Fabiola Gianotti, primo direttore donna al "Cern" di Ginevra ha raccontato la sua esperienza a Courmayeur: «resto sempre un fisico sperimentale»

Elena Meynet
Fabiola Gianotti ed Alessandro Passerin d'Entrèves a Courmayeur

Mai la fisica delle particelle ha affascinato la Valle d'Aosta come venerdì 17 agosto, quando il "Jardin de l'Ange" di Courmayeur si è riempito di ascoltatori attenti e, in molti casi, preparati. Ospite della "Fondazione Courmayeur Mont Blanc" era infatti il primo direttore donna del "Cern" di Ginevra, l'italiana Fabiola Gianotti.
Con semplicità, ha raccontato un po' della sua vita e un po' di quella dell'acceleratore ginevrino, fermandosi poi a rispondere ancora alle domande, a distribuire abbracci e strette di mano ed a firmare autografi: su cartoline, su libri di lettura, su manuali di studio. «Quando sono entrata al "Cern", nel 1987 - racconta - le donne erano il quattro per cento, ora siamo arrivate al dodici per cento». In una realtà di così alto livello, spiega, «c'è bisogno di tutti, dal giovane che si sta formando fino a chi ad ottant'anni ha voglia di venire ancora a spiegare come funziona».



«Per me è un onore essere direttore per cinque anni - continua - ma resto un fisico sperimentale che fa il suo lavoro. In questo momento la fisica è un po' in difficoltà: non c'è un obiettivo chiaro da raggiungere, perciò si prosegue basandoci sugli esperimenti».
I prossimi due anni saranno unici per chi vorrà visitare il centro: «il super acceleratore sarà fermo - conclude la scienziata - per controlli, aggiornamenti e manutenzione. Sarà così possibile visitare anche le "grotte" che ci sono lungo il percorso, un'esperienza non possibile quando invece lo strumento è in funzione».

Qui la gallery fotografica dell'incontro con Fabiola Gianotti a Courmayeur:

ultimo aggiornamento: 
Sabato 18 Agosto '18, h.09.25