Individuati dai Carabinieri i ladri che hanno fatto la "spaccata" in un negozio nel centro di Courmayeur: sono tre rumeni di Torino

comunicato stampa

Nella giornata di martedì 6 febbraio a Torino, all'esito di un' articolata attività investigativa, i militari della Compagnia Carabinieri di Aosta hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di applicazione di misura cautelare degli arresti domiciliari, richiesta del pubblico ministero Carlo Introvigne ed avvallata dal procuratore capo Paolo Fortuna emessa dal Giudice per le indagine preliminati, Giuseppe Colazingari, nei confronti di Lucian Dima Tudor, rumeno, 34 anni, residente a Torino, Ciprian Brasovenau, rumeno, 36 anni, già detenuto presso la Casa circondariale "Lorusso e Cotugno" di Torino per reati predatori ed Andrei Alexandru Istoc, rumeno, 32 anni, irreperibile, attivamente ricercato, verosimilmente allontanatosi dal territorio nazionale.

Fatti di reato contestati, articoli 110, 624 e 625, furto aggravato in concorso. Nella notte tra il 5 ed il 6 maggio 2017 si sono verificati i fatti di reato oggetto delle misure cautelari: il furto di due veicoli presso la una concessionaria di Charvensod ed l'utilizzo dei medesimi per raggiungere Courmayeur ed effettuare la spaccata presso un negozio di via Roma con il successivo furto di capi d'abbigliamento per un controvalore di circa 40mila euro.
Uno dei due veicoli asportati, la "Fiat 500 Abarth", era stato abbandonato sul posto per probabile avaria, l'altro, una "Alfa Romeo 159 sw", veniva utilizzato per la fuga e raggiungere direttamente Torino in autostrada, successivamente recuperato ad Asti nel mese di luglio.

Modus operandi. Alle ore 4.34 tre persone hanno fatto ingresso nell'area della concessionaria; due dei malviventi si sono diretti verso le autovettura depositando nel bagagliaio dell'Alfa un blocco di cemento pesante ed altri strumenti utilizzati per lo scasso. Dalla visione delle telecamere istallate nella zona le due auto asportate dalla concessionaria, insieme ad una terza, il muletto con cui i tre erano giunti da Torino indisturbati, si erano separate non appena uscite dall'area della concessionaria, una procedendo verso l'abitato di Pollein mentre la seconda per Aosta, ricongiungendosi nei pressi dell'ingresso autostradale, utilizzando un "Telepass" della concessionaria ed oltrepassando incolonnati il casello alle ore 4.43.
Alle ore 05.05 i veicoli entravano nell'area pedonale di Courmayeur; alle 05.10 scattava l'allarme, quindici minuti dopo erano già al casello autostradale di Aosta avendo abbandonato la "Fiat 500" a Courmayeur. Davanti al negozio di abbigliamento successivamente veniva rinvenuto un blocco di cemento forato di 60 per 20 centimetri di larghezza e profondità, utilizzato per rompere il vetro della porta.

Ulteriori fatti reato analizzati di riscontro all'attività investigativa. Nella serata del 28 aprile 2017, Dima ed altri due complici avevano tentato di effettuare un furto presso un esercizio pubblico di Torino. Tali avvenimenti erano stati immortalati dall'impianto di videosorveglianza del locale che, oltre ad aver consentito alla Stazione Carabinieri di Torino Barriera Milano di identificare il Dima, aveva reso immagini dell'abbigliamento indossato dal gruppo nell'azione. Le caratteristiche di tale abbigliamento sono state riscontrate in uno dei tre soggetti che hanno perpetrato il furto dei due veicoli all'interno della concessionaria, si tratta della persona che si pone alla guida dell'Alfa Romeo che poi proseguirà sino alla zona autostradale unitamente alla "Fiat Stilo" del Dima.
Inoltre, all'interno del veicolo utilizzato negli avvenimenti di Torino, poi rinvenuto da personale di quel Comando Arma, tra i vari materiali costituenti l'equipaggiamento per l'azione figurava anche un blocco di calcestruzzo preformato per perimetrazione da cantiere, oggetto analogo a quello utilizzato per lo sfondamento della vetrina del negozio di Courmayeur, nonché una corda, della lunghezza di nove metri ed un diametro di 1,5 centimetri, due estintori ed altro materiale idoneo all'effrazione.

Una banda di professionisti del furto. Dalla cronologia dei fatti reato è lecito ritenere che i personaggi in argomento formassero in quel periodo un gruppo criminale costantemente operativo. Infatti gli episodi sono accomunati nel modus operandi dai seguenti elementi: disponibilità di veicoli rubati per l'assalto all'obiettivo, disponibilità di un corredo operativo composto, per quanto potuto accertare, da un blocco di calcestruzzo preformato per perimetrazione da cantiere da utilizzare come strumento di effrazione sulle parti vetrate degli infissi, un estintore, solitamente utilizzato per neutralizzare eventuali impianti di videosorveglianza oscurandone le telecamere, quando notate ed accessibili ed una corda, solitamente utilizzata per scardinare le saracinesche di attività commerciali prima di procedere alla diretta effrazione delle parti vetrate degli infissi.
Dall'analisi del traffico telefonico inoltre si evince che ogni qual volta i tre si muovessero per compiere spaccate fosse pratica abituale spegnere le proprie utenze cellulari: ciò ha comunque permesso di ricostruire i continui rapporti criminali della banda. Questo e gli altri elementi sono tutt'ora al vaglio per le altre spaccate commesse verosimilmente dalla stessa banda. Una diuturna attività investigativa con analisi di tabulati e dei filmati delle telecamere della videosorveglianza presenti sul territorio, unite a intuito investigativo dei militari operanti e alla circolarità informativa dei reparti dell'Arma del vicino Piemonte hanno permesso di individuare questa pericolosa banda, dimostrando che in Valle i Carabinieri pongono la massima attenzione al fenomeno predatorio.

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