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Resta «difficile» il tessuto economico della Valle d'Aosta: nella "Giornata dell'Economia" emergono le preoccupazioni per una ripresa che non arriva

Elena Meynet
Il tavolo dei relatori della 'Giornata dell'Economia' 2014

Se crescita c'è, è ancora lenta e pesa sui lavoratori. Il "Rapporto 2013" della "Chambre Valdôtaine", introdotto dal rettore Fabrizio Cassella all'UniVdA mercoledì 11 giugno, in occasione della "Giornata dell'economia" restituisce un quadro della Valle d'Aosta ancora difficile, ma dove proprio le peculiarità regionali potrebbero diventare volano per uscire dalla crisi: «è certamente un quadro che testimonia di un periodo di grande difficoltà - ha commentato il presidente della "Chambre", Nicola Rosset - logica conseguenza di anni durissimi che hanno messo a dura prova la tenuta dell'intero comparto economico».
I numeri si riferiscono al periodo 2008-2013, con una contrazione del numero di imprese del 5,6 per cento, il 2,5 nell'ultimo anno, con una perdita di 609 imprese nel solo settore agricoltura, mentre si è a -132 nelle costruzioni e -112 nel commercio. E' in leggera crescita invece il turismo, dove c'è una crescita del 5,2 per cento rispetto al 2008. Pesa invece ancora molto il tasso di disoccupazione, che nell'area dell'euro è salito al 12 per cento ed in Valle d'Aosta ha raggiunto il 9,2, con un 30,8 per cento di giovani fra i 15 ed i 24 anni, con la previsione per il 2014 di un'ulteriore diminuzione degli occupati: «è vero che la grande concorrenza arriva da quei Paesi in cui il costo del lavoro è molto basso - ha continuato Rosset - in mancanza di contratti sindacali e con meno normativa, ma la nostra economia si basa su produzioni di grande qualità e difficilmente potremmo essere concorrenziali su questo tipo di costi. Piuttosto, l'alto livello dei nostri prodotti e la cura familiare, artigianale, sono un buon elemento contro la delocalizzazione: le nostre piccole imprese, spesso a conduzione familiare, sono anche radicate sul territorio e non spostano la propria attività in Paesi meno costosi. Soluzioni possono essere cercate nelle possibilità offerte dai nuovi settori, ad esempio la Green Economy, che prorio per la trasversalità dei possibili ambiti di intervento potrebbe rappresentare un'importante occasione di crescita per le imprese».
A prendere atto della situazione valdostana c'erano in platea i principali interlocutori economici e politici, dalla presidente di "Confindustria" Valle d'Aosta Monica Pirovano al riconfermato assessore alle attività produttive Pierluigi Marquis, che al tavolo ha portato anche i saluti del presidente della Regione Augusto Rollandin, ed al neo assessore alle finanze Ego Perron, seduto accanto ai colleghi Aurelio Marguerettaz, (al turismo, sport, commercio e trasporti) ed Antonio Fosson (sanità, salute e politiche sociali): «la situazione non è particolarmente incoraggiante - ha aggiunto Claudia Nardon, dell'Ufficio studi della "Chambre" - per questo siamo andati a cercare modelli di impresa che potessero essere resistenti alla crisi oppure addirittura che potessero risultare vincenti in periodo di crisi: imprese familiari e impresa sociale. Quest'ultima in particolare ha come aspetto positivo quello di guardare al futuro, che non è l'ottica di chi vuole fare profitto subito. C'è poi, parlando anche di impresa familiare, la conservazione di aspetti culturali e soprattutto delle risorse umane, l'imprenditore ed i suoi familiari».
La crisi però porta sconforto, ed a volte a gesti estremi, proprio i piccoli e piccolissimi imprenditori: «quel che si è rivelato vincente nelle imprese familiari - ha concluso la Nardon - è stato il saper gestire il patrimonio, ma il patrimonio personale, cioè senza andare a cercare investimenti, speculazioni, quindi non esporsi troppo: i cosiddetti sacrifici che si diceva una volta di fare si sono rivelati gli strumenti per resistere. E' evidente che se l'impresa trova sul territorio istituti bancari o organismi come la "Chambre", che sono rappresentati al proprio interno proprio gli imprenditori, è più facile individuare linee di finanziamento, di sostegno che rispondano veramente alle esigenze del territorio».

Qui la gallery fotografica della "Giornata dell'economia" 2014.

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