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Anche chi è passato a miglior vita deve pagare le tasse: rifiutata la dichiarazione dei redditi di un 78enne di Villeneuve, deceduto nel 2013

Angelo Musumarra
Il controllo del software 'Sogei' che rifiuta la dichiarazione dei redditi

Anche i contribuenti deceduti devono pagare le tasse, a maggior ragione quando si tratta dell'acconto sulla "cedolare secca", l'imposta sugli affitti, introdotta da da tre anni. Un professionista aostano, si è visto infatti respingere la dichiarazione dei redditi di un anziano residente di Villeneuve, scomparso all'età di 78 anni, nell'aprile 2013 "per non rispondenza" dei dati, in quanto, sul software del Ministero dell'economia, si chiedeva il pagamento di 284 euro di tasse: «il controllo che il software "Sogei" produce prima di poter inviare una dichiarazione dei redditi in via telematica, che è ormai l'unica via possibile - spiega il commercialista a 12vda - ci indica "dichiarazione scartata" ma, lo stesso software, impedisce, giustamente, di inserire ogni tipologia di acconto, perché per legge le persone decedute sono esonerate all'istante dal versamento di qualsiasi acconto, anche per l'anno nel quale si verifica il decesso, quando ci sarebbero imposte da pagare, tanto più se relativo addirittura all'anno successivo».
L'assurdità dell'errore informatico assume un aspetto paradossale, visto che, nella dichiarazione dei redditi compare sia la data del decesso, sia il fatto che quel contribuente è deceduto. Nel 2014, anno in cui si presentano le dichiarazioni dei redditi del 2013, per la prima volta, nel "Modello unico", si indicano anche gli acconti relativi all'anno successivo: se sull'Irpef, l'imposta sul reddito delle persone fisiche è stato fatto un ragionamento corretto, è palese, invece, l'errore sulla "cedolare secca".
La "Sogei - Società generale d'informatica SpA" è una partecipata, al cento per cento, dal Ministero dell'economia e delle finanze, che ha progettato e realizzato il "Sistema informativo della fiscalità", che presenta, evidentemente alcuni gravi errori di programmazione: «forse questa funzione rientra nella politica di semplificazione del Governo - ironizza il commercialista - noi ogni anno combattiamo con qualche decina di assurdità simili, causate da superficialità tecniche che interessano solo gli specialisti, ma che ci fanno buttare via ore e ore di lavoro inutilmente. Se non correggono il software, come spesso fanno negli ultimi giorni o ore prima della scadenza, saremo costretto a forzare l'invio, facendo un chiaro errore, come se scrivessimo sulla dichiarazione 2+5=25. Mi piacerebbe poi ricevere il relativo avviso di di pagamento...».

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