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La "Foire de Saint-Ours" 2017 conferma numeri e luoghi, auspicando un grande afflusso di visitatori nonostante il calendario sfavorevole

Angelo Musumarra
Raimondo Donzel osserva i ciondoli della 'Foire' 2017

Saranno 1.178 gli artigiani che parteciperanno, i prossimi lunedì 30 e martedì 31 gennaio, alle 1017esima edizione della "Foire de Saint-Ours": di questi 1.090 saranno presenti sul percorso nel centro storico di Aosta (916 del settore tradizionale, 131 che realizzano opere "non tradizionali", 28 scuole e corsi di artigianato e 15 del settore equiparato), mentre 88 sono i professionisti che vengono ospitati nell'atelier di piazza Chanoux. Come di consueto in piazza Plouves sarà installata la tensostruttura che ospiterà il "padiglione enogastronomico" dove saranno presenti 77 aziende valdostane.

«Per un valdostano è un onore parlare della "Foire"». «E' un privilegio, per un valdostano che ama la "Foire", poterla presentare, è un onore, non un lavoro - spiega Raimondo Donzel, assessore regionale alle attività produttive - è un evento che è estremamente importante e merita sempre una grandissima attenzione, simbolo dell'identità culturale di un popolo, dove rappresentiamo cosa vuol dire essere valdostani. Le radici della "Foire" sono antichissime e nonostante le difficoltà economiche dell'Amministrazione regionale, che nel 2017 stanno per essere superate, abbiamo cercato di mantenere sempre più i corsi di scultura, anche sottolineando i nostri aspetti culturali, innovando l'organizzazione delle "botteghe scuola" affiancandole agli artigiani. Mi ha molto sorpreso la fiera di Antey (dedicata alle scuole di artigianato, n.d.r.) dove si vede cosa si è costruito negli anni».

«La "Foire" si sviluppa intorno alle "Porte Pretoriane"». «I numeri sono sostanzialmente quelli degli anni passati - continua Donzel - anche se quest'anno, alcuni hobbisti hanno dei problemi ad essere presenti, visto che la "Foire" cade di lunedì e martedì, ma avremo modo di apprezzare delle interessanti anteprime alla fiera di Donnas (l'omonimo appuntamento in bassa Valle, previsto domenica 15 gennaio, n.d.r.). Tra le novità abbiamo scelto di tornare ad organizzare un concerto di chiusura della "Foire" (intitolato "Lo bouque son-e", alle ore 21 di martedì 31 gennaio, al cinema ex "Splendor", n.d.r.), oltre alla tradizionale "Veillà", perché sono convinto che la musica popolare sia il veicolo migliore per riconnettere i giovani a questo mondo. Ribadisco che al centro della "Foire" ci devono essere gli artigiani, che permettono di far crescere le attività commerciali e turistiche, che quest'anno potranno "allungare" il weekend. Bisogna mantenere la fiera attorno alle "porte pretoriane" ed anche se siamo arrivati alla saturazione del "padiglione enogastronomico" quella non propriamente è la "Foire", molti sono gli eventi collaterali, quest'anno ci saranno anche i "losisti", ma non sarà la "fiera dell'edilizia"».

«Pronti per ospitare il massimo dei visitatori». Il percorso e la distribuzione degli artigiani, così come l'organizzazione dei parcheggi, è uguale a quella dello scorso anno, ai visitatori verranno consegnati due depliant, oltre a quello canonico della "Foire" uno "di servizio", con le indicazioni dei parcheggi, delle navette e per la sicurezza: «non ci sono grandi scostamenti - sottolinea Tamara Cappellari, dirigente del Servizio attività promozionali dell'Assessorato, che organizza, logisticamente, la "Foire" - abbiamo voluto distinguere, nell'abbigliamento tradizionale, le lavorazioni in pelle e cuoio, che si sono caratterizzate sempre di più. Noi ci siamo preparati per accogliere il massimo dei visitatori possibili, ci sono molti tour organizzati ed il turismo sta cambiando, anche sotto l'aspetto della sicurezza».

Si entra nella "foire" anche da via Martinet. Quest'anno il ciondolo, tradizionale simbolo della "Foire", rappresenta una tradizionale maschera valdostana. Oltre alle due "entrate" in piazza Arco d'Augusto ed in piazza della Repubblica, è stata organizzato un ulteriore accesso da via Martinet, nelle vicinanza dell'ospedale regionale a causa della previsione di cantieri in piazza Roncas: «alla fine non ci saranno lavori durante la "Foire" - sottolinea l'assessore Donzel - ma pensiamo che un terzo accesso possa essere utile per tutti».

«Il successo della "Foire" si misura con i sorrisi degli artigiani». Complessivamente la "Foire" costa 450mila euro: «la parte da gigante la fanno i padiglioni - precisa la Cappellari - e per la prima volta abbiamo organizzato un appalto che può essere ripetuto per due anni, così da sgravare gli uffici e risparmiare qualcosa in termini economici». Non cambia invece la tecnologia per il conteggio dei "passaggi" che negli scorsi anni aveva dato risultati considerati eccessivi: «ma noi non ci siamo mai fatti vanto del numero dei passaggi - conclude Raimondo Donzel - ci interessa la qualità e la partecipazione alla "Foire", la tecnologia è molto performante ma non permette di discernere passaggi e persone, ed è installata per ragioni di sicurezza. Non è con i numeri che si misura il successo della "Foire", ma con gli artigiani sorridenti che sono riusciti a piazzare quacosa».

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