Gentile visitatore,

se sei su 12vda è chiaro che apprezzi il nostro lavoro giornalistico, che si può leggere, ascoltare e vedere senza dover pagare nulla, nel rispetto di un'informazione libera ed indipendente.
12vda è una testata che non è supportata da lobby politiche, commerciali o sociali, e si sostiene esclusivamente con la pubblicità, che è non assolutamente invasiva, non prevede fastidiosi "pop up" o "finte notizie".

Il nostro lavoro quotidiano richiede infatti tempo e denaro ed i ricavi della pubblicità ci aiutano a tenere in piedi questa testata giornalistica.

Se leggi questo messaggio vuol dire che hai attivato un "adblocker", che blocca automaticamente e non permette di vedere la pubblicità. Nel rispetto del nostro lavoro ti chiediamo quindi di disattivarlo ed anzi, se di tuo interesse, di cliccare sui nostri banner.

In questo modo potremmo restare on line, indipendenti e liberi di raccontare la Valle d'Aosta come la vediamo noi.

Grazie.

Dopo 27 anni di attività la "Lavazza" abbandona lo stabilimento di Verrès: prospettiva del trasferimento per i 51 dipendenti valdostani

redazione 12vda
L'ingresso dello stabilimento della 'Lavazza' a Verrès

«Verrès, abbiamo un problema». E' quanto avranno pensato i cinquantuno lavoratori dello stabilimento valdostano della "Lavazza", parafrasando lo spot televisivo dell'azienda torinese interpretato da Tullio Solenghi ed Enrico Brignano (che, citando la mitologia della missione "Apollo 13" del 1970, celebra il progetto "Isspresso", che lo scorso 3 maggio ha permesso all'astronauta italiana Samantha Cristoforetti di prepararsi e bersi un caffè espresso all'italiana nello spazio, sulla "Iss - Stazione spaziale internazionale", grazie ad una speciale macchina espresso a capsule realizzata dalla società "Argotec" e dalla stessa "Lavazza", in partnership con la "Agenzia spaziale italiana"), dopo l'annuncio, nella giornata di venerdì 27 novembre della "progressiva dismissione del sito produttivo valdostano ed il trasferimento delle produzioni verso i centri polifunzionali del gruppo situati in Italia", previsto dal "Piano industriale" illustrato ai sindacati.

Lo stabilimento di Verrès occupa attualmente cinquantuno addetti ed è attivo nella produzione delle confezioni di caffè da 250 grammi e dei formati speciali: "la decisione - si legge in una comunicazione ufficiale dell'azienda - è da inquadrarsi nel contesto della razionalizzazione del sistema produttivo "Lavazza", che ha visto di recente l'azienda investire in maniera significativa nella riqualificazione dei propri siti produttivi di proprietà. "Lavazza" opera in un mercato mondiale sempre più competitivo, in forte evoluzione e caratterizzato da aggregazioni tra i grandi operatori internazionali che hanno ridisegnato in maniera strutturale e non contingente il business del caffè. In questo scenario la velocità di risposta e l'efficienza dei processi produttivi rappresentano una scelta obbligata e non più rinviabile. Da qui la necessità di potenziamento e ottimizzazione della capacità dei siti polifunzionali di proprietà, attrezzati per lavorare sia caffè macinato e grani che capsule".

A Verrès, dove lo stabilimento è di proprietà della società partecipata regionale "Vallée d'Aoste structure", l'attività si fermerà entro il mese di aprile 2016: "è stata una dichiarazione improvvisa ed inaspettata - hanno lamentato i sindacati "Fai Cisl", "Flai Cgil", "Savt industrie" ed "Uila Uil", in una nota congiunta - visto che il sito di Verrès ha dei parametri produttivi buoni e poco tempo fa era stata garantita la continuità dello stabilimento. Abbiamo chiesto, appena ricevuta la notizia, di convocare immediatamente un'assemblea straordinaria dei lavoratori su tutti i turni ed è stato deciso di mantenere operativa la produzione, proclamando però lo stato di agitazione per tutto il personale. Dopo le valutazioni del caso, valuteremo tutte le azioni possibili per la salvaguardia del lavoro ed il mantenimento dei lavoratori all'interno dell'azienda".
Da parte sua la "Lavazza" si è resa disponibile "a condividere con le organizzazioni sindacali e le Istituzioni locali il percorso futuro, mettendo in atto tutte le misure utili alla gestione della transizione, inclusa la possibilità di ricollocare il personale attualmente impiegato su Verrès all'interno del proprio sistema industriale, valutando altresì il ricorso agli ammortizzatori sociali disponibili".

Nell'ottobre 2013 l'azienda torinese aveva annunciato di non voler procedere alla costruzione di un nuovo stabilimento a Verrès perché "non economicamente ragionevole" anche se poi aveva investito oltre sessanta milioni di euro in quello di Gattinara (dove saranno, con tutta probabilità, trasferiti i lavoratori valdostani, scesi in due anni da 73 a 51), nonostante il fatto che, cinque anni prima, nel maggio 2008 era stato firmato uno specifico protocollo tra Amministrazione regionale e comunale: «"Lavazza" chiarì che bisognava fare in fretta - ha ricordato sul suo blog Luciano Caveri, che all'epoca aveva firmato l'accordo - dando un anno di tempo per chiudere il cerchio ed avviare la costruzione e per questo si lavorò subito per rendere disponibile la vasta area della ex "Balzano" fra la Dora e la ferrovia. Con l'avvento della nuova Giunta Rollandin il dinamismo venne meno ed il dossier si inabissò per evidente scelta o miopia politica e "Lavazza" ha poi allargato il suo stabilimento di Gattinara per quanto doveva essere fatto a Verrès e non si è fatto, creando le precondizioni per l'odierno addio. Ma la storia del protocollo venne inumata, come presa d'atto, solo nel 2013, quando si chiuse del tutto la vicenda del nuovo stabilimento verrezziese, sostenendo che la crisi in atto ne impediva la realizzazione, ma in realtà "Lavazza" aveva già investito altrove».

Per i consiglieri regionale dell'Union Valdôtaine Progressiste «la chiusura della "Lavazza", soprattutto la modalità di comunicazione con la quale questa è stata annunciata, non fa che aumentare la sensazione di insicurezza nella comunità valdostana - hanno scritto - la "Lavazza" scrive una brutta pagina della sua storia, incurante della funzione sociale che ha sempre caratterizzato la parte migliore dell'imprenditorialità piemontese, e lo fa in totale spregio alla Valle d'Aosta e alle sue Istituzioni, in particolare al Governo regionale che, anche in questa delicata circostanza, viene superato dagli eventi e non considerato».
«Dov'era la politica valdostana mentre la "Lavazza" decideva di chiudere in un "amen" il suo stabilimento di Verrès?
- si è chiesta, invece, Alpe - discutere di come dividere le poltrone dell'ennesima partecipata o, semplicemente, scaldare la propria preziosa poltrona non dovrebbe essere il compito primo dell'azione politica! Ormai da anni la crisi ha affondato i suoi denti e continua a farlo in un tessuto sociale sempre più rassegnato. A Palazzo, però, sembrano non accorgersene, mentre la nave affonda, in un palazzo scollegato dal mondo, si continua a ballare nella sfarzosa sala da ballo di una sorta di "Titanic" regionale. Persone incapaci dopo altre persone incapaci continuano a distruggere il patrimonio industriale di questa Valle lasciando i lavoratori soli con la loro dignitosa disperazione. Il Governo regionale cosa fa, cosa ha fatto per evitare tutto ciò? Bastava individuare con il sufficiente tempismo un'area dove collocare un nuovo stabilimento, bastava razionalizzare una politica industriale, bastava fare... l'assessore».

«Seguiremo con l'assessore Raimondo Donzel le varie fasi dell'evoluzione della vicenda per tutelare i lavoratori - ha annunciato, nel pomeriggio di lunedì 30 novembre, il presidente della Regione, Augusto Rollandin, in apertura della riunione del Consiglio Valle dedicata alla legge finanziaria ed al bilancio di previsione 2016-2018 - esaminando anche, eventualmente, alternative per l'utilizzo di questo insediamento. Dopo la ripresa degli accordi nel 2008, quando fu annunciato un rafforzamento della sede di Verrès, l'azienda ha, negli anni a venire, rallentato sul potenziamento della produzione in Valle, ma vi è sempre stata la garanzia che non era in discussione la chiusura dello stabilimento di Verrès. Terremo aggiornato il Consiglio al fine di condividere le informazioni su di una decisione che è stata improvvisa ed inaspettata».

«Constato la rassegnazione da parte della maggioranza - ha quindi commentato Stefano Ferrero, capogruppo del "Movimento 5 stelle" - in cui nessuno si è preso la briga di parlare coi vertici aziendali per capire se esista un margine d'azione. Alla base di questa fuga c'è la mancata possibilità di ampliamento dell'attività, ma che cosa ne è del protocollo d'intesa, dei contratti firmati? Non c'è nessuno che vuole comprendere cosa è successo? In maggioranza c'è un menefreghismo assoluto nei confronti dei cittadini, questo è un colpo durissimo per la nostra regione e nessuno si muove. Esigiamo che la Giunta regionale assuma un impegno per cercare una possibilità di recuperare la situazione».

«Mi fa piacere constatare che il Consiglio è unito su questa grave problematica
- ha risposto l'assessore Donzel - l'Amministrazione regionale non intende abbandonare l'area industriale, come dimostra il fatto che in questa sessione di esame del bilancio avremo l'occasione di discutere dell'investimento di oltre cinque milioni di euro su diversi stabili in bassa Valle, cui si aggiungono tre milioni su Aosta per il solo 2016, per il miglioramento di attività in essere e per favorire nuovi insediamenti. In Commissione avremo modo di approfondire il caso specifico della "Lavazza", i cui dirigenti nel corso degli anni hanno cambiato atteggiamento e di questo sono gli atti a parlare, nonostante la Regione abbia più volte ribadito l'impegno ad investire. Non ho alcuna intenzione di spettacolarizzare questa situazione, né declinare responsabilità per essere arrivato da poco, ma assicuro che abbiamo contattato tempestivamente i vertici della società, e che in questi giorni effettuerò ulteriori incontri urgenti con i vertici aziendali e con i sindacati. Faremo il possibile affinché la "Lavazza" rispetti i suoi lavoratori e le loro famiglie, nell'interesse generale della comunità valdostana».

La questione verrà affrontata anche dal Consiglio comunale di Verrès, convocato in seduta straordinaria nella serata di giovedì 3 dicembre: «stiamo preparando un ordine del giorno sulla situazione dello stabilimento della "Lavazza" - ha annunciato a 12vda il sindaco, Alessandro Giovenzi - siamo vicini ai dipendenti ed alle loro famiglie, con il massimo impegno per confronto con i vertici dell'azienda».

timeline

podcast "listening"