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Secondo la "Cgia" di Mestre, la Valle d'Aosta è la regione in cui sono calate di più le segnalazioni di riciclaggio di denaro

redazione 12vda.it
La Valle d'Aosta in coda per le segnalazioni di riciclaggio di denaro

La Valle d'Aosta è la regione italiana che presenta la maggiore differenza percentuale in negativo, il -40,1 per cento sulle "Segnalazioni di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo e dei programmi di proliferazione di armi di distruzione di massa eseguite da intermediari finanziari", sulla base di una ricerca svolta dalla "Cgia - Confederazione generale Italiana dell'artigianato" di Mestre, che ha evidenziato il calo di 75 denunce, dai 187 casi del 2012 ai 112 del 2013 segnalati dalla "Unità di informazione finanziaria" della "Banca d'Italia".
Il valore nazionale presenta un calo del 3,6 per cento, con 2.446 casi in meno dai 67.047 del 2012 ai 64.601: «la stima del valore economico prodotto dalle attività criminali – ha dichiarato il segretario della "Cgia" di Mestre, Giuseppe Bortolussi - è il frutto di una nostra elaborazione realizzata su dati della "Banca d'Italia". Va ricordato, in base alle definizioni stabilite dall'Ocse, che i dati prodotti dall'Istituto di via Nazionale non includono i reati violenti come furti, rapine, usura ed estorsioni, ma solo le transazioni illecite concordate tra il venditore e l'acquirente, come ad esempio contrabbando, traffico di armi, smaltimento illegale di rifiuti, gioco d'azzardo, ricettazione, prostituzione e traffico di stupefacenti. Queste attività criminali "fatturano" 170 miliardi all'anno, l'equivalente del "Pil" di una regione come il Lazio». Secondo lo studio la conferma dell'escalation del giro d'affari in capo alle organizzazioni criminali emerge anche dal numero di segnalazioni pervenute in questi ultimi anni alla "Unità di informazione finanziaria" della Banca d’Italia da parte di intermediari finanziari, per l'ottanta per cento operanti in banche, ma anche in uffici postali, nelle società finanziarie o assicurazioni».
Tra il 2009 ed il 2013 le segnalazioni sono aumentate di quasi del 212 per cento, passando dalle 20.660 del 2009 alle 64.415 del 2013, anche se va detto che il livello record è stato toccato nel 2012, con 66.855 segnalazioni: «una volta ricevuti questi "avvisi", l'Unità di informazione finanziaria effettua degli approfondimenti sulle operazioni sospette - ha aggiunto Bortolussi - e le trasmette, arricchite dell'analisi finanziaria, al "Nucleo speciale di Polizia valutaria della Guardia di Finanza" ed alla "Direzione investigativa antimafia". Solo nel caso in cui le segnalazioni siano ritenute infondate, vengano archiviate. Ovviamente le organizzazioni criminali hanno la necessità di reinvestire i proventi delle loro attività illecite nell'economia legale. Il "boom" di denunce avvenute tra il 2009 e il 2013 è un segnale molto preoccupante. Pur non conoscendo il numero delle segnalazioni archiviate e nemmeno la dimensione economica di quelle che sono state successivamente prese in esame, abbiamo il forte sospetto che l'aumento delle segnalazioni registrato in questi ultimi anni ci dimostri che questa parte dell'economia nazionale è l'unica che non ha risentito della crisi».
L’analisi condotta dalla "Cgia" è riuscita a mappare il numero delle segnalazioni di riciclaggio avvenute nel 2013 anche a livello regionale: le regioni più "colpite" sono state la Lombardia (11.575), il Lazio (9.188), la Campania (7.174), il Veneto (4.959) e l’Emilia Romagna (4.947). Quasi il sessanta per cento delle segnalazioni registrate a livello nazionale è concentrato in queste cinque regioni.

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