E' scomparso Orfeo Cout, consigliere regionale del Partito Democratico da due giorni: «siamo sotto shock» commenta Raimondo Donzel

redazione 12vda.it
Orfeo Cout nel foyer del Consiglio Valle, mentre aspettava di entrare in aula

Orfeo Cout, 57 anni lo scorso 12 gennaio, neo-consigliere regionale del Partito Democratico, è mancato nella mattinata di domenica 12 marzo, mentre stava lavorando nella sua vigna a Montjovet, stroncato da un infarto: solo lo scorso venerdì aveva giurato in Consiglio Valle, sostituendo il collega Raimondo Donzel, sospeso in base alla "legge Severino".

La carriera professionale e politica. Orfeo Cout, che gli amici chiamavano "Sandro", si era diplomato elettricista, aveva lavorato presso i "Fratelli Borettaz" di Issogne, per poi passare alla "Ilssa Viola" di Pont-Saint-Martin e alla "Olivetti I-Jet" di Arnad come manutentore elettromeccanico, passando al ruolo di impiegato, nel 2010, alla "Advalso" e quindi, nel 2012, alla "Advanced carin center" società di "Telecom Italia", azienda che, sempre a Pont-Saint-Martin, si occupa del "customer care" della clientela del gruppo telefonico. All'attività professionale ha associato quella sindacale, ricoprendo la carica di presidente del direttivo della "Fiom-Cgil" della Valle d'Aosta. Giornalista pubblicista, aveva scritto poesie in patois ed italiano, alcune trasformate in canzoni, realizzato tre libri e collaborato con il giornale "Le Travail" del PD, ed aveva diretto "La Péra Hcrita" periodico del Comune di Montjovet, dove dal 2000 al 2010 è stato vice sindaco per poi ricoprire, fino al suo ingresso in Consiglio regionale, il ruolo di assessore comunale all'istruzione e servizi sociali.

Sposato con Natalia Dherin, con una figlia, Louise, diversamente abile, dal 2005 al 2010 ha fatto parte di diversi tavoli di lavoro sulle politiche giovanili, emergenza abitativa e tematiche sulla disabilità e nel 2006 è stato promotore di un progetto sperimentale di laboratorio teatrale integrato per ragazzi diversamente abili, concretizzato, nel 2009, con la costituzione dell'associazione "I Monelli dell'Arte", presieduta dallo stesso Cout.

«C'era qualche problema di salute, ma non c'entra la politica». «Siamo tutti sotto shock - commenta, con la voce rotta dall'emozione, Raimondo Donzel - per la perdita di Orfeo, che oltre ad essere un amico ed un compagno leale era uno straordinario padre di famiglia. Una persona con tante qualità, come si può vedere dal suo percorso amministrativo dal suo impegno nel sociale. C'era qualche problema di salute, ma non credo che fosse preoccupato dalle tensioni per la politica, era forte e capace. Siamo molto vicini alla famiglia».

Il cordoglio di Pierluigi Marquis ed Andrea Rosset. «Siamo costernati e colpiti profondamente dall'improvvisa scomparsa di Orfeo Cout - ha dichiarato il presidente della Regione, Pierluigi Marquis, in una nota di "profondo cordoglio" - che solo due giorni fa aveva fatto il suo ingresso in Consiglio Valle, in un momento difficile e complesso per la nostra Comunità. Orfeo era una persona stimata, legata al suo territorio e impegnata nel sociale, una figura retta e capace di guardare avanti, Il Governo regionale si stringe intorno alla sua famiglia, con cordoglio e affetto».
«Sono profondamente addolorato dalla notizia della scomparsa del neo consigliere Cout
- ha aggiunto il presidente del Consiglio Valle, Andrea Rosset - esprimo le più sentite condoglianze mie personali e dell'intero Consiglio alla famiglia. La comunità valdostana perde un uomo di grande impegno, sia nell'ambito politico e amministrativo sia sotto il profilo culturale e sociale. Un uomo che amava intimamente la Valle d'Aosta, fortemente attaccato alle sue tradizioni e ai suoi valori».

«Si sentiva inadeguato al ruolo di consigliere regionale». «Orfeo accidenti! Non sei riuscito a farti conoscere come consigliere, ma in tantissimi ti ricordano come uomo retto, onesto e disponibile - ha scritto su "Twitter" Jean-Pierre Guichardaz, l'altro consigliere regionale del PD, ora di nuovo da solo, approfondendo poi il ricordo su "Facebook" - eravamo insieme, Orfeo ed io, le ore prima del suo giuramento da consigliere regionale, ascoltavamo il dibattito per l'insediamento della nuova giunta, seduti uno accanto all'altro nel foyer del Consiglio, e ogni tanto gli davo una pacca sulla spalla per sdrammatizzare un po', per lenire l'agitazione che, si vedeva, non lo abbandonava neanche per un attimo. Voleva mettersi la cravatta per il suo giuramento, Orfeo, anche se si sentiva soffocare da quel cappio che, mi diceva non era abituato a portare, l'avrebbe messa con gli ultimi bottoni slacciati "per il rispetto dovuto all'Aula". Si sentiva inadeguato, com'è normale per chi intraprende un compito così importante, ma era già consapevole dell'alto ruolo che sarebbe andato a svolgere, il buon Orfeo. Ha ascoltato la relazione del neo presidente Marquis dentro l'Aula, ha giurato con la voce spezzata dall'emozione, e alla richiesta se voleva dire qualcosa si è limitato ad augurare buon lavoro ai colleghi, dicendo che ci sarebbe stato il tempo buono per lavorare e per dire le cose. Ha voluto offrirci un bicchiere di vino, velocemente, perché doveva andare al "Csv" per una riunione delle sue, perché Orfeo si spendeva senza soste per gli altri, per i mille sfortunati che oggi piangeranno lacrime vere, quelle dei semplici. Mi manchi già tantissimo Orfeo».

Il dispiacere dei consiglieri dell'Union Valdôtaine, Stella Alpina e "Movimento 5 stelle". «Partecipiamo al lutto della famiglia - sottolineano, in una nota i consiglieri regionali dell'Union Valdôtaine - ed indirizziamo le nostre sentite condoglianze al gruppo ed al Partito Democratico, dispiaciuti per il fatto che la Valle d'Aosta sia stata privata di un uomo che era stato chiamato, soltanto due giorni fa, a ricoprire le più alte funzioni politiche ed istituzionali della nostra regione, un uomo la cui partecipazione alla vita pubblica e sociale della nostra comunità era apprezzata da tutti coloro che l'avevano conosciuto nel tempo» mentre dalla Stella Alpina è arrivato un messaggio su "Twitter": «ci uniamo al cordoglio del PD per la prematura e improvvisa scomparsa di #OrfeoCout. Siamo vicini alla sua famiglia. #Condoglianze». Anche il "Movimento 5 stelle" della Valle d'Aosta si è affidato ai social, scrivendo su "Facebook" «la prematura scomparsa del consigliere Orfeo Cout ci lascia attoniti e affranti. Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze ai suoi familiari».

L'addio di Enrico Monti e del sindacato "Fiom Cgil". «E' con profondo dolore che abbiamo appreso la triste notizia della scomparsa di Orfeo Cout - comunicano i colleghi della "Fiom Cgil" della Valle d'Aosta" - da sempre figura di spicco del sindacato dei metalmeccanici valdostano, prima nel suo ruolo di delegato della "Olivetti I-Jet" di Arnad e poi come rappresentante nella "A.C.C." di Pont-Saint-Martin dove l'anno scorso era stato eletto rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Molto apprezzato dai colleghi, negli ultimi anni aveva ricoperto la carica di presidente del direttivo "Fiom Cgil" della Valle d'Aosta, cariche da cui si era dimesso in virtù del suo nuovo ruolo di consigliere regionale. Enrico Monti, segretario generale della "Fiom Cgil" della Valle d'Aosta, la Segreteria e tutti i compagni che hanno avuto modo di conoscerlo e apprezzarlo, esprimono alla famiglia profondo cordoglio per la perdita di un uomo molto stimato da tutti per la sua serietà e la sua disponibilità».

Irene Deval cita Shakespeare. «Con questi fiori pensavo di ornare il tuo letto di sposa con il mio Amleto, non.certo il tuo letto di morte... - ha scritto su "Facebook" Irene Deval, segretario del PD valdostano, da Vienna - no non si annuncia la morte, che ti coglie in un cerchio infinito dove la fine è un inizio e l'inizio una fine. E se Dio ha bisogno di angeli quando a noi sembra che ce ne sia tanto bisogno qui, so, Orfeo, che darai tutto te stesso. Tu e la cartellina azzurra, tu e il caffè, tu e la luce quando mi raccontavi della gioia e della dignità dei ragazzi che per la prima volta attraverso il tuo operare potevano scoprire il mondo del lavoro. Tu e il sorriso quando guardavi la tua bambina, quando pensavi alla tua famiglia».

«Continueremo la strada che tu hai aperto». «Carissimo Orfeo, ci manchi già tantissimo - si legge, infine, nella pagina "Facebook" dei "Monelli dell'Arte", l'associazione di volontariato presieduta da Cout - sei e sarai sempre per tutti noi il grande punto di riferimento, l'esempio a cui ispirarci e un modello di passione e volontà irripetibile . Faremo del nostro meglio per continuare la strada che ci hai generosamente e sapientemente aperto. Ti vogliamo un mondo di bene e ti ricorderemo così: portatore di allegria e buonumore. Sei stato Monello più di tutti, determinato e coraggioso, allegro e convinto, sei stato una guida e una spalla d'appoggio, sei stato sempre un riferimento importante! Credo che nessuno quanto te abbia creduto nei Monelli!! Grazie! Vogliamo sperare di saper continuare ciò che hai creato!».

«Vicenda dolorosa la cui circostanza impressiona». «Gli eventi possono essere crudeli come dimostra una vicenda dolorosa, che colpisce una famiglia e tocca la politica in Valle d'Aosta in una fase molto delicata - ha commentato, sul suo blog, Luciano Caveri, ex presidente della regione e fondatore di "Mouv'", che ha dedicato alla scomparsa di Orfeo Cout un intero post - ciò è avvenuto, e la circostanza impressiona, a poche ore dalla surroga che, a causa della sospensione per la "legge Severino" di un eletto della sua lista, gli aveva consentito di entrare in Consiglio Valle. Poi il destino beffardo ha colpito e forse, senza avere la presunzione di voler dare una chiave di lettura a certi misteri della vita e della morte, quel che è capitato vale anche per ricordare come determinate drammatizzazioni dei fatti politici, compreso il calor bianco fra protagonisti, devono essere giustamente riportati a toni nel confronto meno virulenti e più rispettosi, fatte salve la legittima diversità di opinioni e la forza delle critiche reciproche. Immagino di averlo incontrato Cout qualche volta, sia perché quasi coetanei di paesi vicini sia per il suo impegno nel sindacato metalmeccanici, così come per il suo lavoro nel sociale, anche come presidente dei "Monelli dell'Arte" con attività teatrali e non solo a favore di ragazzi disabili. Scelta del tutto coerente con il suo impegno civile e personale, avendo una figlia con "sindrome di Down". Amava anche la cultura locale, come scrittore e poeta in patois e in italiano, con attenzione al paese di cui era stato vice sindaco, Montjovet. Aveva anche scritto con passione del canto corale, espressione musicale del mondo alpino, essendo oltretutto membro del coro di Saint-Vincent. Ma dovessi dire che lo conoscessi davvero non racconterei la verità. Certo gli attestati di stima, post mortem, sono stati tali e tanti da dimostrare quanto fosse apprezzato e di questi tempi in cui si vive a targhe alterne il "Bellum omnium contra omnes" (la guerra di tutti contro tutti) il riconoscimento non è così banale».

«Valle d'Aosta più triste senza il suo impegno». «Ci sono persone che, con la loro vita, la loro dedizione verso il prossimo, il loro impegno civile e politico, la loro etica riempiono di significato la parola "comunità" - hanno sottolineato, in una nota congiunta, Chiara Giordano di "Possibile Vda", Carola Carpinello ed Andrea Padovani di "L'altra Valle d'Aosta" e Francesco Lucat, segretario regionale di Rifondazione comunista - per chi incontra le loro opere, direttamente o indirettamente, loro testimonianza non è più teorica o astratta ma diviene testimonianza di vita. Orfeo Cout era una di queste persone! Tutta la Valle d'Aosta è più povera e più triste senza il suo impegno, il suo sorriso, la sua forza. Ma la sua esperienza rimane. L'esperienza di un uomo insoddisfatto della realtà che lo circondava, ma capace di guardare a quello che si poteva fare in prima persona, di coinvolgere altri in una visione, di dare progetto e concretezza a quella visione. Di Orfeo ci rimane la certezza che si può fare! Che si può trasformare la realtà attraverso il proprio impegno sociale, quello politico e quello umano della relazione e dell'incontro con l’altro. Una certezza che Orfeo ha seminato in tutto quello che ha fatto. Dall'impegno sindacale, a quello amministrativo e politico come uomo di sinistra, a quello sociale nel suo territorio. Il suo ingresso in Consiglio regionale, al di là delle opinioni, sarebbe stato un motivo di crescita e di autorevolezza delle istituzioni da qualsiasi punto di vista lo si guardi. Ci mancherà terribilmente ma ciò che ci ha lasciato ci servirà per guardare con occhio più attento e più umano alla politica, alla Valle d’Aosta, ai suoi cittadini. Ad essere la sinistra di cui loro hanno bisogno. Grazie Orfeo».

Coincidenze e nuove sostituzioni. Orfeo Cout è mancato nel giorno del 66esimo anniversario di Francesco Salzone, scomparso lo scorso 31 gennaio, primo escluso della lista della Stella Alpina, così come lo stesso Cout che  era il primo non eletto, nel 2013, nella lista del PD, con 471 voti, dietro di lui c'erano Andrea Padovani (462 voti), che ha sostituito, lo scorso venerdì, Carmela Fontana, e quindi Fulvio Centoz (459 voti), attuale sindaco di Aosta, che se decidesse di entrare in Consiglio Valle, dovrebbe lasciare la guida del capoluogo regionale, e poi Paolo Crétier (459 voti), di Donnas, impiegato presso l'Assessorato regionale all'agricoltura e risorse naturali.

Funerali partecipati e polemiche. I funerali di Orfeo Cout si sono tenuti nel pomeriggio di mercoledì 15 marzo, nella chiesa parrocchiale di Montjovet davanti ad una folla numerosa e commossa: la camera ardente era stata allestita nella sala consiliare del Municipio. La famiglia ha declinato l'invito del Consiglio Valle, che ha partecipato alla celebrazione funebre con uan rappresentanza e con il gonfalone, di organizzare la camera ardente a Palazzo regionale.
Alcuni parenti di Orfeo Cout hanno però sottolineato, su "Facebook", polemicamente, la presenza di alcuni politici ai funerali dello sfortunato consigliere regionale: «durante il corteo funebre di mio zio - ha scritto Paolo Cout - ho notato tra noi parenti i seguenti politici: Pierluigi Marquis, Laurent Viérin, Andrea Rosset e Claudio Restano. Per quale motivo erano tra noi parenti? Per mettersi in mostra e farsi notare dalla televisione? Avrebbero potuto comportarsi come gli altri politici presenti con educazione, rispetto e dignità, anche se non sanno cosa significhi questa parola. Mi ha dato fastidio che sono entrati a metà corteo e davanti, in mezzo ai parenti, chi li conosce!».
«Visti i tempi che corrono, molti avranno associato "consigliere regionale" a "ladro", "vitalizio" ed "egoista" - ha aggiunto un altro nipote, Renato Cout - ma Sandro non apparteneva a questa categoria, era una persona che nonostante svariati anni di politica continuava a fare l'operaio ed il sindacalista a favore della gente e non come i molti politici che hanno partecipato al suo funerale che non hanno mai lavorato un giorno nella loro vita, non sanno cosa vuol dire pagare un mutuo e pagare un ticket sanitario, non sanno quanto costa far studiare i figli ed erano a Montjovet esclusivamente per atteggiarsi e parlare con i giornalisti. A tutto c'è un limite e mi chiedo come sia possibile che certi individui dopo essere stati cacciati a calci in culo tramite decreto, dal Consiglio regionale (vedasi Donzel), ogni riferimento è puramente appropriato, si permettano di fare allusioni di un problema di salute di Orfeo. Ma chi te lo ha detto? Sei il suo medico ? Basta essere un politico per essere autorizzato a sentenziare cazzate? Sandro non aveva nessun problema di salute e se era stressato sicuramente una buona parte di colpa è tua, visto che hai disilluso i suoi elettori, (a te non ti avrebbero mai votato), tu ed il tuo gruppo avete barattato il programma politico del vostro Partito e votato dalla gente (mai con l'UV) per un Assessorato. Vergognatevi! A mio parere oggi potevate fare a meno di venire, non avremmo sentito la vostra mancanza. Purtroppo concludo con il rammarico che domenica tutti quanti abbiamo perso l'occasione di avere una persona onesta, disponibile, genuina e soprattutto un galantuomo a rappresentarci. Ringrazio tutte le persone che hanno partecipato e ci hanno dato forza e coraggio».

Il ricordo ed il rispetto di Pino Isabellon. «Visti i tempi che corrono - ha quindi ribattuto, sempre su "Facebook", Giuseppe Isabellon, consigliere regionale dell'Union Valdôtaine - confesso di far parte di quella "categoria" che hai citato. Nella mia vita ho avuto modo di occuparmi di tante cose, nel bene e nel male spero però mai da "plandroun" , fra queste mi è capitato di fare anche l'amministratore prima nel mio Comune poi in Regione... con Sandro ci siamo conosciuti all'Ipr di Verrès, lui allievo ed io studente all'Università che insegnava per pagarsi gli studi... Da allora non ci siamo mai persi di vista e fra di noi pur con appartenenze diverse c'è sempre stato massimo rispetto e tanta stima reciproca per le cose che nei ruoli ricoperti abbiamo cercato di fare per la nostra comunità... Mi aveva onorato di poter vedere in anticipo il libro su Montjovet e alcune poesie poi riprese dal Coro di Saint-Vincent... Un ricordo particolare è quella poesia sul ru che bagna i terreni dell'envers... Ci siamo detti: "prima l'acqua per irrigare poi eventualmente le centrali idroelettriche tanto appetite ... anche per il dovuto rispetto di chi ci ha preceduto..." . Tanti sono i ricordi, ci siamo visti per caso al bar "Alpino" di Verrès alla vigilia del Consiglio regionale, era con sua figlia Louise, come sempre, e posso garantire conoscendolo che non era stressato per niente ma responsabilmente preoccupato per una situazione in cui come hai detto giustamente sembrano prevalere i "posti " sui i problemi. Dopo un "no veien ou conseil" la terribile notizia di domenica mattina. Al funerale c'era Pino Isabellon e non un "consigliere regionale"».

Orfeo Cout in Consiglio Valle da 12vda su Vimeo.

 

Ultimo aggiornamento: 
Giovedì 16 Marzo '17, h.13.40

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