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Lorenzo Sommo e Gianfranco Scordato alla guida della "Casino de la Vallée SpA": «opereranno senza ingerenze politiche» sottolinea Ego Perron

redazione 12vda.it
Lorenzo Sommo e Gianfranco Scordato all'ingresso del Casinò di Saint-Vincent

E' iniziata sabato 25 luglio l'era "post Frigerio" alla "Casino de la Vallée SpA": l'assemblea dei soci, formata da Regione (al 99,99 per cento) e Comune di Saint-Vincent (per il restante 0,01 per cento), che si era riunita mercoledì 22 luglio, ha deciso di non rinnovare il contratto al manager brianzolo, che ha guidato la Casa da gioco negli ultimi sette anni, sostituendolo con l'avvocato civilista aostano, originario di Genova, Lorenzo Sommo, già consulente dell'Amministrazione regionale. Insieme all'assunzione di Sommo, che si occuperà prevalentemente dei rapporti tra l'azienda e la proprietà, è stata decisa la riattivazione della carica di direttore generale, che gestirà sia la Casa da gioco che i servizi alberghieri, per la quale è stato scelto Gianfranco Scordato, che dal 2010 era "general manager" del "Gran Casinò Costa Brava" di Lloret de Mar, località balneare della Costa Brava, a sessanta chilometri da Barcellona, in Spagna.

Scordato è stato direttore dei giochi del Casino di Lugano, e successivamente direttore generale del "Portomaso Hilton Casino" di Malta, dove risiede tuttora: «la gestione della "Casino de la Vallée SpA" non sarà quindi più caratterizzata da un amministratore unico - ha sottolineato Ego Perron, assessore regionale al bilancio, finanze e patrimonio - ma da due figure che insieme potranno garantire un rilancio della Casa da Gioco. E' finita una fase caratterizzata dai lavori di ristrutturazione (per i quali l'Amministrazione regionale ha speso un centinaio di milioni di euro, n.d.r.) ed ora è assolutamente necessario soffermarsi sulla gestione. Da un lato bisognerà abbattere i costi e riorganizzare l'azienda e dall'altro si dovranno fare tutti gli sforzi possibili per portare clientela ed avere nuovamente le sale piene».

L'assemblea dei soci ha anche approvato il bilancio del 2014, che presenta un passivo di diciannove milioni di euro: a trascinare i conti verso il basso sono stati i servizi alberghieri che dagli ottanta milioni di euro del 2012 sono calati a 66 milioni nel 2014, mentre il valore dei giochi vede un decremento a 62 milioni di euro, rispetto ai 74 del 2012: «questa svolta era necessaria - ha aggiunto Perron - per una discontinuità col passato che punti al rilancio. Da troppo tempo gli investimenti non producevano reddito ma solo perdite, e dopo la ricapitalizzazione del 2014 da parte della Regione per sessanta milioni di euro, non ce ne sarà una seconda. Questi oneri andranno a pesare sulle future gestioni ma ora si apre una fase nuova alla quale guardiamo con fiducia ed ottimismo, sperando che gli investimenti realizzati dalla Regione diano i loro frutti. L'amministratore unico ed il direttore generale avranno la massima autonomia ed opereranno senza ingerenze politiche».

Rispetto al compenso di Luca Frigerio, che era di 240mila euro annui, Sommo ne incasserà 50mila, mentre per Scordato lo stipendio sarà di 160mila euro, che con i "benefit" potrà salire fino a 200mila euro. Dopo l'insediamento l'amministratore unico ed il direttore generale hanno avviato confronti ed approfondimenti con i rappresentanti del territorio, in particolare con Ego Perron e con il sindaco di Saint-Vincent, Mario Borgio: "i nuovi manager sono stati quindi presentati alle varie funzioni aziendali - hanno fatto sapere dal Casinò - con riunioni che, da subito, hanno avuto un taglio fortemente orientato all'operatività, teso ad affrontare con la massima urgenza le principali criticità che caratterizzano l'azienda. Lunedì 27 luglio è stata occasione per la presentazione dei nuovi vertici della società alle organizzazioni sindacali della Casa da Gioco, mentre mercoledì 29 luglio, è stata la volta delle organizzazioni sindacali dei servizi alberghieri. L'avvio dei nuovi incarichi, sia per l'amministratore unico, sia per il direttore generale, coincide con un periodo, quello di agosto, particolarmente intenso e quindi certamente significativo per ottenere indicazioni sulla potenzialità delle strutture del "Saint-Vincent Resort & Casino" nel momento in cui operano a pieno regime e per più giorni".

E' possibile che con l'arrivo di Sommo e Scordato cambi qualcosa anche nella Dirigenza della Casa da Gioco: Perron ha anticipato la possibilità di servirsi di consulenti esperti, come gli ex manager della "Società incremento turistico valdostano - Sitav", la società privata che ha gestito il Casinò di Saint-Vincent dalla sua apertura, il 29 marzo 1947, fino al 1994, presentando poi numerose cause verso la "Gestione straordinaria" della Regione. I nomi sono quello di Franco Chamonal, ex amministratore delegato della società che venne arrestato durante la "notte di San Martino", l'11 novembre del 1983, nell'ambito di una vasta inchiesta su infiltrazioni mafiose e tangenti nella Casa da Gioco, e di Paolo Giovannini, il quale, per evitare l'arresto, fuggì per quattro anni in Svizzera, analogamente all'allora presidente della Regione, Mario Andrione, che, invece si rifugiò a Nizza, in Francia: «ho saputo di questa volontà - ha precisato Giovannini, marito di Antonella Marcoz, vice sindaco di Aosta - ma non ho ancora avuto nessuna comunicazione ufficiale. Se mi chiameranno sarò contento di poter contribuire, però sono anni che non sento Chamonal».

Sulla nomina di Lorenzo Sommo nel ruolo di amministratore unico della "Casino de la Vallée SpA", il "Movimento 5 stelle" ha presentato un'interrogazione a risposta immediata nella riunione del Consiglio Valle di mercoledì 29 luglio: «abbiamo saputo che la persona nominata svolge l'attività professionale di avvocato – ha evidenziato il capogruppo "grillino" Stefano Ferreroper cui ci chiediamo se la Giunta regionale abbia effettuato tutti gli opportuni accertamenti necessari ad escludere tassativamente qualsiasi causa di incompatibilità».
«Abbiamo svolto tutte le verifiche del caso
- ha tranquillizzato Ego Perron - da cui risulta chiaramente che la nuova disciplina forense prevede, in tema di incompatibilità, che la professione di avvocato sia incompatibile con la carica di amministratore unico o consigliere delegato di società di capitale, anche in forma cooperativa, nonché come presidente di Consiglio di amministrazione. La stessa norma prevede però che l'incompatibilità non sussiste se l'oggetto dell'attività della società è limitato all'amministrazione di beni, nonché per tutti gli Enti, i Consorzi pubblici e per le società a capitale interamente pubblico. Nella fattispecie, stiamo parlando di una società partecipata Regione e Comune di Saint-Vincent, a capitale interamente pubblico. La nomina effettuata risulta pertanto regolare».
«L'amministratore sarà quindi privo di potere e qualcun altro svolgerà le sue funzioni
- ha quindi ribattuto Ferrero - le carte non sono state scoperte, ma potremo scoprirlo a settembre convocando un Consiglio regionale straordinario sulla questione».

Sul cambio di management alla "Casino de la Vallée SpA" è intervenuta anche la "Cgil" della Valle d'Aosta: «questa decisione, nell'aria da tempo, ha condizionato per un lungo periodo la politica regionale - ha ricordato il segretario regionale del sindacato, Domenico Falcomatà - la disputa, spesso per ragioni non sempre di merito, legate allo scontro politico tra maggioranza ed opposizione, ha portato. dopo il rimpasto della Giunta, alla nomina dei nuovi vertici del Casinò. La nostra organizzazione, spesso in solitudine, ha denunciato pubblicamente già dal 2011 il costante peggioramento della situazione aziendale, mettendo in evidenza il fallimento dei Piani industriali più volte rimaneggiati a causa del mancato raggiungimento degli obiettivi di crescita e sviluppo. Tutto questo nonostante i cento milioni di investimenti pubblici per l'ampliamento e l'ammodernamento del Casinò e del "Grand hôtel Billia", oltre alla varie ricapitalizzazioni che hanno iniettato liquidità all'azienda. Siamo stati quelli che, in trasparenza e autonomia, hanno chiesto le dimissioni dell'amministratore unico, consapevoli che servisse una discontinuità nella gestione aziendale, diventata di una gravità tale da dover procedere in pochi anni a pesanti riduzioni di personale attraverso la messa in mobilità di numerosi lavoratori. Gli scenari che avevamo paventato, oggi, sono purtroppo sotto gli occhi di tutti: drastica diminuzione della clientela, degli introiti, del fatturato e bilanci in perdita, sono una drammatica realtà con la quale facciamo i conti e che tutta la comunità valdostana paga pesantemente».

«Con la presentazione del bilancio consuntivo 2014, abbiamo la triste conferma che non vi è un segnale di cambiamento in positivo
- ha rimarcato Vilma Gaillard, segretaria della "Slc Cgil" della Valle d'Aosta - una delle più grandi aziende della regione continua la sua discesa verso il punto di "non ritorno", nonostante nel corso degli ultimi anni siano stati sottoscritti dalle organizzazioni sindacali accordi che hanno prodotto una costante diminuzione del costo del lavoro e, in particolare, per il 2014 il taglio degli stipendi di circa sei milioni di euro. A fronte di queste misure di forte contenimento del costo del lavoro, non si è avuto un altrettanto riscontro positivo in termini di crescita. Il sindacato con i lavoratori ha fatto fino in fondo la sua parte, assumendosi forti responsabilità e scommettendo per un riscatto aziendale. Riscatto e rinascita di cui purtroppo oggi non vi è traccia ed i diciannove milioni di euro di perdita d'esercizio 2014 sono lì a testimoniarlo. Certo la crisi economica generale e altri fattori come la proliferazione del gioco d'azzardo e la restrizione dell’utilizzo del contante, hanno sicuramente pesato negativamente sui risultati di questi anni. Non possiamo, però, dimenticare quali e quanti siano stati gli errori propri di un gruppo dirigente spesso condizionato pesantemente anche dalla politica. Non è neppure accettabile la tesi di coloro che ritengono la crisi del Casinò un fatto ineluttabile. Ci sono, al contrario, precise e pesanti responsabilità a tutti i livelli, gravi errori gestionali e di strategia, ottimistiche, quanto propagandistiche, previsioni di rilancio mai concretizzatesi. Ultimo atto di un'azienda incapace di trovare soluzioni diverse dalle facili quanto ripetute manovre di taglio del costo del lavoro, è stata la disdetta di accordi aziendali e parti del contratto di lavoro. La nomina dei nuovi dirigenti avviene, quindi, in una fase estremamente delicata e complessa della vita aziendale».

«Ci troviamo di fronte da un lato ad un primo semestre 2015 ancora col segno negativo e dall'altro con una trattativa sindacale tutta in salita e condizionata dai tempi della disdetta contrattuale - ha quindi avvertito Falcomatà - non esprimiamo al momento un giudizio sui nuovi vertici appena nominati, vogliamo pensare che queste scelte siano state fatte nell'intento di rilanciare un’azienda che ha forti potenzialità e nell'interesse primario della collettività. Spetta adesso a loro assumersi la responsabilità di proporre soluzioni, interrogandosi con onestà intellettuale sul perché delle criticità che da troppo tempo affliggono il Casinò. In un mercato particolare, gravato dalla crisi generale come tutte le aziende, occorre individuare risposte adeguate che non siano la semplice riduzione del costo del lavoro, abbandonando le facili scorciatoie percorse nel recente passato e dimostrando di saper mettere in campo idee e strategie per un vero risanamento e rilancio del Casinò di Saint Vincent. Non è più accettabile una soluzione che non veda al tavolo di confronto proposte che siano qualcosa di diverso dai tagli al costo del personale. Questa continua ossessione, derivante a nostro avviso dalla mancanza di idee e progettualità o di non saper immaginare un futuro per l'azienda, non può passare attraverso la cinica scelta di ridurre il numero dei lavoratori al solo scopo di ridimensionare la quantità dell'offerta, facendo diventare il Casinò di oggi un qualcosa di complementare e accessorio al settore alberghiero che non gode, peraltro, affatto di ottima salute».

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