Oltre 152mila "passaggi" nei due giorni alla 1018esima "Foire de Saint-Ours": percepita una maggiore qualità dalle giurie che hanno assegnato i premi

redazione 12vda.it
Una delle telecamere che conta i 'passaggi' ed un banco con i tipici fiori di legno

La "Foire de Saint-Ours" , che si è tenuta in un'Aosta blindata ed inaccessibile nelle giornate di martedì 30 e mercoledì 31 gennaio, può piacere oppure no, ma resta una festa e, cadendo per vocazione in mezzo al carnevale, una "zona franca", ha spiegato lo storico Joseph-Gabriel Rivolin, in cui scambiare o vendere oggetti di tradizione.
I premi fanno sempre piacere, ma sembra che non tutti vi aspirino: prima di tutto viene la festa, l'oggetto curioso su cui scherzare con gli amici di passaggio. Anzi, se il nome e il numero del banco vanno esposti per regolamento, con tanto di controlli di prima mattina, c'è chi non li ritiene così importanti. Il cartello non si legge molto, ma le opere sono firmate. Parliamo degli espositori più blasonati, i più intervistati e quelli che un premio lo portano a casa. Invece, gli altri, i semplici amanti della "Foire", si affidano al passaparola, alla foto sui "social" ed alla risata in compagnia degli amici di passaggio.

Numerose sfaccettature dell'artigianato valdostano, su cui in diversi ne approfittano. Definire «belle» o «brutte» le opere non è immediato, malgrado le regole dettate dagli esperti: ci sono sculture con volti "scavati con l'accetta", però sono realizzate a mano e ricordano certa arte sacra antica dei villaggi valdostani. C'è l'immensamente piccolo dei mini tatà dell'aostano Claudio Marconcini ed il tutto tondo a grandezza naturale di Roberta Bechis di Montjovet oltre alle attese realizzazioni di Giangiuseppe Barmasse, da Valtournenche.
Si moltiplicano le imitazioni, foglie, mattoni, scarponi, ma, come dice Massimo Clos, scultore di Aosta: «copia pure, l'idea originale e l'uso del materiale restano miei». C'è chi punta sulla quantità, di taglieri, cucchiai animaletti e galletti, e chi sull'originalità di pochi pezzi. Ora che a contare i passaggi provvedono le telecamere ai varchi e finisce la corsa al rialzo, che la viabilità pedonale è a senso unico fin dall'apertura e ci sono aree semi vuote, non si sa quanto intenzionalmente, si riprende fiato, si guarda con più tranquillità e magari due parole in più con gli espositori possono scappare.
Tutti meritano di essere citati, se non altro per la pazienza di aver portato un po' di sé nella baraonda ordinata della "Foire". Come sempre, ci sono gli artigiani che vendono tutto subito e quelli che non vendono nulla, i passaggi migliori e quelli meno fruttuosi, i visitatori che "ingenuamente" finiscono nei cortili privati e quelli che portano via un souvenir non autorizzato, le crotte che ospitano ed i locali che moltiplicano i prezzi, senza pensare che gli avventori potrebbero tornare anche il giorno dopo e notare la differenza.

Sette artigiani hanno celebrato le "nozze d'oro" con la "Foire". A ricevere il "Premio Amédée Berthod" è stato Vincent Gerbore di Gressan, per "l'esecuzione particolarmente curata dei collari in cuoio - si legge nella motivazione - il decoro armonico è elaborato con un'attenta analisi delle diverse colorazioni, delle proporzioni nel rispetto dei canoni della tradizione".
Cesarino Bonin di Arnad ha invece vinto il premio dell'Assessorato regionale all'agricoltura e risorse naturali "per aver mantenuto e valorizzato le tecniche artigianali tradizionali nelle fabbricazione di oggetti agricoli" mentre per le "Nozze d'oro con la Foire", sono stati premiati Franco Armand di Saint-Christophe, Patrizio Berthet di Saint-Nicolas, Roger Brunodet di Valtournenche, Vittorio Cuignon di Saint-Marcel, Lorenzo Distort di Aosta, Leandro Favre di Ayas e Franco Marino Pellissier di Aymavilles, che hanno tutti partecipato almeno per cinquant'anni.
A Franco Blanc, artigiano tornitore di Saint-Marcel, è andato il "Premio Robert Berton", assegnato al decano degli espositori non premiato negli ultimi cinque anni, da parte dell'Assessorato regionale alle attività produttive, che organizza la "Foire", mentre a Romano Hugonin di Verrayes è stato consegnato il "Premio Pierre Vietti", attribuito dal "Comité des traditions valdôtaines" per lo studio e la ricerca storica, "per aver presentato un oggetto semplice nella sua realizzazione ma carico di significati profondi per tutti i valdostani. Inoltre, ha accompagnato la sua opera con uno scritto che ha anche valorizzato il lavoro negli alpeggi, i ricordi personali e la storia di tutta la Valle d'Aosta, offrendo così una testimonianza importante della civilisation valdôtaine".
Il "Comité" ha anche segnalato la buona qualità, in generale, dei pezzi esposti ed ha segnalato, con una menzione, il lavoro di Alessandra Zucco di Verrès, "per la qualità dell'esecuzione della composizione, che rappresenta, con uno stile moderno e molto attuale, un momento tradizionale della vita valdostana, come la désarpa" e di Cristian Nicco di Gignod "per aver rappresentato una composizione originale del fenomeno dell'emigrazione valdostana a Parigi".

Premiato il Sant'Orso "simpatico" di Alessandro Fontana. Allo scultore Giorgio Diémoz di Allein è andato il "Premio Domenico Orsi", sul tema "il dono", assegnato dalla "Fondazione comunitaria" all'opera "Lo don di rabeilleur" che "ha rappresentato l'espressione del dono attraverso la raffigurazione dell'ancien remède valdotèn du rabeilleur messo generosamente a disposizione dalla comunità". Anche in questo caso sono state assegnate due menzioni: la prima a Mauro Savin di Challand-Saint-Victor con l'opera "Campanaccio in ferro completo di collare in cuoio", perché "ha riconosciuto la capacità di armonizzare la nota emessa dalla campana al messaggio divino del dono e del sacrificio" ed a Cristian Gallego Selles di Fénis con l'opera "La vita", un bassorilievo in noce vecchio, colorato, "in quanto la sua opera illustra magistralmente come l'arte diventa un dono che permette di elaborare la sofferenza trasformandola in una forte speranza di vita".
Ad Alessandro Fontana di Saint-Nicolas è andato il "Premio amici di Don Garino", deciso dalla giuria composta da Lina Cignitti, Renzo Besanzini ed Ivano Reboulaz, per una scultura di Sant'Orso "originale e simpatica, che dà un senso di buonumore, e dove l'intesa tra l'uccellino ed il Santo suggerisce una felice relazione con la natura". Una menzione particolare è andata a Bobo Pernettaz di Aosta, per un Sant'Antonio costruito come un mosaico, a Giorgio Chéraz di Donnas, per un altro Sant'Antonio a tutto tondo, ed a Flavio Thédy di Verrès per una sacra famiglia stilizzata in una croce.

Ivan Dussailler di Allein giudicato come l'artigiano più promettente. Il "Premio Carlo Jans", assegnato "al più promettente allievo iscritto ai corsi regionali per l'apprendimento delle tecniche di lavorazione artigianali", è assegnato ad Ivan Dussailler di Allein per "aver dimostrato una buona esecuzione nella realizzazione dei suoi oggetti con la tecnica dell'intreccio tradizionale valdostano, alternando materiali diversi quali salice e vitalba, sapendo così rispettare la funzione d'uso e le forme corrette della nostra tradizione".
L'Assessorato alle attività produttive ha poi assegnato il premio per il miglior allestimento del banco espositivo della "Foire" a Demis Dandres di Fénis per averlo "allestito con creatività e fantasia. Gli elementi decorativi sono in armonia e valorizzano le opere esposte. La struttura del banco pur nella sua semplicità testimonia originalità e un attento studio dei dettagli".
Il "Premio città di Aosta - Franco Balan" è andato all'aostano Francesco Di Vito per l'opera "Il pannello dei galletti" per "l'originalità e la creatività nell'interpretare un soggetto che è tradizione della "Fiera di Sant'Orso" - recita la motivazione - un gioco di galletti su tavola in legno. L'opera rientra nello spirito ironico di Franco Balan: il caos e l'ordine, l'energia nel movimento è un messaggio immediato che si distingue nella memoria di ogni visitatore fra mille altre immagini".
Il "Premio Donna Fidapa", assegnato dalla sezione valdostana della "Federazione italiana donne arti professioni affari" è stato attribuito ad Ornella Cretaz di Pont-Saint-Martin, per "aver valorizzato la creatività femminile con un'opera innovativa e originale nel rispetto della tradizione".

Dichiarati dall'organizzazione più di 152mila "passaggi" nei due giorni. Per quanto riguarda le presenze alla "Foire", i dati comunicati dall'organizzazione evidenziano, nei due giorni, 152.287 "passaggi" (che non vanno confusi con i "visitatori", in quanto la singola persona potrebbe essere conteggiata più volte elettronicamente, dalle telecamere presenti sul percorso): nello specifico l'Assessorato regionale alle attività produttive ha dichiarato 66.233 passaggi alle ore 17 di martedì 30 gennaio e 61.380 allo stesso orario di mercoledì 31, che sommati danno un valore di 127.613 passaggi, differenza che evidenzia che nelle ultime ore della "Foire" si sarebbero conteggiati altri 25mila passaggi.
Per quanto riguarda i parcheggi, nel momento "di massimo riempimento", l'organizzazione ha comunicato la presenza 2.156 vetture, 86 autobus e 33 camper il 30 gennaio, mentre mercoledì 31 i numeri sono calati a 1.576 vetture, 84 autobus e 26 camper.
Oltre mille persone, tra operatori delle Forze dell'ordine e degli enti di soccorso regionali, sono stati impegnate, nei due giorni, per le attività di sicurezza: complessivamente gli interventi tecnici e sanitari sono stati più di duemila.
Per la Questura di Aosta i visitatori sono stati 127mila con la "Foire" che si è svolta "senza significative turbative dell’ordine e della sicurezza pubblica". Gli interventi delle Forze dell'ordine sono stati 266 interventi, con undici segnalazioni per persone smarrite, tra cui dieci di giovane età ed una persona anziana con problemi cognitivi, tutti ritrovati mentre sono state ricevute nove denunce di borseggi o furti. La "Foire" ha visto l'impegno di tutte le forze di polizia della Regione al quale si è aggiunto personale specializzato dei reparti speciali del Piemonte, per un totale di circa 250 persone.



Il giro alla "Foire" a puntate:

ultimo aggiornamento: 
Giovedì 1 Febbraio '18, h.10.25

Commenta..

Scrivi qui sopra il tuo commento alla notizia.

CAPTCHA
Questa domanda serve a verificare che il commento non venga inviato da procedure automatizzate
CAPTCHA con immagine

Inserire i caratteri mostrati nell'immagine.

12vda.tv per #Regionali2018

1. Pour Notre Vallée - Area Civica - Stella Alpina


2. Centro Destra VdA


3. Partito Democratico


4. Impegno Civico


5. Union Valdôtaine Progressiste


6. Alpe


7. Lega VdA


8. Union Valdôtaine


9. Mouv'


10. Movimento Cinque Stelle


Tutti i video su 12vda.tv