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Flavio Insinna si scusa con la "concorrente" valdostana di "Affari tuoi": «ma non mi devo vergognare di nulla, io non spio dal buco della serratura»

redazione 12vda.it
Flavio Insinna tra il pubblico di 'Les Mots', nel giugno 2015

Si è scusato sei volte Flavio Insinna, nell'inaspettato videomessaggio di oltre ventitré minuti che ha pubblicato, nella notte di venerdì 26 maggio, sulla sua pagina "Facebook", con la concorrente valdostana di "Affari tuoi" Rosaria Maria Seracusa, senza però mai nominarla esplicitamente, in seguito alle polemiche suscitate dalla diffusione, da parte di "Striscia la notizia" , di alcuni fuorionda e registrazioni audio: «stavo fuori da tutto, speravo di essere in pace - ha dichiarato il conduttore televisivo ed attore - ma andiamoci piano con le parole perché questo Paese sta molto attento alle parole che usa, e visto che tutti pretendono grande civiltà stasera, nel mio piccolo, ne pretendo un pochino anch'io».

«Mi scuso con la concorrente per lo sfogo avvenuto a porte chiuse». Per Insinna, il polverone che si è alzato è «così insensato - ha aggiunto - i miei sbagli, quello che poi è arrivato dopo che è riuscito ad essere peggio dei miei sbagli, scusate, un pochino mi viene da ridere».
La questione, con tutta probabilità finirà nelle aule giudiziarie, anche se non è chiaro chi denuncerà chi: «divento serio per scusarmi con la signora della Valle d'Aosta - ha continuato Flavio Insinna - mi scuso con la concorrente, e poi ce lo sapremo ridire nelle sedi adeguate. Io, quello che sfogo che avete sentito dagli amici di "Striscia" è, e vi posso portare sulla mattonella di dov'ero, in una scala del "Teatro delle Vittorie", a porte chiuse tra i camerini degli ospiti, perché era una serata vip in diretta, quindi anche grande stress, ma non mi sto giustificando, tra le stanze appunto nostre di chi faceva "Affari tuoi" ed i camerini, un po' dei concorrenti, un po' dei vip, che quella sera erano solo per gli ospiti vip perché era una serata speciale».
«Io mi scuso con la concorrente, non con la signora - ha quindi precisato il conduttore televisivo - si dovrebbero scusare altri con la signora, perché quelle parole lei non le ha sentite mai. Come sanno quelli che frequentano "Affari tuoi", i concorrenti dopo la puntata vanno tutti via ed io mai, davanti ad una signora, non avrei mai detto quello. L'ho detto di una concorrente, parlando con la mia straordinaria squadra di autori, che siccome sono straordinari, sono stati stati straordinari, ed ora fanno "I soliti ignoti", che tutte le sere batte "Striscia", sono sempre gli stessi meravigliosi autori, più qualche altro fantastico innesto. Ad una squadra di grandissimo talento gli chiedi tutto, glielo chiedi male a volte, sì lo ammetto, glielo ho chiesto male. Avete mai giocato in una squadra? Siete mai stati in uno spogliatoio di una squadra? Antonio Conte secondo voi glielo chiede sempre col "si bemolle" ai suoi giocatori di essere straordinari? Io se fossi un allenatore di calcio sarei appunto come sono così nel programma, dò tutto, chiedo tutto, ma perché? Perché lo chiedo a persone di straordinario talento».

«Lo studio di "Affari tuoi" era una famiglia, ma pure i Borgia ed i Riina sono una famiglia». «Torno a scusarmi ancora una volta con la concorrente della Valle d'Aosta - ha ribadito Insinna - poi mi scuso con chi ha visto questi fuorionda, il programma vi piaceva, siamo stati "Programma dell'anno", abbiamo vinto in lungo e in largo. Quello che vedevate in onda su "Rai1" vi piaceva? Mi sembra di sì, per anni, e quello forse dovreste giudicare. Torno ancora una volta a scusarmi con la concorrente della Valle d'Aosta, quando poi nelle sedi competenti si parlerà di dove è successa quella cosa di cui c'è solo l'audio, non ci sono le immagini, perché eravamo in una zona nostra, riservata».
«Secondo me tutto quello studio - ha ricordato - visto che si doveva entrare con dei "passi", c'era la vigilanza, c'erano un sacco di documenti, di cose da fare, di firme da fare per entrare, tutto quello studio per anni l'ho pensato casa mia, e quando vi dicevo "siamo una famiglia", lo dico e lo dicevo veramente, poi dici "sono usciti i video", ma pure i Borgia erano una famiglia, e pure i Riina sono una famiglia. In una famiglia buona c'è sta pure qualcuno che sgrarra, ma è colpa mia mannaggia. Poteva venire e dirmi "Flavio, quella cosa che ci hai detto, quella cosa che mi hai detto..." è andata così, mi dispiace, l'ho costretto a pugnarlarmi alle spalle, questo è un Paese che ha bisogno di imparare a perdonare, non solo a perdonarsi, io sono più bravo a perdonare che a perdonarmi».

«"Striscia" ce l'ha con me perché non ho accettato il "tapiro"». Nel lungo sfogo Insinna ha evidenziato che «questo Paese è veramente animato da una grandissima ipocrisia, quando arriva l'avviso di garanzia a noi siamo supergarantisti, quando arriva ad un altro "daje all'untore" e subito "vattene via", accidenti» ribadendo che la tramissione di Antonio Ricci «vuole distruggermi come persona, non è più un attacco ad "Affari tuoi" che c'è dal 2003, è solo un attacco a distruggere me» e sottolineando che «abbiamo un'unica colpa, di andare alla stessa ora di "Striscia la notizia". Cos'è questa battaglia che vedete, che mi fa una tristezza infinita? E' solo qualche punto di share».
Flavio Insinna dà anche una sua interpretazione del particolare rapporto che c'è con "Striscia la notizia": «ce l'hanno tanto con me perché solo l'unico che in tutti questi anni - ha spiegato - che quando è arrivato il "tapiro", ed hanno cercato di darmelo, invece di fare qualche sorrisetto di circostanza perché tutti dobbiamo lavorare e non si sa mai, io ho sempre risposto, perché vengo da una famiglia onesta. I miei difetti? Mille, sono uno onesto, pago le tasse, tutte, sempre, pago i miei errori, pagherò anche questi, ma non consento a nessuno di dire che imbroglio».
Insinna ha ribadito anche il fatto che pur «senza avere mai avuto l'esclusiva in "Rai" mi sono sentito "uomo Rai"» prendendo atto che «da stasera non più, ma mi sono sentito "uomo Rai" dentro, i miei sbagli sono fuorionda per fare andare bene le cose, per fare un programma sempre più bello perché ogni giorno si logora di più».

«Io non mi devo vergognare, perché non spio dal buco della serratura». Definendo «monnezza» il materiale diffuso da "Striscia la notizia", Flavio Insinna ha ribadito, ancora una volta, che la questione finirà «nelle sedi competenti perché non c'è il video di quella roba, c'è l'audio perché siamo da soli, chiusi, per scale, in camerino, con gli autori. C'è quando saluto Katia Ricciarelli, quella è la "prova del nove", che usciva dai camerini degli ospiti vip».
«Non ho mai detto "spegni quel telefono" - ha aggiunto, senza nascondere l'amarezza - mi fidavo, pensavo di stare in mezzo a gente per bene, quasi tutti lo erano, qualcuno no, ma la pecora fucsia c'è sempre in mezzo al gregge. Io non mi devo vergognare perché io non spio dal buco della serratura, io non pugnalo alle spalle nessuno, potete continuare ad insultarmi come volete, io quando deciderò riapparirò libero più che mai rivendicando di aver fatto di tutto e di più, forse troppo, per "Affari tuoi"».
Flavio Insinna ha concluso il suo videomessaggio ricordando che «non mi troverete mai dove pensate voi, forse nel posto sbagliato, ma con tutta la mia coerenza e la mia onestà. Io vado via ma combatto fino in fondo, meno ipocrisia e più gentilezza e soprattutto più correttezza e più onestà. Lealtà, io sono sempre stato leale, quando ho dovuto dire qualcosa l'ho detto davanti a tutti, si poteva fare la stessa cosa con me».

«Inaccettabile che si offenda una persona sull'aspetto fisico». Sull'accaduto ha preso ufficialmente posizione Laurent Viérin, assessore regionale all'agricoltura e risorse naturali e vice presidente della Regione: «fa male assistere ad episodi del genere che non fanno onore a chi dovrebbe essere persona, prima ancora che professionista, del mondo dello spettacolo - ha commentato - è inaccettabile che un professionista della televisione pubblica, che dovrebbe avere anche atteggiamenti e sensibilità consoni al ruolo, abbia così offeso una concorrente per questioni attinenti all'aspetto fisico. Una concorrente che, tra l'altro, rappresentava in quel momento la Valle d'Aosta, che nei confronti del presentatore si è dimostrata ospitale in occasione della sua presenza a Courmayeur per il Capodanno "Rai". Un atteggiamento che esprime mancanza di sensibilità: doverose le scuse alla concorrente ef alla Valle d’Aosta. Alla concorrente esprimiamo quindi tutta la nostra solidarietà ed il disappunto per quanto accaduto».

«Al di là dei sorrisi di maniera e delle battutine, in quei programmi si è solo carne da audience». «Francamente non mi viene da dire quasi nulla su questa vicenda - ha scritto, su "Facebook", Jean-Pierre Guichardaz, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Valle - mi spiace per la signora che ha pure dovuto chiudere il suo profilo "Facebook" per non dover più rispondere alle centinaia di richieste di interviste post-scoop, ma mi fermo lì. Non credo che l'Insinna avesse scientemente progettato di insultare la Vallée "che lo aveva pure ospitato a Courmayeur per il Capodanno Rai" (parole del solerte vice!), non mi piacciono le registrazioni rubate e poi inviate a giornalisti della concorrenza per montare notizie che hanno ben altri scopi che di difendere vittime inconsapevoli (e soprattutto la regione di provenienza delle suddette), non mi interessano le trasmissioni dove si vince o si perde in base al "culo" (inteso nell'accezione più fortunata), non mi piacciono i paladini "titolati" che pur di avere qualche riga sul giornale o un tweet ritwittato usano il ruolo di riserva per giustificare l'indignazione della "Valle d'Aosta". Qui c'è poco da dire, se non che questo Insinna è un burino maleducato, che evidentemente non è cresciuto all'ombra di Don Bosco o in qualche collegio svizzero. La signora in questione spero abbia imparato che al di là dei sorrisi di maniera e delle battutine da contratto in quei programmi si è solo carne da audience, e non importa se si arriva dalla Vallée o dalla Basilicata. E l'Insinna forse avrà capito che prima di parlare "apertis verbis" davanti a qualcuno è bene controllare che non abbia telecamere accese o telefonini in impostazione "registratore". Direi che sulla materia delle "registrazioni rubate" potrebbe venire in Valle a prendersi un paio di lezioni da qualche collega del solerte vice presidente...».


Flavio Insinna si scusa con Rosaria Seracusa e ribatte a "Striscia la notizia" da 12vda su Vimeo.

 

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