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Anche l'agenzia "Moody" conferma l'affidabilità finanziaria della Valle d'Aosta superiore a quella dell'Italia, fissando il rating a "Baa1"

redazione 12vda
Ego Perron, assessore regionale al bilancio e finanze

L'agenzia di rating "Moody's public sector Europe - Mpse", ha assegnato, venerdì 6 maggio, alla Valle d'Aosta, il valore "Baa1" alla Valle d'Aosta sul lungo termine, livello più alto tra quelli che indicano un grado d'investimento di "media qualità, con qualche elemento speculativo e con rischio d'insolvenza medio" stabilendo, per il breve termine, un valore "Prime-2", che evidenzia le "buone capacità di far fronte agli impegni di breve periodo".
Secondo l'agenzia di rating, il valore "Baa1" permette, "grazie all'Autonomia di lunga data, un livello alto di autonomia finanziaria e la flessibilità del bilancio" ma anche "finanze complessivamente solide e debiti bassi grazie alla gestione prudente", oltre ad "una piccola ma ricca economia rispetto agli standard europei".

"Moody" è subentrata, lo scorso dicembre, ai londinesi di "Fitch" per il servizio di valutazione dell'affidabilità finanziaria, per un appalto da 88mila euro nel triennio 2016-2018: nel settembre 2015 la precedente agenzia aveva assegnato alla Valle d'Aosta il livello "A" nel lungo termine ("buone capacità di rispettare gli obblighi finanziari, ma in qualche modo maggiormente suscettibili ai cambiamenti delle circostanze e delle condizioni economiche, rispetto agli obbligati con un rating migliore") ed "F1" nel breve ("migliore qualità, ottime capacità di far fronte agli obblighi assunti"), con l'outlook "stabile" per le prospettive finanziarie future.

Così come nello scorso anno, "Moody" ha confermato il fatto che Valle d'Aosta mantiene un rating superiore a quello dello Stato italiano, che si ferma al livello "Baa2" con prospettive "stabili", situazione considerata "rara" nel panorama degli Stati monitorati dall'agenzia: "lo status autonomo della Regione permette di mantenere tutte le entrate fiscali generate e raccolte nel suo territorio - evidenzia il report sulla Valle d'Aosta - anche se questo crea una forte correlazione con l'economia locale, concede alla Regione anche una maggiore flessibilità di bilancio rispetto alle Regioni italiane ordinarie. Questa ulteriore flessibilità è in parte compensata da limiti di spesa annuali concordati dall'Amministrazione regionale con il Ministero delle finanze come parte degli sforzi per il risanamento del bilancio nazionale italiano. Il Governo valdostano ha sempre mantenuto un dialogo positivo con il Governo italiano, contribuendo così al programma di consolidamento nazionale. In effetti, gli sforzi di risanamento del bilancio della Regione Valle d'Aosta hanno visto drasticamente ridotti gli investimenti dal 2011 al 2015. Anche se altamente improbabile visto il quadro costituzionale, qualsiasi alterazione dell'Autonomia della Regione potrebbe indurre un cambiamento negativo del rating. Il programma di risanamento del bilancio della Regione è quindi "gestibile" e la Valle d'Aosta potrà mantenere solide le proprie finanze ed i suoi tradizionali elevati standard di servizi".

Lo studio dell'agenzia di New York evidenzia anche che "negli anni dal 2011 al 2015 la Valle d'Aosta ha raggiunto un solido margine operativo medio del 14,3 per cento dei ricavi, che potrà essere mantenuto nei prossimi due anni - si legge ancora - la Regione ha mantenuto un equilibrio operativo lordo più alto rispetto alle altre, nonostante l'abolizione nazionale dei dazi da importazione ed una riduzione delle accise sulla birra e sull'energia. Grazie ad un'efficiente "spending review", la Valle d'Aosta è riuscita a far combaciare le spese ai ricavi disponibili senza ricorrere alla strumenti di flessibilità fiscale, in quanto potrebbe decidere di aumentare le imposte sul reddito, sulle società ed il fatturato per le concessioni per l'energia idroelettrica. Tutti i servizi regionali, ed in particolare l'assistenza sanitaria sono in equilibrio grazie alle risorse messe a disposizione dalla Regione e con politiche di spesa molto prudenti. Il debito diretto ed indiretto netto della Valle d'Aosta è relativamente "stabile" e nel complesso moderato, rispetto alle altre Regioni, fissandosi al 26,4 per cento dei ricavi operativi ​​medi tra gli anni 2011 e 2015. Dal 2013, la gestione è in mano alla "Finaosta SpA" (che non è stata valutata) un istituto finanziario di di proprietà della Regione, che opera come una "holding" per le società controllate dall'Amministrazione pubblica. La prospettiva per il 2016 per "Finaosta" è un crescita marginale del debito diretto ed indiretto netto che lo porterà al 28,4 per cento di tutti i ricavi operativi".

"Moody" ha anche valutato che la Valle d'Aosta presenta un "Pil" pro-capite equivalente al 144 per cento della media nazionale, il secondo più alto d'Italia: "dal 2007 al 2014 il "Pil" ha subìto una contrazione del 2,5 per cento, comunque inferiore rispetto alla percentuale nazionale del nove per cento - sottolinea - nel 2015 il "Pil" regionale si è attestato a 4,8 miliardi di euro, la maggior parte di esso generato nel settore dei servizi".

«"Moody" si è aggiudicata la gara d'appalto espletata l'anno scorso - ha commentato Ego Perron, assessore regionale al bilancio e finanze - in seguito alla quale la Regione ha realizzato il duplice obiettivo di aver attuato il corretto "principio di rotazione" previsto per gli affidamenti pubblici ai prestatori di servizi e di aver superato con successo l'esame sulla propria affidabilità creditizia da parte di tutte e tre le agenzie che operano a livello mondiale. Sono soddisfatto, in particolare, per le aspettative espresse dall'agenzia, che la Regione mantenga la sua solidità finanziaria e il suo elevato standard nell'erogazione dei servizi, pur nella certificazione di una nuova agenzia di "rating", ma soprattutto nel quadro di una situazione economica nazionale che ancora risente fortemente del peso della crisi economica e della recessione. La soddisfazione nel risultato ottenuto è dovuta al fatto che pur in presenza di minori risorse sul bilancio regionale, la Regione è riuscita a mantenere un buon livello di erogazione di servizi ma soprattutto di garanzie a favore delle piccole e medie imprese che sono il reale tessuto economico della nostra Regione».

René Benzo

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