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Dalla festa di Liberazione fino alla festa della Repubblica si può visitare ad Aosta l'esposizione "Montagnes résistantes", ultimo lavoro di César Dujany

redazione 12vda.it
Visitatori alla mostra  'Montagnes résistantes' durante l'inaugurazione

Si è inaugurata nel pomeriggio di mercoledì 24 aprile nella saletta "Hôtel de Etats" del Municipio di Aosta l'esposizione "Montagnes résistantes. Vallée d'Aoste et Haute Savoie", visitabile fino a domenica 2 giugno dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 14 alle 18, da martedì a domenica, con ingresso libero.

L'esposizione, realizzata insieme all'Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d'Aosta, è frutto del lavoro del duo denominato "Catlac", composto dal fotografo-pittore Thibault Nieudan e dalla poetessa Fabienne d'Oddaz. Il tema trattato è quello della Resistenza durante il conflitto del 1939-1945 e presenta una serie di fotografie d'epoca della Valle d'Aosta e della Haute Savoie, rielaborate con l'inserimento di elementi e di paesaggi attuali. In mostra è prevista la proiezione di una serie di acquarelli realizzati da Nieudan ispirati agli aspetti più dolorosi della guerra.

La mostra è corredata da una brochure che conterrà tra gli altri un testo del senatore César Dujany, recentemente scomparso, il quale, nel suo ruolo di presidente dell'Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d'Aosta, aveva voluto fortemente la realizzazione di quest'iniziativa. La presentazione era già stata scritta dal presidente dell'Istituto, la mostra concordata con l'Assessorato ai beni culturali ed i due discorsi compaiono entrambi nella brochure: «oggi è con sentimenti di speranza e di amarezza che presentiamo questo progetto - ha ricordato l'assessore Laurent Viérin - il senatore Dujany non è più fra noi, ma lo ringraziamo per questa iniziativa: ci sono fatti che non bisogna dimenticare e lo facciamo attraverso tutti coloro che non hanno perso la memoria ma hanno lavorato con intento non passeista. I testimoni sono sempre meno ma le testimonianze raccolte sono per tutta la comunità. Ringraziamo le "sociétés savantes" che hanno mantenuto la nostra cultura».

La direttrice dell'Istituto, Vilma Villot, ha aperto l'inaugurazione e portato anche i saluti del nuovo presidente François Stévenin assieme alla vice presidente Carla Pramotton, che ha citato il lavoro artistico di "Catlac" citando alcuni versi di una delle poesie: «Je reviens d'un orage / qui gronde encore et encore / n'avons.nous donc rien compris?».
«Ringrazio il Museo della Resistenza "Brigata Lys" da cui provengono gli oggetti esposti e che ho inserito nei quadri - ha spiegato Thibault Nieudan - rendere in acquerello alcune scene raccontate dai partigiani, i loro volti, i loro oggetti, può sembrare un modo leggero di rappresentare un momento tanto difficile della nostra storia, ma dobbiamo pensare alle nuove generazioni: le guerre sembrano così lontane, il rischio di negare e dimenticare diventa troppo forte».

Così, le "Chaussures de partisan" sembrano correre da sole sopra un laghetto montano, "L'indigne parade" sovrppone la visita di Benito Mussolini del 1939 a La Thuile alle rovine di Pont-Saint-Martin del 1944, il volto di Emile Chanoux dissipa le nubi e quelli della "176ème Brigade Garibaldi Antonio Gramsci" stanno su foglie ingiallite a forma di cuore.
Accanto ai quadri ci sono dispositivi e cuffie per ascoltare le testimonianze di alcuni partigiani, tra cui Clément Page che, presente all'inaugurazione ha ricordato: «ero giovanissimo, quindici anni, ma non mi definisco partigiano: facevo la staffetta».
 


«Si tratta di una concezione nuova e molto invitante del lavoro di memoria - ha scritto il senatore Dujany nell'introduzione alla mostra - che è destinata principalmente ai giovani, grazie al suo linguaggio forse più vicino alle loro abitudini comunicative. Gli artisti hanno lavorato con finezza e sensibilità sulla simbologia dei luoghi, sui visi e su alcuni dettagli, utilizzando anche registrazioni sonore di partigiani, le cui voci danno vita alle fotografie, mentre gli acquarelli ci mostrano gli aspetti più dolorosi della guerra. Due paesi delle Alpi occidentali. la Valle d'Aosta e l'Alta Savoia, le grandi montagne della catena delle Alpi e il massiccio del Monte Bianco, per lungo tempo uniti nel corso della storia: è lì che troviamo, in seguito alle dolorose vicende dovute al bellicismo del fascismo italiano e del nazismo tedesco, tutti gli aspetti della Resistenza, un'epoca difficile ma caratterizzata anche da un profondo spirito di solidarietà e di speranza».

«Vi ho preso parte - ricorda César Dujany - quest'anelito riuniva la determinazione assoluta nella lotta, la volontà di guardare solo al futuro, verso l'avvenire democratico e libero per il quale ci si batteva, la fraternità, la fiducia reciproca, la fierezza e, persino nei momenti più bui, anche la luce, i dolci sorrisi, le risate e una vera e propria gioia. In queste fotografie, in questi sonetti e in questi acquarelli, ritroviamo tutti questi elementi che ci invitano a riflettere. In questo modo i cittadini, giovani o meno giovani, possono entrare facilmente in questo percorso colorato della memoria, che rivisita simbolicamente i luoghi di oggi con i protagonisti dell'epoca».

«Quest'invito a incontrare l'Europa all'alba della sua rinascita, in uno dei molteplici luoghi del nostro continente in cui questa si realizza - ha concluso Dujany - prende dunque la forma di una delle rare mostre dedicate a due ambiti transfrontalieri che, da una certa data in poi, hanno conosciuto la stessa lotta, la stessa speranza e gli stessi lutti. E' dunque un omaggio, in una nuova forma e di un valore artistico eccezionale, che offriamo in questo modo alla Resistenza al di là delle frontiere e alla nostra Europa».

Qui la gallery fotografica dell'inaugurazione dell'esposizione "Montagnes résistantes. Vallée d'Aoste et Haute-Savoie":

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