi fatti di cronaca rischiano di cadere nel discorso anche altri temi, dall'omeopatia all'ipotesi di potersi appellare allo Statuto di Autonomia per uscire dall'obbligo vaccinale: «l'Autonomia su un decreto come questo non esiste - precisa Luigi Bertschy, assessore regionale alla sanità, salute e politiche sociali - un'azione come questa ha senso su un Piano nazionale, io ero contrario alla scelta delle singole Regioni, perché l'attuazione di tutela va organizzata su tutta la popolazione e non a "macchia di leopardo" sul territorio nazionale. Noi stavamo per approvare in Giunta il "Piano regionale di prevenzione vaccinale 2017 - 2019" recependo l'intesa "Stato - Regioni" che era basato su una scelta volontaria da parte dei genitori, mentre questo decreto ora cambia l'approccio perché si parla di obbligatorietà che si inserisce anche sull'obbligo scolastico. E' un'azione politica diversa, un provvedimento molto forte e vedremo se ci saranno delle valutazioni diverse. In questo momento c'è una discussione, noi recepiremo questo decreto e valuteremo nella maniera migliore possibile come spiegarlo alla popolazione, così come anche la sua effettiva attuazione, che ha una rilevanza di tipo pratico e deve essere compresa da parte dei genitori».

«Tanti luoghi comuni alla base di chi si dice contro». «La Valle d'Aosta è una regione sensibile alle vaccinazioni, seppur anche da noi, negli anni ci sia stato un calo - continua Bertschy, che venerdì 2 giugno si è incontrato proprio con la Lorenzin e l'ha invitata in Valle d'Aosta - personalmente ritengo che il "Piano regionale delle vaccinazioni" vada portato avanti perché è una tutela per i nostri cittadini e credo che vada fatto anche attraverso una forte sensibilizzazione verso la popolazione, al di là dell'obbligatorietà che sopraggiunge, che non è sostitutiva dell'informazione che dobbiamo dare. Per quanto ci riguarda la nostra delibera recepirà il decreto e cercheremo quindi di organizzare nel miglior modo possibile le vaccinazioni. Credo che tante delle difficoltà che vengono rappresentate da coloro che sono contrari siano legati a luoghi comuni che vanno discussi, bisogna avere la capacità di confrontarsi nel merito, evitando posizioni ideologiche. Obbligarne tanti in una maniera così importante è una scelta forte che andrà spiegata alla popolazione nella maniera più chiara possibile. Dobbiamo fare in modo che non diventi un punto di contrapposizione ma piuttosto dobbiamo fare in modo che le persone capiscano l'importanza di questo provvedimento».

«Le vaccinazioni obbligatorie quando la medicina saprà spiegare il nostro cervello». Sui "social" il confronto è quotidiano e tra quelli che si sono schierati contro i vaccini obbligatori c'è l'ex consigliere regionale Alessandro Bortot: «sono terrorismo di Stato - ha scritto su "Facebook", senza mezzi termini - non ho nulla contro le vaccinazioni, sono però per la libertà di scelta dei genitori. E faccio tre considerazioni: la prima, non è che vogliono distorgliere la nostra attenzione dai veri problemi sulla sanità che abbiamo in Italia? Tipo le persone anziane che muoiono prima rispetto a qualche anno fa. Seconda considerazione, tutta questa improvvisa pseudo scientificità sulle vaccinazioni puzza di bruciato. Terza considerazione, fanno apparire chi non vaccina i figli degli oscurantisti. Come mai il livello culturale dei genitori che non vaccinano i figli è medio-alto? Un esempio: ho quattro fratelli più vecchi di me, io ho 74 anni, loro da sempre fanno il vaccino contro l'influenza e puntualmente se la beccano come me, che non ho mai fatto il vaccino».
Per Bortot «la presunta scientificità» delle vaccinazioni andrà spiegata quando la medicina ufficiale «saprà come funziona il nostro cervello e ci sarà un approccio olistico alle cure», visto che sua moglie «si cura con l'omeopatia» e che, da cinquant'anni «le medicine omeopatiche se le è sempre pagate. Per quale motivo in certe Usl, come quelle di Siena e Napoli, queste medicine sono coperte dal servizio sanitario nazionale e in altre no?»

«Chi non vaccina mette in pericolo i miei figli». A favore, e seriamente preoccupata per chi non lo fa, è Romaine Pernettaz, libraia di Aosta e nipote del consigliere regionale Antonio Fosson: «brava e bella gente quella che non vaccina i propri approfittando della copertura dei tuoi di figli - ha ribattuto, sempre su "Facebook" - che povera stupida, hai vaccinato e vaccinerai. Ah già, ma tu sei cretina, ignorante e ingenua, perché credi nella medicina e nella scienza. Povera polla, il mondo è sempre dei più furbi, non crediate mai il contrario. Alla fine comunque chi non vaccina mette in pericolo i miei di figli e questo rimane disgustoso per me. L'immunità di gregge funziona se non si abbassa così prepotentemente il numero di vaccinati, così siamo allo sfascio. Chi non vaccina "usa" la copertura di chi invece lo fa, ne prenda atto e se ne prenda la responsabilità».

"Le vaccinazioni sono importanti per la prevenzione ed il contrasto alle malattie gravi". Sulla questione l'Azienda Usl della Valle d'Aosta, insieme all'Assessorato regionale ed all'Ordine dei medici "nel ruolo di garanti della salute individuale e collettiva che esige anche il rispetto della libertà e dei diritti fondamentali dell'uomo - si legge in una nota - ribadiscono l'importanza delle vaccinazioni, in particolare quelle rivolte ai bambini, come strumento fondamentale di prevenzione e di contrasto alla diffusione di malattie trasmissibili gravi o potenzialmente pericolose. Per questo motivo, gli operatori sanitari, ed in particolare i medici di sanità pubblica del Dipartimento di prevenzione, sono sempre a disposizione della popolazione per fornire informazioni e chiarimenti in tema di vaccinazioni. Sul sito istituzionale dell'Azienda Usl sono pubblicati documenti dell'Organizzazione mondiale della sanità, dell'Istituto superiore di sanità e del Ministero della salute. Inoltre è presente il link al sito istituzionale "VaccinarSì" per approfondimenti su qualunque tipologia di vaccini".

"Tutelare i propri figli attraverso la libera scelta". Anche i "Genitori per la libera scelta" contengono voci diverse, ma cercano il confronto con medici e specialisti affidabili per mantenere l'equilibrio nella discussione: "l'obiettivo comune - spiegano ancora - è la tutela dei propri figli attraverso la libera scelta: chiediamo maggiore trasparenza anche e soprattutto nell'ambito della farmacovigilanza, dato che i vaccini sono farmaci, maggiori informazioni, calendari personalizzati, test prevaccinali di compatibilità".
«Non vogliamo certo essere considerati "no vax" - aggiunge Stefano Minetti, uno dei portavoce del gruppo, durante la manifestazione in piazza Chanoux - i bambini che vedete qui con noi, i nostri figli, sono quasi tutti vaccinati. Vogliamo essere liberi di scegliere e non vogliamo farci imporre le decisioni di altri dall'alto. Oggi manifestamo così, informando la gente che passa in piazza, poi, se il decreto passerà, faremo altro. Mi fa piacere che gli assessori regionali si dicono disposti al dialogo, scopriremo presto quanto lo sono realmente»
Chi desidera contattare il gruppo valdostano può scrivere a genitoriproliberascelta@gmail.com, iscriversi alla mailing list genitoriproliberascelta_vda@googlegroups.com ed anche al canale gplsvda di "Telegram".

Qui la gallery fotografica della manifestazione in piazza Chanoux ad Aosta dei "Genitori per la libera scelta":

ultimo aggiornamento: 
Sabato 3 Giugno '17, h.18.45