Due anni di lavori per il "Liceo scientifico" di Aosta, che spargerà i propri quattrocento studenti tra il convitto "Chabod" ed il "Manzetti", dove i docenti si lamentano

redazione 12vda.it
L'ingresso del Liceo scientifico 'Bérard' di Aosta

Sulle prime i genitori si sono allarmati, quando si è diffusa la notizia che "il Liceo scientifico Bérard chiude", ma si tratta solo dei già previsti lavori nella sede storica di avenue Conseil des Commis: «erano già segnalati come "urgenti" sia i lavori al Liceo scientifico che quelli al "Regina Maria Adelaide" - spiega la preside dello "Scientifico" e del "Convitto Federico Chabod", Bice Foderà - poi si è data precedenza al Liceo delle scienze umane: l'edificio di via Torino aveva gravi problemi strutturali e si sono spostati nella scuola polmone di via Chambéry appena l'Itpr "Gex" ha potuto rientrare nella propria sede. Non è stato possibile, come invece si era pensato, di cominciare i lavori del Liceo scientifico dal seminterrato, con noi dentro, non sarebbe stato prudente».

Tredici mesi di lavori per il Liceo scientifico di Aosta. I lavori sarebbero dovuti iniziare già nell'estate 2017, con una previsione di tredici mesi, ma i tempi si sono allungati ed il bando di gara ha potuto essere pubblicato sulla "Gazzetta ufficiale" solo nello scorso mese di  dicembre: «ora, ci dicono dalla Sovrintendenza, ci aspettano due anni se non tre di lavori - continua la Foderà, che a settembre cederà la dirigenza del "Bérard" a Barbara Buscaglione, che manterrà la reggenza del plesso "Comunità Montana Walser - Mont Rose B" di Pont Saint Martin - sposteremo classi ed uffici secondo le disponibilità e il numero degli studenti: le classi vanno da diciotto a ventinove alunni e cercheremo gli spazi adatti ad ospitarli».

I quattrocento studenti tra il "Manzetti" ed il convitto. Si sposteranno quindi i circa quattrocento studenti dello "Scientifico", mentre i trecento del "Linguistico" resteranno nell'attuale sezione dell'isolato che dà su via Crétier. Le nuove classi saranno individuate negli spazi del vicino Istituto "Manzetti", che è già stato chiamato lo scorso anno scolastico a gestire diversamente le sue aule, appoggiando alcune classi dell'indirizzo "Afm" alla struttura destinata ai geometri, per fare spazio alle classi del "Maria Adelaide" che non potevano essere ospitate in via Chambery: «come convitto - sottolinea Bice Foderà - ho ottenuto la piena disponibilità da parte degli educatori. Cederemo come classi le aule che vengono già utilizzate al pomeriggio per lo studio. Anche senza essere costretti, siamo tutti strutture pubbliche e penso in modo positivo, cercando la collaborazione, che è sempre buona cosa. Bisognerà gestirsi nell'uso degli spazi, ma confido che da questa convivenza possano nascere nuove collaborazioni. Dopo tutto,gli altri trenta convitti italiani hanno una scuola interna, di base o superiore, quindi non ci sarà problema neanche per noi».

"La Sovrintendenza sembra voglia penalizzare il Manzetti". La questione non piace ai docenti del "Manzetti" che, in una nota lamentano "la baraonda delle classi e delle sedi delle Istituzioni scolastiche di istruzione superiore presenti nella città di Aosta". Il Collegio docenti del "Manzetti" che si è riunito in seduta straordinaria lunedì 11 giugno, ha "espresso contrarietà alla proposta della Sovrintendenza che, ancora una volta, sembra nelle proprie decisioni penalizzare il "Manzetti" che, per accogliere le classi del "Bérard", dovrà rinunciare a spazi originariamente destinati ad attività a supporto dei ventitré studenti con disabilità iscritti quest'anno che necessitano, in qualche caso, di spazi dedicati, o comunque, quando non in classe, di momenti individualizzati con i docenti di sostegno e con gli educatori".

"Studenti che vengono delocalizzati senza facilitazioni". "Già lo scorso anno il "Manzetti", per accogliere le classi dell'Istituto "Regina Maria Adelaide", ha dovuto fare a meno del laboratorio di elettronica - ricordano i docenti - e solo grazie ad un'accurata organizzazione dell'orario è riuscito a non penalizzare le attività di laboratorio previste dall'ordinamento. Ricordiamo che il "Manzetti" ospita da sempre, in via Festaz, il corso di “ragioneria”, e che qui avrebbe spazi sufficienti per ospitare gli alunni iscritti agli indirizzi "afm" ed "it", sede in cui le famiglie degli studenti iscritti si aspettano che gli studenti frequentino l'indirizzo da loro scelto e che invece si trovano, ancora una volta, delocalizzati, lontano dalle stazioni dei treni e degli autobus di cui molti studenti pendolari si servono non fruendo nemmeno della gratuità della navetta, come invece gli studenti del "Maria Adelaide", e dal convitto, dove, durante la pausa pranzo, devono "correre" per riuscire a mangiare. Chiediamo che sia fatta, da parte della Sovrintendenza, un'accurata ricognizione degli spazi di tutte le scuole e una proiezione del numero di alunni, dati indispensabili per effettuare una seria programmazione delle sedi delle scuole, comunali e regionali, coinvolte negli spostamenti di questa sorta di domino scolastico aostano".

ultimo aggiornamento: 
Martedì 3 Luglio '18, h.18.00