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"Il Sole-24 Ore" mette la "provincia" di Aosta in testa alla "Qualità della vita", grazie al patrimonio immobiliare, ai depositi bancari ed alle scarse rapine

redazione 12vda.it
La classifica dell'edizione 2016 dello studio 'Qualità della vita'

Le nuove modalità di analisi della ricerca sulla "Qualità della vita", realizzata dal quotidiano economico "Il Sole - 24 ore" hanno portato in testa alla classifica, per il 2016, Aosta, che con 589 punti, ha guadagnato sette posizioni rispetto all'anno precedente, superando così Milano (stabile al secondo posto, con 577 punti) e Trento (anch'essa ha confermato il terzo posto del 2015, con 561 punti). Seguono poi le Province di Belluno (quarta, in crescita di tredici posizioni, con 559 punti), Sondrio (stabile al quinto posto con 553 punti), Firenze (sesta, in calo di due posizioni, con 551 punti), Bolzano (settima, che primeggiava lo scorso anno, con 551 punti), Bologna (ottava, in salita di quattro posizioni, con 535 punti), Udine (nona, che è salita di nove posizioni, con 534 punti) e Trieste (decima, che ha fatto segnare un balzo in positivo di 24 posizioni, con 529 punti).

Il coda, al 110mo posto c'è Vibo Valentia, con 360 punti, che ha preso il posto di Reggio Calabria (370 punti), mentre Caserta si conferma stabile al terzultimo posto (372 punti), dietro a Napoli (in calo di sei posizioni, con 373 punti) ed a Crotone (scesa di diciassette posizioni, con 373 punti anch'essa). Per quanto riguarda le principali Province, lo studio firmato da Rossella Cadeo, Roberto Del Giudice, Giuseppe Siciliano, Giacomo Bagnasco e Michela Finizio, mette Roma al 13esimo posto (salita di tre posizioni, con 518 punti), Genova al 21esimo (con un incremento di 20 posizioni e 502 punti), Torino al 35esimo (che fa segnare lo stesso miglioramento di Genova e 490 punti), Venezia al 39esimo (in salita di 9 posizioni, con 486 punti), Pescara all'81 posto (che perde una posizione, con 422 punti) e Palermo in 99esima posizione (cresciuta di sette punti, a quota 393).

La migliore performance è quella di Pordenone, 17esima (salita di 43 posizioni, con 510 punti), mentre la peggiore è quella di Olbia-Tempio, 59esima (calata di 53 posizioni, con 456 punti). Per quanto riguarda le Province vicine alla Valle d'Aosta, la migliore è il Verbano-Cusio-Ossola, 16esima (il salita di 22 posizioni, con 513 punti), seguita da quella di Cuneo, 18esima (in calo di undici posizioni, con 509 punti), mentre è più staccata quella di Biella, 38esima (in salita di 26 posizioni, con 487 punti).

Aosta, intesa come "provincia", primeggia nel settore della "Demografia, famiglia ed integrazione", grazie al secondo posto nelle acquisizioni di cittadinanza ogni cento stranieri (che nel 2015 erano state 8,9), ed alla densità (con due abitanti per chilometro quadrato). La Valle d'Aosta è prima anche per il "Reddito, risparmi e consumi", con il secondo posto nel patrimonio immobiliare residenziale pro capite (pari a 102.097,7 euro), il quarto per il "Pil" pro capite (33.144,9 euro), il settimo nei protesti pro capite (1.421,5 euro) ed il nono nei depositi bancari pro capite (28.067,8 euro).
Nella "Giustizia, sicurezza e reati", la "provincia" di Aosta conquista il terzo posto, grazie al secondo posto nelle cause pendenti ultratriennali su totale pendenti (3,3), al quarto nelle rapine (7,1 ogni 100mila abitanti) ed all'ottavo nei furti d'auto (27,5 ogni 100mila abitanti).

Gli altri valori positivi si trovano nel settore "Ambiente, servizi e welfare" con un ottavo posto complessivo grazie al terzo posto nelle spese sociali pro capite dei Comuni per minori, anziani e poveri (100,2 euro), ed al settimo negli sportelli, "atm" e "pos" (47,9 ogni mille abitanti), ma anche per la "Cultura, tempo libero e partecipazione", con il quinto posto per i ristoranti e bar (934,6 ogni 100mila abitanti) ed il dodicesimo nelle sale cinematografiche (7,9 ogni 100mila abitanti).

I valori negativi riguardano le separazioni, al 60esimo posto (31,1 ogni 10mila coniugati), la banda larga, al 66esimo posto (con una copertura del 92 per cento della popolazione), le esportazioni, al 71esimo posto (con una percentuale del 14,4 per cento), il saldo migratorio interno, al 72esimo posto (pari a -0,8 ogni mille abitanti), i canoni di locazione al mese, al 74esimo posto (pari ad una media di 710 euro), l'escursione climatica, al 77esimo posto (con 20,4 gradi tra agosto 2015 e settembre 2016), il tasso di natalità, all'82esimo posto (pari a 7,1 ogni mille abitanti), le truffe e frodi informatiche, al 95esimo posto, (298,8 ogni 100mila abitanti), il tasso di emigrazione ospedaliere, al 96esimo posto (pari a 16,3), il rapporto tra impieghi e depositi, al centesimo posto (con un valore di 0,8) e le domande di brevetti, al 105esimo posto (0,2 ogni mille abitanti).

Proprio il settore "affari, lavoro ed innovazione" vede la Valle d'Aosta al 70esimo posto: "molte le novità di quest'anno - scrive Rossella Cadeo su "Il Sole - 24 ore" - volte a rendere più completo il check della vivibilità sul territorio, con una maggiore attenzione alle esigenze e ai problemi più attuali della collettività: il valore della casa, il lavoro per i giovani, la capacità di innovare, l'integrazione degli stranieri, l'offerta di welfare, la partecipazione civile. Le sei aree hanno così acquisito una denominazione più inclusiva e i parametri da 36 sono saliti a 42. Nonostante questa "ristrutturazione", che un po' distorce il confronto con i risultati della scorsa edizione, non cambia molto la fotografia che emerge dalla pagella finale: il divario tra Nord e Sud, le province di maggiori dimensioni frenate dai nodi sicurezza e ambiente nel loro slancio in avanti, le realtà medie o piccole, spesso beneficiate dall'autonomia, in evidenza come modelli di vivibilità. Così Aosta per la terza volta in 27 anni di indagine (le precedenti nel 1993 e nel 2008) svetta come la "migliore", forte soprattutto delle performance nei capitoli relativi all'economia, alla demografia e all'ordine pubblico", evidenziando poi che "la provincia alpina, in cui è la Regione a garantire gran parte dei posti, non rifulge nel capitolo Affari, lavoro e innovazione (è settantesima), in particolare nell'impiego dei risparmi e nei brevetti".

«L'indagine realizzata dal quotidiano economico è per noi motivo di orgoglio - ha commentato il presidente della Regione, Augusto Rollandin - ritengo che il primo posto sia il risultato di un modo di vivere e di operare che è di tutti i Valdostani: Istituzioni, parti sociali, imprenditoria e cittadini dal 2008 in poi, anno di inizio della crisi, hanno agito affinché questo difficile momento economico internazionale avesse sul nostro territorio il minor impatto possibile. Ognuno ha fatto la sua parte e oggi, credo, che possiamo dire che si stia intravedendo la ripresa. Ripresa che i dati dell'indagine testimoniano. L'auspicio è che anche negli anni a venire riusciremo, tutti insieme a mantenere alto il livello dei nostri servizi continuando ad avere una qualità della vita che testimoni quanto sia bella e performante la nostra Valle».

«Come tutte le classifiche i dati vanno sempre presi con le pinze e analizzati nel loro contesto - ha aggiunto, su "Facebook", Fulvio Centoz, sindaco di Aosta - ma questo riconoscimento non può che far piacere. Come molte indagini simili il riferimento per noi è alla Regione intera all'interno della quale Aosta gioca un ruolo importante e fondamentale. Tra i vari indici mi sembra molto positivo quello sulla sicurezza strettamente legata ad una buona integrazione degli stranieri. Più in generale queste ricerche confermano l'alta qualità della vita nella nostra Regione, al di là della singola posizione, che deve essere motivo di orgoglio e spinta per migliorarsi sempre».

René Benzo

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