Nuovo ricorso al "Tar" da parte della "Rav" per ulteriori aumenti del pedaggio autostradale: «siamo in minoranza, abbiamo visioni differenti» spiega il presidente Stefano Fracasso

redazione 12vda.it
L'ingresso della sede della 'Rav', a Saint-Pierre

«Quando si è in minoranza non si può imporre il proprio pensiero ma cerchiamo di fare il possibile per mediare, però bisogna sempre tenere conto che siamo tre su sette». Così Stefano Fracasso, presidente della società partecipata "Rav - Raccordo autostradale Valle d'Aosta SpA" spiega a 12vda l'impossibilità a fermare il ricorso presentato dalla società al "Tribunale amministrativo regionale - Tar" della Valle d'Aosta per ottenere la possibilità di aumentare i pedaggi per il transito sul tratto dell'autostrada "A5" da Aosta ovest a Courmayeur fino all'81,12 per cento, come era stato richiesto alla fine del 2017 al Ministero delle infrastrutture e trasporti che però aveva autorizzato l'incremento "solo" nella misura del 52,69 per cento.

«Visioni diverse tra amministratori pubblici e privati». La Regione autonoma Valle d'Aosta è proprietaria del 42 per cento delle azioni totali della "Rav": 119.427.000 euro di azioni ordinarie e 59.445.000 euro di azioni privilegiate, per un totale di 178.882.000 euro di capitale sociale. Oltre al presidente Fracasso esprime, nel Consiglio di Amministrazione, i consiglieri Stefania Notarpietro e Walter Dufour, mentre sono espressione della "Sitmb - Società Italiana per il Traforo del Monte Bianco SpA", che ha il restante 58 per cento delle quote (per 164.923.000 euro, a sua volta controllata da "Atlantia SpA", holding finanziaria della famiglia Benetton) l'amministratore delegato Vito Joseph Zappalà, il vice presidente Roberto Ramaccia ed i consiglieri Mario Battaglia e Maurizio Delfino: «questo è un passaggio che è stato effettuato dalla società - aggiunge Fracasso - perchè in sede di riconoscimento degli aumenti tariffari non è stato riconosciuto l'intero aumento richiesto, quindi la società ha deciso, a maggioranza, in Consiglio di amministrazione, di procedere con il ricorso per vedersi riconoscere l'intero aumento previsto dall'attuale convenzione in essere. La società ha una convenzione, che è un contratto con lo Stato, il quale è proprietario dell'infrastruttura. Ha quindi dei diritti contrattuali che vuole vedersi riconosciuti, poi sul "come" c'è questa visione diversa tra amministratori di nomina pubblica ed amministratori di nomina privata».

Fino a 10,80 euro per andare a Courmayeur ad Aosta est. Se andasse a buon fine questo nuovo ricorso al "Tar" della Valle d'Aosta, che aveva già accettato, nel luglio 2016, un precedente ricorso della concessionaria autostradale sempre in materia di aumento dei pedaggi, i costi per attraversare il tratto finale della "A5" salirebbero del 28,43 per cento. Rispetto agli attuali 8,40 euro che si pagano, senza "Telepass", da Courmayeur ad Aosta Ovest per i mezzi di "classe A" ed agli 11,10 euro per quelli di "classe B", si andrebbe a 10,80 euro nel primo caso ed a 14,30 euro nel secondo: «i continui aumenti delle tariffe autostradali mettono in grave difficoltà i nostri artigiani - lamenta Salvatore Addario, presidente della "Cna - Confederazione nazionale artigiani" della Valle d'Aosta - oltre a rendere più elevato e pericoloso il traffico sulla ss26».

«Freni allo sviluppo economico e nessuna ricaduta per le nostre aziende». «L'aumento del biglietto autostradale accresce in maniera spropositata i costi del trasporto e della logistica - continua Addario - ponendo un gravissimo freno allo sviluppo della Valle d'Aosta. In particolare, occorre ricordare che la tariffa di un "Noleggio con conducente" è di poco inferiore ad un euro al chilometro: quale margine di profitto può avere un imprenditore se il costo dell'autostrada in alcuni tratti è superiore? La tariffa della tratta che collega il casello di Aymavilles a quello di Aosta est, poi, è un furto legalizzato nei confronti di coloro che non possiedono il "Telepass": sembra impossibile che non si possa trovare una soluzione alternativa con tutte le tecnologie attualmente disponibili».
«Inoltre, nonostante gli elevatissimi profitti della concessionaria valdostana, non ci sono ricadute per le nostre aziende - rimarca ancora il presidente della "Cna" valdostana - da molti anni a questa parte nessuna impresa valdostana opera nell'ambito delle manutenzioni né ordinarie, né straordinarie e le poche gare indette applicano prezzi che non sono sostenibili per un operatore locale. L'unico servizio per il quale le aziende locali sono interpellate è quello dello sgombero neve, proposto a tariffe poco appetibili e non aggiornate al mercato. Vista l'impossibilità di intervenire, se non tramite proclami e comunicati stampa, ci domandiamo quale sia il ruolo del socio pubblico».

«L'unica soluzione è la regionalizzazione dell'autostrada». «A fronte di questa prevedibile azione e degli ulteriori insostenibili aumenti tariffari già previsti, che nuovamente verranno applicati nei prossimi anni, sosteniamo che l'unica e radicale soluzione al caro tariffe sia la regionalizzazione dell'autostrada - ribadiscono, in una nota, i consiglieri regionale del gruppo "Area Civica - Stella Alpina - Pour Notre Vallée", tra cui l'ex presidente della Regione, Pierluigi Marquis, già presidente della "Rav", che aveva proposto l'idea di acquistare il cento per cento delle azioni della concessionaria autostradale - a legislazione vigente l'unica via di uscita è quella di acquisire la completa titolarità della concessione così come ha fatto l'autostrada del Brennero e così come la Valle d'Aosta ha già fatto anni fa per il traforo del Gran San Bernardo. Il socio di maggioranza, la società "Traforo del Monte Bianco", per risolvere la questione, nel mese di luglio 2017 ha fatto pervenire al Governo regionale un progetto che prevedrebbe la cessione delle proprie quote alla Regione».
«L'assordante silenzio, l'indifferenza e il disinteresse alla questione da parte del Governo regionale lascia esterrefatti - concludono i consiglieri regionali di minoranza - così come le parole dell'assessore e del presidente Viérin, che paiono cadere dalle nuvole rispetto al ricorso che potevano immaginare sarebbe stato promosso. Così facendo arriverà presto il prossimo gennaio con nuovi aumenti ed il governo che verrà a mostrare indignazione. In politica non c'è nessuno che fa più danni di coloro che non fanno scelte e lasciano le cose andare al loro destino, il Governo è chiamato a elaborare soluzioni anziché parlare di battaglie inesistenti e di lanciare slogan e proclami che di fatto non offrono alcuna prospettiva».

ultimo aggiornamento: 
Martedì 13 Marzo '18, h.16.10