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Catfight tra Emily Rini e Manuela Nasso sull'acquisto di un seggiolino per bambini da parte del Consiglio Valle: «polemiche becere» stigmatizza la presidente

redazione 12vda.it
La foto pubblicata da Emily Rini su 'Facebook' con il figlio nel seggiolino

«Abbiamo toccato con mano la pochezza della sterile polemica politica, eh vabbè purtroppo si preferisce denigrare sul nulla... soprattutto quando si ha poco da dire!». Così Emily Rini, su "Facebook", ha commentato la polemica sull'acquisto, firmato dal segretario regonale del Consiglio Valle, Christine Perrin, di un seggiolino auto "a servizio del parco auto del Consiglio regionale della Valle d'Aosta", di gruppo "0-1, fino a 18 chilogrammi", con base girevole ed agganci "Isofix", deciso lo scorso 14 marzo, costato 289 euro dalla ditta fornitrice "Anni Verdi", di Paolo Moretto, a Valperga, località in provincia di Torino.
«Allora per fugare qualsiasi dubbio che ancora regna in qualche eventuale criticone scettico - ha continuato la Rini, postando un foto con il figlio di nove mesi seduto nel seggiolino - vi auguriamo una buona giornata con questa foto... si va al lavoro, oggi insieme, sulla NOSTRA auto (che a rate paghiamo ogni mese!), sul NOSTRO seggiolino, ovviamente pagato da NOI... bien faire et laisser dire! Noi alle parole preferiamo i fatti!»
«Com'è che si dice? La toppa è peggio del buco. Anzi, le toppe». Le ha risposto pubblicamente, sempre sul "social network", Manuela Nasso, consigliera regionale del "Movimento Cinque Stelle", mentre si trovava a Cracovia, nell'ambito del "Viaggio della Memoria".

«Toppa? Buco? Manuela, no dai! Proprio tu che sei donna e che criticavi lo sciacallaggio politico sui social? - ha ribattuto la Rini - informarsi sempre prima di parlare. E' un po' come se io ora mi mettessi a speculare sul fatto che proprio in questo momento sei in trasferta a spese pubbliche (cosa peraltro assolutamente legittima!) tralasciando però di dire che, è vero che sono risorse pubbliche, ma è fondamentale che dei consiglieri accompagnino i ragazzi in un momento formativo così importante come la visita ai campi di concentramento. Vedi la disinformazione rovina il dibattito costruttivo».
«Lo sciacallaggio e il tritacarne social lo critico e l'ho sempre criticato - ha poi cercato di spiegare la Nasso - qui ho fatto una battuta ironica e se per caso qualcuno in queste ore ha insultato la tua persona ti esprimo tutta la mia più grande solidarietà ma di certo non sono io. Ti stupirò con effetti speciali nel dirti che l'acquisto di un seggiolino per il parco auto del consiglio mi pare una cosa buona, certo si poteva evitare la base rotante, si poteva prediligere un negozio valdostano, si poteva pensare anche ai bimbi più grandi, (fino 35 chilogrammi) si poteva spendere un terzo ma non sono 290 euro che mandano in malora la VdA, sempre questione di principio. Forse si poteva partire da altri punti per sostenere le politiche famigliari si poteva farlo bene questo acquisto ma tampis». (sic!)

«Vero, sono in trasferta a spese pubbliche ma mi sono premurata io stessa di scegliere un pernottamento ad un costo decente recandomi con Vesan nell'agenzia convenzionata col Consiglio - ha aggiunto ancora Manuela Nasso - potevo fregarmene e far fare tutto agli uffici ma per principio ho fatto così. Ogni mese restitusco ai valdostani più di duemila euro tra l'altro. La mia è stata una battuta-frecciatina perché non mi sono piaciute le contro risposte, come se un seggiolino al Consiglio risolvesse non so ché o far vedere che paghi una macchina a rate sia qualcosa di speciale. Sei in Consiglio legittimamente da undici anni dove hai guadagnato più di seimila euro al mese e mi sembra un modo per acchiappare consenso poco carino il fatto della macchina a rate».
«Non potrei essere più d'accordo sul fatto che la disinformazione sia deleteria - ha chiosato la consigliera "grillina" - mesi fa, per esempio, noi quattro siamo stati attaccati per un ritardo sulla rendicontazione della restituzione volontaria dei nostri stipendi quando bastava solo informarsi per capire che era un problema tecnico. Non prendertela con una mia leggera battuta ma con chi insulta e fomenta odio. Ti lancio una sfida, cavalchiamo l'onda della questione “seggiolino” per iniziare a parlare di politiche famigliari e iniziative per le mamme come si deve!».

Sulla questione, la Presidenza del Consiglio Valle aveva ufficialmente espresso "stupore e profonda amarezza - si legge in una nota - in quanto si lascia esplicitamente intendere come la spesa relativa all'acquisto di un seggiolino da installare sulle auto a servizio del Consiglio regionale sia in realtà una spesa non giustificata o quantomeno superficiale, da considerarsi quasi alla stregua di uno spreco. La Presidenza del Consiglio regionale della Valle d'Aosta respinge con forza tali considerazioni, valutando eventuali azioni a tutela dei suoi interessi e della sua onorabilità, alla luce del fatto che la decisione di predisporre la spesa per l'acquisto del seggiolino auto è stata invece fatta per ragioni di civiltà, visto che in passato mamme e papà in compagnia dei loro bimbi hanno utilizzato per ragioni di servizio le auto in dotazione al Consiglio regionale. Lo si ripete, è una questione di civiltà, non certo una spesa non giustificata o peggio ancora uno spreco, come nemmeno troppo velatamente fatto intendere".

"Anche perché tutti coloro che hanno un bambino piccolo, sulle proprie autovetture hanno montato il seggiolino come previsto dalla normativa vigente - si legge ancora nella nota - e questa Presidenza del Consiglio regionale della Valle d'Aosta, sentiti i responsabili del parco auto, anche in fatto di responsabilità a carico dell'autista, ha ritenuto e ritiene tuttora opportuno dotare anche il proprio parco auto di un seggiolino per bambini in un'ottica di conciliazione famiglia-lavoro nei confronti delle mamme e dei papà che lavorano e che per ragioni di servizio sono costretti a spostarsi, anche con figli al seguito. Conciliazione che è un dovere della pubblica amministrazione promuovere e che tutte le Istituzioni che possono definirsi tali sono dotati di sistemi di sicurezza per i bambini, come ad esempio anche il nostro Governo regionale. L'attenzione e la vicinanza alle famiglie passano anche attraverso piccole azioni come questa, perché qualsiasi istituzione che intende definirsi tale dovrebbe essere in grado di accogliere le famiglie, al di là delle sterili e becere polemiche fomentate, come in questo caso, da chi dovrebbe invece fare informazione".

"Se, invece, il riferimento è volutamente rivolto alla presidente, che è innanzitutto donna e mamma - conclude la nota della Presidenza del Consiglio Valle - la stessa vuole rassicurare che il suo personale seggiolino lo ha, e che quindi non ne ha certo bisogno così come non ha mai utilizzato l'auto blu per spostarsi sul territorio regionale ma solo per recarsi all'aeroporto, ma che ha sostenuto fortemente questa scelta perché, in quanto mamma, non può che promuovere attivamente ogni politica a favore della famiglia".

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