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Cresce il pessimismo tra gli imprenditori valdostani di "Confindustria": nell'indagine previsionale emerge che l'instabilità politica blocca la ripresa

redazione 12vda.it
Monica Pirovano

Il 33,6 per cento delle imprese iscritte alla "Confindustria" della Valle d'Aosta, coinvolte nell'indagine previsionale relativa al quarto trimestre del 2013, fotografa ancora una situazione ancora negativa in cui, complice anche il recente clima di instabilità politica, sembrano attenuarsi i deboli segnali di inversione di tendenza fatti registrare nei trimestri precedenti.
Nello studio "peggiora leggermente la composizione del "carnet ordini" e resta sostanzialmente stabile il grado di utilizzo degli impianti". Proprio a causa del "carnet ordini" ridotto, la quasi totalità delle imprese intervistate non segnala variazioni intervenute nei programmi di investimento stabiliti in precedenza e torna a manifestarsi per le imprese valdostane, dopo il miglioramento rilevato lo scorso trimestre, il problema della riscossione dei crediti sia dalle pubbliche Amministrazioni che dai privati: "anche per i prossimi mesi del 2013 - si legge nei risultati dell'indagine previsionale - le previsioni per gli imprenditori almeno fino a dicembre, non sono orientate all’ottimismo e non lasciano intravedere una svolta nel lungo ciclo recessivo. In particolare, le indicazioni per la produzione e per i nuovi ordini si attestano su valori negativi. Sempre in riduzione, ma in misura minore, le previsioni per gli ordini dall’estero. In calo anche i dati sull’andamento occupazionale con conseguente aumento del ricorso alla cassa integrazione".
Nello specifico la composizione del "carnet ordini" sale al 19,23 per cento rispetto al 13,33 per cento fatto registrare nel trimestre precedente, il numero delle imprese per cui è sufficiente per meno di un mese e si registra una diminuzione, determinata soprattutto dal settore manifatturiero, al 34,62 per cento, rispetto al 50 per cento del trimestre precedente, delle aziende con ordini per oltre tre mesi. In aumento, dal 36,67 per cento del precedente trimestre al 46,15 per cento dell'attuale, è invece, la percentuale degli imprenditori che ritiene di avere un "carnet ordini" sufficiente da uno a tre mesi.
Il grado attuale di utilizzo degli impianti, per le imprese intervistate è sostanzialmente stabile ed è pari al 63,25 per cento: a far registrare i dati migliori è il settore manifatturiero mentre è stabile il dato relativo alle variazioni intervenute nei programmi di investimento stabiliti in precedenza. Il 97 per cento delle imprese non ha registrato alcuna variazione ed il saldo si attesta sullo stesso valore fatto registrare lo scorso trimestre, un valore negativo del 2,94 per cento.
Il 67,74 per cento degli intervistati indica un ritardo negli incassi, dato che, dopo il miglioramento rilevato lo scorso trimestre, che presentava un valore del 50 per cento, torna a salire riportandosi sui valori dei trimestri precedenti. Resta sostanzialmente stabile il valore relativo ai tempi medi di pagamento, dagli 89 del trimestre precedente agli 88 dell'attuale, ed anche i giorni di attesa media per i pagamenti per le pubbliche Amministrazioni non subiscono variazioni di rilievo, da 93 giorni del trimestre precedente ai 95 giorni dell'attuale.
Per restanti tre mesi del 2013, le previsioni per gli imprenditori valdostani almeno fino a dicembre, non sono quindi orientate all'ottimismo: per quanto riguarda i livelli di produzione totale la situazione peggiora con un saldo tra imprenditori ottimisti e pessimisti, in merito alla produzione per tutti i settori produttivi, che passa da un dato positivo del 10 per cento fatto registrare lo scorso trimestre ad un valore negativo di -19,35 per cento. Le indicazioni relative all'acquisizione di nuovi ordini vedono il 38 per cento di pessimisti e solo il sette per cento di imprenditori ottimisti, con un saldo ottimisti-pessimisti negativo e pari a -31,03 per cento, in calo di più di quindici punti percentuali rispetto al trimestre precedente dove il valore era di- 14,81 per cento. Ad incidere maggiormente su questo valore negativo sono le indicazioni provenienti dalle imprese legate all'edilizia e al turismo, mentre sono migliori le previsioni per gli ordini dall’estero per i quali le imprese intervistate che indicano una crescita sono il 23 per cento, quelle che segnalano una diminuzione sono il 27 per cento, con un saldo ottimisti- pessimisti pari al -4,55 per cento.
In linea con i dati relativi al "carnet ordini", scendono al 22,86 per cento, rispetto al 26,47 per cento del trimestre precedente, le imprese che stanno programmando investimenti per ampliamenti per i prossimi mesi, mentre salgono al 28,57 per cento coloro che li prevedono per sostituzione e si attesta al 49 per cento la percentuale di imprese che non prevedono investimenti.
La previsione sull'andamento occupazionale scende notevolmente da un -2,86 per cento fatto registrare lo scorso trimestre ad un -20 per cento dell'attuale e di conseguenza si riscontra un incremento delle realtà aziendali che ritengono di dover utilizzare lo strumento della cassa integrazione: dall'8,57 per cento del terzo trimestre si passa ad un 22,86 per cento dell'attuale: «i risultati dell'indagine – ha commentato Monica Pirovano, presidente della "Confindustria" valdostana - non permettono di nutrire eccessive speranze sui tempi di avvio rapido della ripresa. Questo clima di incertezza e il permanere di condizioni difficili sul fronte della liquidità e del credito contribuiscono a indebolire i timidi segnali di miglioramento e dilazionano la ripresa. L'imprenditoria valdostana, nel suo sforzo per uscire dalla recessione, ha bisogno di certezze, di politiche concrete e strutturate che diano un maggiore sostegno alla crescita, agli investimenti ed ai consumi delle famiglie».

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