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Delibere e provvedimenti dirigenziali dell'Amministrazione regionale "scadono" dopo quindici giorni: «ce lo chiede l'Europa, altrimenti un milione di euro di multa» ha sottolineato Fosson in Consiglio Valle

Angelo Musumarra
La nuova limitazione nel sito web dell'Amministrazione regionale

"Testo non presente per decorrenza dei termini di pubblicazione normativamente previsti". E' quanto si legge, da qualche giorno, sugli elenchi delle delibere e del provvedimenti dirigenziali dell'Amministrazione regionale che, dallo scorso 29 gennaio, sono leggibili e scaricabili per soli quindici giorni, a differenza di quanto avveniva prima, quando i documenti della Pubblica amministrazione, che "raccontano" nel dettaglio come vengono spesi i fondi pubblici, erano liberamente consultabili senza limiti di tempo, così da permettere analisi approfondite, nel rispetto della trasparenza che dovrebbe caratterizzare l'attività politica ad ogni livello.

«Ora passiamo le giornate a disturbare i funzionari». «Nella scorsa Legislatura i miei colleghi di Mouv' sono dovuti arrivare al Consiglio di Stato per avere delle informazioni sulle società partecipate - ha evidenziato, in Consiglio Valle, nella mattinata di mercoledì 6 febbraio, Elso Gerandin di Mouv', che sulla questione ha presentato un'interpellanza condivisa dal collega di partito Roberto Cognetta e da Stefano Aggravi e Luca Distort della Lega - vorremmo evitare di fare la stessa fine per svolgere la normale attività ispettiva dei consiglieri per avere accesso a questa banca dati. Se noi andiamo sul sito della Regione Piemonte, ci sono ancora gli accessi liberi a tutti i cittadini, avevamo avuto delle rassicurazioni in merito ma ora, invece di scaricare autonomamente le delibere abbiamo passato le giornate a riconcorrere il funzionario, chiedendo "per favore" di avere la documentazione necessaria».

«Costretti da un Regolamento europeo, rischiavamo un milione di euro di multa». «Capisco la difficoltà di fare il lavoro ispettivo, noi siamo più rigidi di altre regioni - ha risposto il presidente della Regione, Antonio Fosson - ma è opportuno ricordare, in primo luogo, che la modificazione della modalità di pubblicazione degli atti della Regione è conseguente alla quella della normativa in materia, approvata da questo Consiglio con la legge regionale numero 12 del 2018, la "finanziaria regionale", approvata il 24 dicembre scorso, che riprendeva l'Omnibus dell'ottobre 2018. Queste modificazioni non sono state fatte per ledere i diritti dei consiglieri regionali nell'espletamento del loro mandato ma, al contrario, per assicurare il pieno rispetto del diritto di ogni cittadino alla protezione dei dati personali contenuti negli atti amministrativi. Derivano infatti dall'obbligo di conformare la normativa regionale alla disciplina sulla protezione dei dati personali e in particolare al Regolamento europeo numero 679 del 2016. Ricordo, al riguardo, che la violazione delle stringenti regole in materia comporta sanzioni il cui importo minimo è di un milione di euro. A seguito di questo la Regione Val d'Aosta ha scritto questo articolo di legge».

«Atti sempre consultabili con il diritto di accesso civico». «Pertanto le deliberazioni della Giunta ed i provvedimenti dirigenziali sono adesso pubblicati integralmente per quindici giorni - ha confermato Fosson - mentre dal sedicesimo giorno in poi la pubblicità degli atti è limitata ai soli dati essenziali, ovvero numero, data ed oggetto. Il testo integrale degli atti, ovviamente, può sempre essere consultato da chi ne ha interesse avvalendosi dello strumento del diritto di accesso civico. Non è possibile ripristinare le precedenti modalità di pubblicazione degli atti, in quanto si rischierebbe di violare la normativa sulla protezione dei dati personali».
Eppure i dati personali, quelli cosiddetti "sensibili", erano già protetti, visto che da sempre le delibere e provvedimenti dirigenziali riguardanti questioni sanitarie e sociali non erano disponibili, così come gli atti relativi a situazioni e scelte professionali. Da anni, per non meglio precisati «problemi tecnici» la pubblicazione delle delibere della Giunta regionale è sempre in ritardo di almeno tre giorni rispetto a quando vengono approvate e diventano legalmente valide, mentre i provvedimenti dirigenziali vengono pubblicati dal giorno successivo a quello della messa in opera e, dopo le ore 19, non sono più consultabili fino al giorno successivo.

«Ognuno si dovrà assumere la responsabilità nel consultare gli atti». La politica quindi trovato un'ottima scusa per "nascondere" il proprio operato, quello più "scomodo", relativo alla spesa pubblica: il limite dei quindici giorni rende impossibile qualunque analisi "storica" che, unito alle complicate modalità di ricerca sul sito della "Centrale unica di committenza - Cuc", che dovrebbero invece rendere facilmente reperibili procedure ed esiti sia degli appalti pubblici che delle assegnazioni dirette, va in diretto contrasto con quella che dovrebbe essere un'azione di trasparenza.
Invece, in una logica di controllo, sempre più simile a quella disegnata da George Orwell nel "Grande Fratello", l'accesso "libero" agli atti sarà consentito ai soli utenti registrati: «il 29 gennaio la società "In.Va." ha fornito una prima soluzione, per una spesa preventiva di 3.400 euro - ha aggiunto il presidente della Regione - creando nella "Intranet" dell'Amministrazione regionale un accesso alle banche dati delle deliberazioni e dei provvedimenti dirigenziali per i dipendenti dell'Amministrazione regionale, utilizzabile mediante le credenziali di accesso alla rete regionale, in modo che ognuno si assuma la responsabilità nel consultare atti con dati personali, usando "username" e "password", procedura che risulta in ogni modo necessaria per garantire la protezione dei dati personali contenuti negli atti amministrativi. Questa esigenza è corretta e giusta. Credo a questo punto che sia possibile per i rispettivi servizi tecnologici dell'Amministrazione e del Consiglio regionale definire una modalità per cui anche i Consiglieri regionali possano "abilitarsi" per l'accesso a queste banche dati. Capisco che questa nuova norma provochi disagi, bisogna attivarsi per risolverla in tempo breve».

«Non ci sono stati dati dei tempi certi, creiamo disagi agli uffici». «Noi tutti i consiglieri abbiamo "Intranet" ed vi accediamo con la password - ha ribattuto Gerandin - ma non ci sono stati dati dei tempi certi, ed ora creiamo dei disagi agli uffici. E' stato complicato l'accesso alla banca dati, io voglio una data entro cui noi consiglieri avremo l'accesso».
In tutta questa discussione, ovviamente, non sono stati citati i giornalisti, coloro i quali, nel rispetto della legge e della deontologia professionale, dovrebbero avere un accesso prioritario agli atti della Pubblica amministrazione che, invece, ora, non sono considerati degni di conoscere i dettagli degli atti della Regione e saranno quindi costretti ad elemosinare delibere e provvedimenti dirigenziali da dipendenti o amministratori regionali compiacenti, con tutti i rischi del caso.

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