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Fosson chiede ad "Enac" il divieto di sorvolo col parapendio intorno al Monte Bianco, come hanno disposto i sindaci di Chamonix e Saint-Gervais

redazione 12vda.it
Parapendisti in massa sulla cima del Monte Bianco

Così come hanno deciso i sindaci di Chamonix e Saint-Gervais-le Bains, rispettivamente Eric Fournier e Jean-Marc Peillex, che con una loro ordinanza congiunta hanno vietato, dal 27 giugno, il sorvolo dei parapendii in un raggio di seicento metri dal Monte Bianco, anche il presidente della Regione Valle d'Aosta, Antonio Fosson ha chiesto, mercoledì 3 luglio, all'"Ente nazionale per l'aviazione civile - Enac", l'emissione di un divieto delle attività di parapendio sul versante italiano del Monte Bianco.

La richiesta di Fosson è conseguente alla morte, lo scorso martedì 26 giugno, di Patrick Sarradin, 55enne francese precipitato con il suo parapendio ai piedi della cresta del "Brouillard", a 3.700 metri di quota, che ha impegnato per diverse ore gli uomini del "Soccorso alpino" valdostano e della Guardia di Finanza, intervenuti nella zona con l'elicottero, ma impossibilitati ad operare sia per la presenza di parecchi "parapendisti" (ne erano stati contati oltre 150), ma anche per il fatto che l'uomo era finito in un crepaccio terminale dove, a causa delle alte temperature, si stavano verificando continue scariche di sassi ed acqua. Il corpo di Sarradin è stato poi trascinato dall'acqua in una zona meno pericolosa, consentendone il recupero dopo diverse ore, con il medico del "118" valdostano che non ha potuto far altro che constatarne il decesso.
 



«Le correnti ascensionali dovute al calore anomalo di questi giorni - ha spiegato Antonio Fosson - attirano numerosi appassionati del parapendio che decollano da Chamonix sfruttando le correnti favorevoli del versante francese: queste stesse correnti però diventano molto pericolose non appena la vela oltrepassa i 4.800 metri della vetta del Monte Bianco. Inoltre, considerato che durante la stagione estiva gli interventi di soccorso possono essere numerosi, la presenza delle vele costituisce un fattore di disturbo e di pericolo per lo svolgimento delle operazioni rendendole lunghe e difficoltose».
Analogamente, Fournier e Peillex hanno chiesto l'emissione, per tutta la stagione estiva, di un "arrêté préfectoral", che vieterà l'attività di parapendio sul Monte Bianco: «un incidente mortale, dopo tutti questi sorvoli, è deplorevole - hanno evidenziato, in una nota congiunta - ed abbiamo quindi preso questa decisione per una misura di sicurezza, visto che il sindaco è anche responsabile per gli incidenti che si verificano sul territorio del suo Comune. L'obiettivo è anche quello di mantenere la protezione del "site classé" del Monte Bianco».

Alla fine di giugno, infatti, le particolari condizioni meteologiche avevano permesso a molti parapendisti di arrivare tranquillamente in cima al Monte Bianco, a 4.810 metri di quota, partendo da Planpraz, località del Comune di Chamonix, a duemila metri di quota: i piloti provenivano da diverse località, dagli Stati Uniti alla Germania, oltre a Francia e Svizzera. Le alte temperature hanno permesso ad alcuni di loro di atterrare in cima al Monte Bianco in pantaloncini corti ed infradito, in barba al buonsenso ed a tutte le prescrizioni di sicurezza.

La richiesta del presidente della Valle d'Aosta presenta, a differenza di quella dei colleghi francesi, limiti areali della zona da regolamentare: Col Ferret (45° 53' 55" N, 07° 04' 06" E), linea di "talweg" (il cammino a valle) del torrente "Doire de Ferret" sino al punto 45° 48' 32" N, 06° 57' 41" E, linea di "talweg" del torrente "Doire de Vény" sino al punto 45° 46' 34" N, 06° 52' 16" E, Col de La Seigne (45° 45' 00" N, 06° 48' 00" E), linea di confine italo-francese fino al "Mont Dolent" (45° 55' 20" N, 07° 02' 41" E) e linea di confine italo-svizzera fino al Col Ferret (45° 53' 55" N, 07° 04' 06" E), con un limite altimetrico dalla superficie topografica al più elevato dei due livelli, dal livello di volo "FL 115", utilizzato per il "volo a vista", proprio del parapendio, oppure mille metri dal livello del suolo ("AGL - above ground level", al di sopra del livello del suolo).

 

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