Daria Pulz accusa Lorenzo Aiello di apologia del fascismo per una foto su "Facebook": «ci voleva Sherlock Holmes per scoprire che siamo fascisti» risponde il consigliere

redazione 12vda.it
Lorenzo Aiello e gli altri militanti aostani di 'Casapound' mentre fanno il saluto romano

Ha interrotto le sue vacanze romane con la figlia adolescente, proprio il giorno della Festa dell'unità nazionale, domenica 4 novembre, Daria Pulz, consigliera regionale di Impegno Civico, per denunciare pubblicamente, su "Facebook", un caso di apologia del fascismo ad Aosta, reato che è punibile con l'arresto dai 18 mesi ai quattro anni.

«Avranno mai aperto un libro di storia?». La Pulz, insegnante ex direttore dell'"Istituto valdostano della Resistenza", pubblicando una foto risalente al 2015, in occasione dell'apertura della sede aostana del movimento di estrema destra "Casapound", dove ci sono una ventina di persone che fanno il "saluto romano" (che prevede, tecnicamente, il braccio destro alzato di circa 135 gradi rispetto all'asse verticale del corpo con il palmo della mano rivolta verso il basso e le dita unite), ha commentato: «di questa foto, oltre alla sensazione di disfatta delle Istituzioni locali e della tanto esaltata Autonomia che non ha saputo sviluppare gli anticorpi, mi colpiscono i sorrisi, soprattutto quelli femminili: chissà se queste ragazze sono coscienti di inneggiare a uno dei regimi totalitari più maschilisti e sessisti della storia? Ridono forse perché sarebbero ridotte a fattrici (vacche) nate per mettere al mondo carne da macello? O, se ricche, per prestarsi a fare l'amante di turno del potente abituato a sciupare le femmine come tappetini? Avranno mai aperto un libro, magari di storia? Qualcuno avrà spiegato loro che nutrire il cervello è più utile che esercitare il braccio?».

«Ci voleva Sherlock Holmes per scoprire che siamo fascisti». «Cara Daria, condivido tutte le tue parole - ha solidarizzato Manuela Nasso, compagna di banco in Consiglio Valle, con il "Movimento Cinque Stelle" - ti sei dimenticata di dire che purtroppo uno di quei soggetti è nelle nostre istituzioni. E aggiungo, viva la libertà di espressione se nel rispetto della costituzione».
Il "soggetto" è Lorenzo Aiello, coordinatore aostano di "Casapound", candidato alla Camera alle elezioni politiche dello scorso 4 marzo, dove era risultato il meno votato in assoluto, con 1.205 preferenze, pari all'1,82 per cento, entrato in Consiglio comunale ad Aosta lo scorso luglio, dopo l'elezione in Consiglio regionale di Nicoletta Spelgatti, in quanto secondo escluso nella lista della Lega: «ci voleva Sherlock Holmes per trovare un foto che abbiamo postato noi e che "Facebook" ci ha cancellato, insieme alla vecchia pagina tra l'altro - ha risposto l'interessato - perché non rispettava gli standard della comunità, e sopratutto ci voleva Sherlock Holmes per scoprire che siamo fascisti. Bravi tutti».
La foto postata dalla Pulz è stata censurata dal "social network" ma poi è stata nuovamente resa visibile: «classico atteggiamento da codardi - ha evidenziato la Nasso - si saranno spaventati e vergognati di loro stessi e ti avranno segnalata. Forse speravamo un po' tutti che avessero la decenza di non vantarsi, ed invece. Povera nostra Valle d'Aosta, terra di partigiani».

«Se siete convinti del reato andate a denunciarmi in Procura». «La faccio più breve possibile perché questa storia sta diventando, oltre che ridicola, fastidiosa - ha ribattuto ancora Aiello - "CasaPound" rispetta le leggi esattamente come gli altri movimenti: raccoglie le firme per la presentazione delle liste, fa la campagna elettorale rispettandone i limiti, se prende i voti entra nelle Istituzioni e si muove in maniera istituzionale. Tra l'altro se si seguissero i Consigli comunali si noterebbe pure che ci sono consiglieri decisamente sopra le righe rispetto a me, quindi mi pare di svolgere il ruolo in maniera regolare e rispettosa delle regole. L'idea che avete del fascismo altro non è che il riflesso di come siete voi: violenti, sgraziati e spocchiosi con chi non è in linea con le vostre crisi isteriche. Per cosa mi si vorrebbe mandare in galera, perché faccio un saluto romano in un luogo privato? Suvvia siate seri, se si è convinti di ciò che dice ci si rechi in Procura invece di star qua a dar noia a me e parlare di guerre immaginarie ed incubi che per lo più sono vostri e della cricca che da due giorni commenta sotto 'sta foto».
«Sono dispiaciuto che qualcuno abbia dovuto passare la domenica a sfogliare le foto delle nostre vecchie pagine, dato che la foto è del 2015 - ha aggiunto, rivolgendosi direttamente alla Pulz - ma per dimostrare cosa poi? Che ci ispiriamo al fascismo? Accidenti, che intuito, che spirito investigativo! Ci sono giusto quelle duemila-tremila interviste in cui siamo noi a confermare questa cosa. Sulla questione delle donne, in "Casapound" fanno esattamente quello che fanno gli uomini dalle trasferte, alle attività, alle candidature, all'autotassazione e lo fanno sorridendo mentre a giudicare anche dalla cronaca recente da San Lorenzo a Parma che parla di stupri, ed un omicidio, in centri sociali di ispirazione antifascista, dalle vostre parti questo rispetto non sempre è di casa. Infine, è interessante come la nevrosi antifascista le faccia vedere i fascisti immaginari in Consiglio con tanto di reazione bacchettona e poi ci regala la lista di proscrizione della domenica. Facciamo così, vuole combatterci? Accetti un confronto pubblico, non la temo anche se è considerata una mente fine, decida lei sia il posto sia il tema è dimostrateci quanto vale ancora questo sbandierato "monopolio culturale della sinistra"».

Si preannuncia un confronto pubblico tra la Pulz ed Aiello. «A dire il vero la domenica l'ho passata a Roma a visitare mostre perché la mente va coltivata per essere fine - ha precisato Daria Pulz - ed i suoi gloriosi album di famiglia mi sono capitati fra le mani per caso durante una pausa caffè. Non mi appartengono le nevrosi bacchettone, ma la precisa responsabilità, da cittadina, di vegliare sulle derive a cui vorreste nuovamente portare questo smemorato Paese. Quanto alla sua sfida a duello, la accetterei a puntate: il primo appuntamento potrebbe essere venerdì 16 novembre alle ore 18 all'Hotel des Etats in piazza dove parleremo dei neofascismi a partire dal nuovo libro del professor Claudio Vercelli».
«Dubito seriamente che le sia capitata tra le mani, è una foto del 2015 caricata nuovamente nel 2016 - ha raccontato ancora Aiello, dimostrando quindi di conoscere bene la storia della pubblicazione dell'immagine in questione - quindi se non è lei, qualcun altro ha passato la domenica in questo modo. Io alla presentazione del libro ci vengo, perché non declino gli inviti, ma più che parlare di me e di noi, io parlerei di attualità: poi se pensate che parlare all'infinito di come ci vestiamo, di come ci salutiamo e dei tatuaggi può esservi d'aiuto... vengo a parlare di vestiti, saluti e tatuaggi».
In effetti, quando poi la pagina "Facebook" di "Casapound Aosta" è stata abbandonata a favore di quella di "Santa Pirateria", il circolo aostano che fa anche da sede del movimento, è stata pubblicata, in occasione dell'apertura, una foto simile: le persone raffigurate sono per lo più lo stesse, ma nessuno fa più il "saluto romano".

«Mai più atteggiamenti simili da chi siede in Municipio». La vicenda è stata denunciata da Francesco Rappazzo di "Potere al popolo", che ha scritto una "lettera aperta", inviata al sindaco di Aosta ed al presidente del Consiglio comunale chiedendo che «prendiate i dovuti provvedimenti affinché simili atteggiamenti da parte di chi siede in Municipio non si verifichino mai più».
«Il saluto romano è un gesto che inneggia a un concetto di violenza e di assolutismo - ha ricordato Rappazzo, che aveva sfidato Aiello proprio alle elezioni politiche, ottenendo quasi cinquecento voti in più, arrivando penultimo, con il 2,56 per cento delle preferenze - che può generare un pericolo per l'ordine pubblico e per i valori su cui si fonda la democrazia. Esiste ancora oggi una legge che lo condanna. Non si può quindi lasciare correre, girare la testa dall'altra parte e far finta di niente. Non può vincere l’indifferenza. Perché "ogni tempo ha il suo fascismo", diceva Primo Levi, ed a questo si arriva anche "diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava l'ordine ed in cui la sicurezza di pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato di molti"».

A Roma, da 14 anni, "Casapound" occupa abusivamente un edificio pubblico. Che "Casapound" abbia un trattamento preferenziale sul rispetto delle normative lo si evince anche dalla questione che riguarda la sede principale del movimento, a Roma, un edificio pubblico nel centro della Capitale, occupato abusivamente dal 27 dicembre 2003 senza che sia stato mai fatto un tentativo di sgombero e dove sono residenti diversi dirigenti e militanti, insieme ai loro familiari, e dove è abusiva anche la scritta in pietra con le utenze telefoniche e della corrente elettrica a carico dal Ministero dell'Istruzione.

ultimo aggiornamento: 
Mercoledì 7 Novembre '18, h.17.30