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Supera i settemila aderenti il fondo di previdenza complementare regionale "Fopadiva" che, nel 2015, ha erogato quasi otto milioni di euro

Angelo Musumarra
Stefano Distilli, Ego Perron, Alessia Demé e Luca Merighi

Non sarà come lo studio "Mossack Fonseca" di Panama, che negli ultimi quarant'anni ha permesso a governanti, celebrità ed imprenditori di "imboscare" buona parte del loro patrimonio in società "off shore" in paradisi fiscali, evitandone così la tassazione, ma la "Servizi previdenziali Valle d'Aosta SpA", la società regionale che si occupa della previdenza integrativa dei dipendenti del comparto pubblico, è riuscita, nel rispetto delle normative, ad ottenere, nel 2015, risultati di ottimo livello con il fondo "Fopadiva" operativo dal 2008: «nel 2015, i rendimenti, al netto dei costi di gestione e della tassazione - ha spiegato il direttore generale, Luca Merighi, nella presentazione dei risultati, nella mattinata di mercoledì 13 aprile, a Palazzo regionale - si sono attestati, per il "comparto prudente", quello che ha la maggior percentuale di iscritti e che è partito per primo nel 2004, che prevede un'elevata componente del portafoglio impiegata in strumenti di natura obbligazionaria ed una componente significativa, fino ad un massimo del 25 per cento, in titoli di capitale, al 2,697 per cento, con un rendimento medio annuo del 4,54 per cento nel triennio 2013-2015 e del 4,81 per cento nel quinquennio 2011-2015. Per il "comparto garantito", il secondo per dimensione, rivolto ad una platea meno giovane, per coloro che si stanno avvicinando al pensionamento e che prevede una componente preponderante del portafoglio, non inferiore al 90 per cento, impiegata in titoli obbligazionari governativi e la parte residuale in titoli di capitale il rendimento è stato dell'1,97 per cento, del 4,40 per cento nel triennio e del 3,95 per cento nel quinquennio, mentre per il "comparto dinamico", quello più limitato, partito per ultimo e rivolto ai più giovani, che speriamo cresca nel medio lungo periodo e che prevede una consistente componente del portafoglio impiegata in strumenti di natura obbligazionaria e una componente rilevante, fino a un massimo del sessanta per cento in titoli di capitale il rendimento è arrivato al 4,172 per cento, al 7,01 per cento nel triennio ed al 6,13 per cento nel quinquennio. Nonostante il perdurare della crisi economica e la situazione di incessante turbolenza sui mercati finanziari mondiali i risultati sono tanto più soddisfacenti poiché significativamente più elevati rispetto alla rivalutazione "netta" sul "TFR", attestatasi nello stesso periodo all'1,25 per cento, valore che rappresenta il principale temine di paragone per le forme pensionistiche complementari».

Al 31 dicembre 2015 gli iscritti al "Fopadiva" erano 6.910, in lieve crescita rispetto ai 6.850 di fine 2014, mentre al 31 marzo scorso la quota è arrivata a 7.130 iscritti, con un incremento del 3,18 rispetto al 2015, con l'attivo netto destinato alle prestazioni complessivo del fondo che si è attestato a circa 126 milioni e 600mila euro rispetto ai 122 milioni e 500mila euro del 2014, con una crescita del 3,35 per cento: «la rischiosità non è nella qualità dell'investimento - ha aggiunto Merighi - ma nella volatilità, dato che, per sua natura, il titolo azionario di capitale ha, appunto, una volatilità maggiore, mentre è minore in quello obbligazionario. La composizione di queste due componenti fa sì che se ci sono più azioni c'è più volatilità. I fondi pensioni negoziali come il "Fopadiva" comunque non possono andare ad investire in mercati rischiosi, e ci sono tutta una serie di paletti dettati dalla normativa di riferimento e dall'autorità di vigilanza ed è lo stesso Consiglio di amministrazione che stringe ulteriormente le maglie e fa sì che questi investimenti siano nell'ottica della massima prudenzialità e rispetto delle finalità del fondo pensione. Il fondo gode di buona salute sia per i risultati che ha offerto, sia per il saldo della gestione previdenziale complessiva che è attiva per quasi un milione di euro, con le contribuzioni che entrano che sono ampiamente superiori alle prestazioni che escono e che nel 2015 sono state significative. Infatti, oltre a quelle "classiche", abbiamo svolto un ruolo sociale con le anticipazioni sulla posizione individuale che sono state decisamente cospicue».

Nel 2015, le erogazioni del "Fopadiva" hanno quasi raggiunto, complessivamente, la somma di otto milioni di euro, con 97 prestazioni in forma di capitale per 5.034.907 euro, 103 riscatti della posizione individuale per 1.133.276 euro, 2010 anticipazioni sulla posizione individuale per 1.742.118 euro: di queste 63 per spese sanitarie, 56 per spese connesse alla prima casa di abitazione e 91 per altre esigenze: «la richiesta di anticipazioni è effettivamente aumentata - ha evidenziato Alessia Demé, presidente del fondo - per le spese dentistiche, per la ristrutturazione della casa o per lo studio dei figli. Diversi aderenti hanno richiesto di poter avere un anticipo, questo denota una difficoltà delle famiglie nell'avere liquidità per affrontare le spese. Il nostro impegno è grande, ma i tempi sono difficili e cerchiamo di trarre il massimo da quello che abbiamo. Forse dovremmo investire di più in campagne informative, dato che cerchiamo di organizzare delle assemblee dove cerchiamo di spiegare, soprattutto adesso, quando si viene a sapere degli scandali nel mondo della finanza, ai lavoratori che chiedono molte rassicurazioni sull'oculatezza degli investimenti. Vogliamo rafforzare la comunicazione, ultimamente si parla di "reddito minimo garantito", ma non dobbiamo dimenticare la partita previdenziale, visto che Tito Boeri (presidente dell'Inps. n.d.r.) ha dichiarato che con il "contributivo" si andrà in pensione con cifre relativamente basse e bisogna fare le "formichine" ed avere la sensibilità e la prudenza di attivarsi sulla linea di un fondo previdenziale. Ricordo che la "Servizi previdenziali VdA" ci ha fatto crescere tecnicamente, quattro anni fa, grazie al "Fondo sociale europeo", siamo riusciti a seguire un master universitario per imparare a muoverci in qualche modo in questo mondo. Anche se abbiamo diverse responsabilità le cariche del Consiglio di amministrazione del "Fopadiva" sono gratuite, potevamo scegliere diversamente, ma sono soldi di noi lavoratori e non vogliamo assolutamente intaccare il frutto dell'impegno degli stessi lavoratori. La "Covip", la Commissione di vigilanza aveva ravisato la possibilità che dovessimo dotarci di un direttore e quindi nel 2015, abbiamo deciso di organizzare una convenzione con "Servizi previdenziali VdA" così Luca Merighi per il 70 per cento è un funzionario della società e per restante 30 per cento è direttore del fondo».

La "Servizi previdenziali VdA" è nata dopo l'approvazione, nel giugno 1997 della legge regionale numero 22 che definisce gli "Interventi per promuovere e sostenere i fondi pensione a base territoriale regionale" ed è stata rafforzata dalla legge regionale numero 27 del dicembre 2006, che specifica gli "Interventi della Regione autonoma Valle d'Aosta a sostegno della previdenza complementare ed integrativa e di iniziative di natura assistenziale": «il senso di queste due leggi - ha ricordato Ego Perron, assessore regionale al bilancio e finanze - era di lanciare un progetto per lo sviluppo ed il sostegno della previdenza complementare a livello regionale, con la creazione di una struttura di supporto. Gli obiettivi erano quelli di offrire ai lavoratori valdostani la possibilità di costruirsi una pensione integrativa, tenendo conto di una erosione che si constatava, nel tempo, sulle pensioni di base, immaginando uno strumento più adatto alle caratteristiche del mercato valdostano rispetto a ciò che offrivano i fondi nazionali o quelli venduti da banche ed assicurazioni. Si è anche cercato di offrire ai lavoratori valdostani delle ulteriori misure di sostegno nel momento in cui si fossero trovati in condizioni di difficoltà economica o lavorativa, e sopratutto in questi anni di crisi è stato uno strumento particolarmente efficace. Abbiamo provato a mettere a disposizione del territorio una struttura e del personale qualificato, con investimenti sulla "materia grigia" e con personale altamente competente che è stato un punto di riferimento per i lavoratori vista la materia complicata. Si è anche cercato di mantenere nel nostro territorio masse di capitali creando così un indotto e generando benefici per il sistema, sia nel riparto fiscale ma anche nel re-impiego nel territorio degli stessi capitali. Possiamo dire che, nel tempo, questa scommessa è stata vinta, il progetto nella sua complessità ha permesso di mantenere in Valle d'Aosta cifre intorno ai 130 milioni di euro, con rendimenti in linea con il mercato».

«Siamo in una fase di maturità del progetto - ha confermato Stefano Distilli, presidente ed amministratore delegato della "Servizi previdenziali VdA" - anche se si agisce ormai da parecchi anni in una situazione di emergenza. Sappiamo delle varie crisi che si sono succedute dal 1999 in poi ma i fondi pensione come il "Fopadiva" hanno dimostrato di essere stumenti solidi e di poter dare rendimenti anche in condizioni di difficoltà di mercato. In questo ultimo biennio abbiamo agito in un contesto un po' particolare a livello nazionale perchè dopo vent'anni in cui a livello normativo si è spinto parecchio sulla previdenza complementare in questi ultimi due alcuni interventi hanno creato un po' di turbamento, come l'incremento della tassazione sui rendimenti dei fondi pensione e la scelta di incassare il "tfr" in busta paga che ha creato confusione tra i lavoratori. A livello nazionale quest'ultima opzione è stata scelta, per fortuna, da soli 3.792 lavoratori, dato che è notevolmente svantaggiosa dal punto di vista fiscale e soprattutto dal punto di vista della prospettiva. Noi cercheremo di fare degli ulteriori passi, intanto abbiamo messo tutta la nostra attività sotto il cappello del claim "regardemain" ed proprio in questi giorni stiamo avviando un tavolo tecnico per valutare le potenzialità di destinare una "quota parte" delle risorse del fondo ad investimenti territoriali, che potranno essere legati ad opere infrastrutturali dell'Amministazione regionale o anche al sostegno del sistema economico e delle imprese. Avvieremo un secondo tavolo tecnico anche per cercare altre misure di "welfare integrato" nei confronti della comunità valdostana, per esempio nella sanità integrativa».

La "Servizi previdenziali VdA" vuole anche occuparsi dei lavoratori precari ed autonomi, anche se, a parte qualche manifestazione di interesse, nessuna di queste tipologie ha ancora aderito ufficialmente: «finalmente nel 2015 è arrivato a compimento quel processo di ampliamento di potenziali aderenti - ha rimarcato Distilli - dopo le autorizzazioni della Commissione di vigilanza sui fondi pensione attualmente possono aderire anche a "Fopadiva" i lavoratori con la "partita Iva" iscritti alla "gestione separata" dell'Inps e le varie tipologie contrattuali che sono state rivoluzionate dal "Jobs act". L'obiettivo è quello di ampliare potenzialmente il fondo a tutta la popolazione valdostana, infatti possono già aderire anche i familiari a carico e, volendo, una famiglia può attivare una posizione di previdenza complementare a favore di un figlio. Alcune persone lo hanno fatto, iniziando ad accumulare questo "gruzzoletto" che ci si porterà dietro per tutta la vita».

«Il 2016 si è aperto nello stesso modo in cui si è chiuso il 2015 - ha concluso Luca Merighi - con un andamento e con dei risultati negativi ed una fortissima volatilità dei mercati. Il fenomeno si è poi acquito a gennaio, si è lievemente attenuato a febbraio ed a marzo la situazione è in ripresa e ci auguriamo che continui ad aprile. Questa forte volatilità fa sì che non sia facile per un operatore del settore dare buoni risultati, ma il fondo pensione ragiona in orizzonti temporali medio lunghi e quindi ha strategie rapportate a questo periodo, pianificando e progettando un percorso idoneo per gli aderenti, senza lasciarsi guidare dalla causalità grazie alle professionalità presenti».

I rendimenti del fondo "Fopadiva" dal 2008 al 2015;
La nota dei risultati del fondo "Fopadiva" nel 2015;
La nota sull'attività della "Servizi previdenziali Valle d'Aosta" nel 2015.

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