"The Edge" degli "U2" ad Aosta, nel più completo anonimato. Mangia polenta e carbonada nel centro storico e poi pubblica una foto sui "social"

Angelo Musumarra
Il parcheggio di Aosta da dove 'The Edge' ha realizzato la foto postata sui 'social'

Aveva già probabilmente lasciato Aosta da un po', alle ore 17.06 di lunedì 12 marzo, "The Edge", fondatore, compositore e chitarrista degli "U2", quando ha postato, contemporaneamente su "Twitter", "Facebook" ed "Instagram", una foto realizzata ad Aosta, nel parcheggio di piazza Arco d'Augusto, dove, tra gli alberi potati, si notano la "Becca di Nona" ed il "Monte Emilius", oltre alle insegne delle cabine telefoniche, il cartello di divieto di sosta ed un angolo della prima casa di via Sant'Anselmo. In un giorno di pubblicazione, l'immagine ha raccolto complessivamente oltre 52mila "like".

«Il rock mi fa venire il mal di testa». David Howell Evans, questo il vero nome di "Edge", era con un amico e, complice il lunedì mattino ad Aosta praticamente nessuno si è accorto di lui: «non l'abbiamo proprio visto - racconta la bidella della scuola elementare "Saint-Roch"  che è proprio davanti il parcheggio di piazza Arco d'Augusto - poi guardi, io sono di Napoli, ed ascolto i classici della musica napoletana, il rock mi fa venire il mal di testa».
Neppure le bariste dei due chioschi all'Arco d'Augusto hanno riconosciuto il mitico chitarrista: «ha fatto la foto proprio da qui dietro - evidenzia una delle due ragazze - e quindi sarà sicuramente passato davanti a noi, ma io non l'ho riconosciuto».

«Polenta alla valdostana, carbonade e crema di Sant'Orso». «E' una persona molto tranquilla - spiega a 12vda Corrado Scarpa, gestore del ristorante "Da Nando", in via Sant'Anselmo, dove, verso le due del pomeriggio "Edge" e l'amico hanno deciso di mangiare qualcosa nel capoluogo valdostano - non ha fatto nulla per farsi riconoscere, era un distinto signore inglese, due classici clienti, niente di straordinario».
Il ristorante era pieno, ma "Edge" si è accomodato in sala insieme agli altri, senza alcun problema: «ha chiesto il menù e si è fatto consigliare - aggiunge Corrado Scarpa - ha mangiato la polenta alla valdostana, "carbonade" e la nostra crema di Sant'Orso". Solo quando è uscito qualcuno in sala, tra i diversi clienti aostani, alcuni più giovani di me, ci ha fatto notare che forse era proprio lui: siamo subito andati a vedere le foto on line degli "U2" e l'abbiamo ritrovato lì, insieme agli altri tre, era proprio uguale!».

«Una persona deliziosa, bello sapere, dopo, che era proprio lui». Gli "U2" sono una band molto amata, sia per la musica che creano, sia per l'impegno sociale, e si potrebbe verificare come fuori dal palco e dalle occasioni ufficiali il loro atteggiamento sia diverso dalle aspettative, ma non è il caso di "Edge": «è stata una persona deliziosa - continua il titolare di "Da Nando" - non è stato "sulle sue" e, alla fine, anche se non lo abbiamo riconosciuto quando era qui con noi, è stato bello sapere che era lui. In ogni caso noi cerchiamo di rispettare la riservatezza dei nostri clienti, anche perché capita spesso che vengano dei personaggi noti. Questa volta non me ne sono accorto, ma credo che se Adriano Celentano dovesse varcare la soglia del ristorante lo riconoscerei».

«Hai presente uno sfigato?». Ad Aosta abita e lavora forse il più grande fan italiano degli "U2": si tratta di Salvatore "Tore" Nasso, titolare del negozio di musica ed oggettistica "Musica & ricordi", sempre in via Sant'Anselmo, dove una parete è dedicata interamente alla band irlandese, le cui canzoni sono spessissimo irradiate dalle casse esterne. Lunedì 12 il negozio era, stranamente, chiuso, ed un biglietto sulla porta recita "si riapre giovedì".
«Hai presente uno sfigato? - racconta dalla Sicilia - Sono due anni che non mi muovo da quel benedetto negozio, la mia fidanzata mi ha regalato tre giorni di vacanza, partiamo lunedì mattina e nel pomeriggio sua figlia vede su "Instagram" la foto di Aosta».

«Lui viene a casa mia ed io non ci sono...». «Sono trentasei anni che li seguo assiduamente ed ora lui viene a casa mia ed io non ci sono - continua "Tore", che lo scorso anno è andato fino a Roma per assistere al concerto degli "U2" e che quest'anno non potrà partecipare al quadrupla data di ottobre a Milano - si sarà fatto la passeggiata in centro e sarà sicuramente passato davanti al mio negozio, ma ho lasciato l'insegna "I love U2" spenta... è cattiveria divina nei miei confronti. Ho avuto la gioia, due anni di stringerli la mano a Torino, però averlo a casa mia, nel mio negozio, dopo ventun anni di attività, poteva essere una sorta di coronamento. Non posso credere che nessuno lo abbia riconosciuto ma so che è una persona discreta che non si mette in evidenza».

In Italia anche "Bono", con la moglie, da Renzo Rosso. L'ultima presenza ufficiale della metà degli "U2" in Italia risale allo scorso dicembre, quando "Bono Vox", cantante della band, insieme ad "Edge", hanno partecipato alla trasmissione televisiva "Che tempo che fa" di Fabio Fazio, proponendo, in versione acustica, "You're the best thing about me" e "Get out of your own way", i primi due singoli dell'ultimo album, "Songs of experience", dove, nella copertina, ci sono proprio i rispettivi figlia e figlio che si tengono per mano.
Mentre "Edge" assaporava la cucina tradizionale valdostana, anche "Bono" (all'anagrafe Paul David Hewson), era in Italia, a Bassano del Grappa, in Veneto, ospite, insieme alla moglie Alison, dell'imprenditore Renzo Rosso, con il quale, lo scorso anno, la coppia ha iniziato una collaborazione, creando una linea di jeans realizzati con cotone africano: «chissà se "Edge" leggerà 12vda - conclude "Tore" Nasso - da giovedì sarò tutti i giorni in negozio, se torna ad Aosta lo aspetto».


Qui la gallery della foto di "The Edge" di Aosta:

ultimo aggiornamento: 
Martedì 13 Marzo '18, h.18.30

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