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Giovanni Barocco è il nuovo diciottesimo consigliere della maggioranza: «gli amici mi hanno chiesto "per favore battiti per realizzare progetti innovativi"»

redazione 12vda.it
Giovanni Barocco ed Augusto Rollandin in Consiglio Valle

Il giorno dopo lo spoglio delle elezioni regionali del 20 maggio 2018, aveva scritto su "Twitter": «ieri è stata una giornata importante per l'Union Valdotaine, abbiamo perso. Per tornare credibili sono necessarie ed improcrastinabili le dimissioni di Augusto Rollandin» e quattro minuti prima di mezzogiorno di mercoledì 6 marzo, dopo quasi tre ore di discussioni, è entrato in Consiglio regionale, sedendosi proprio a fianco di chi aveva criticato dieci mesi prima, del quale era stato segretario particolare per cinque anni, dal 1985 al 1990 e poi ancora nel 1992.
Giovanni "Jean" Barocco sostituisce, fino a quando sarà attiva la custodia cautelare, Marco Sorbara, coinvolto nell'inchiesta "Geenna" ed è il diciottesimo, preziosissimo, consigliere di maggioranza.

Una lunga carriera da segretario particolare, da Rollandin a Marguerettaz. Barocco, 58 anni lo scorso 3 febbraio, era il primo escluso della lista dell'Union Valdôtaine, con 860 preferenze, staccato di quasi duecento voti da Luca Bianchi. Diplomato al Liceo scientifico, dopo essersi occupato di Rollandin, è stato segretario particolare di Joseph-Cesar Perrin, Roberto Vicquéry ed Aurelio Marguerettaz.
Dal 2005 al 2008 ha ricoperto il ruolo di vice sindaco del Comune di Quart, per diventare, nel 2008, primo cittadino, confermato nel 2010, incarico dal quale si era dimesso nell'aprile 2018 per poter candidarsi alle elezioni regionale. Dal 2005 al 2010 è stato presidente del "Bim Valle d'Aosta", ha anche ricoperto la carica di presidente della "Unité des Communes Mont-Emilius" oltre di componente della Giunta del "Cpel - Consiglio permanente degli Enti locali" della Valle d'Aosta.

«Il popolo valdostano chiede fatti concreti». «La mia presenza, sarà limitata nel tempo, ma tenterò di rispondere al mio mandato con tutta la mia passione, la mia responsabilità, le mie competenze e la mia umiltà - ha dichiarato nel suo primo discorso nell'aula del Consiglio Valle - voglio salutare il popolo valdostano che qui noi tutti, insieme, rappresentiamo, un popolo dal quale, ogni giorno, arrivano richieste di fatti concreti per rispondere alle esigenze della nostra vita quotidiana e delle nostre famiglie. C'è soprattutto una richiesta precisa, quella di avere una politica ed una democrazia più cittadina. Saluto anche la comunità di Quart, alla quale appartengo. Il mio percorso politico è caratterizzato per l'appartenenza, fin dagli anni del Liceo, alla famiglia unionista, prima nella "Jeunesse Valdôtaine" e poi nell'Union Valdôtaine, movimento nel quale milito anche oggi. Sulla bandiera di questo movimento ho avuto l'onore di essere eletto, da parte dei "quartins", che mi conoscono da sempre, sindaco per due mandati. Approfitto per salutare da qui il "Cpel" e tutti gli ex colleghi sindaci con i quali avremo l'opportunità di collaborare in maniera produttiva per la nostra comunità».

«Affrontare nuovi modelli di pensiero, uscendo dal freezer». «In questo ruolo, con una buona squadra di amministratori, mi sono occupato di diversi temi e dossier - ha continuato - che hanno modellato la mia esperienza. Lo sapete, il sindaco di occupa di tombini, acquedotti, scuole, tutte le cose che non vanno in prima pagina, ma sono quelle che ci rendono la vita più confortevole. Nella mia esperienza ho fatto anche altro, lanciando progetti innovativi in ambito ambientale, edilizio, dei prodotti alimentari, dell'agricoltura, dal sociale, del sicurezza, della transizione al digitale a Internet, della mobilità sostenibile, di esempi di democrazia diretta, fino a questioni più etiche come il complesso problema del fine vita. Di questi temi, tempo e condizioni politiche permettendo, cercherò di prestare un'attenzione particolare durante i futuri lavori di quest'Assemblea, perché ritengo che questi argomenti siano diventati fattori strategici e debbano essere approfonditi anche in funzione di una nuova idea di Autonomia. La Valle d'Aosta ha vissuto, ormai un anno fa, una campagna elettorale che ha cambiato il volto della politica valdostana, ritengo che in questi mesi, la famiglia politica a cui appartengo, abbia compiuto i primi passi avanti nell'analisi di questi risultati, per comprendere fenomeni politici che è troppo semplice liquidare, con commenti del tipo "gli elettori non hanno capito", oppure "è un voto di pancia". Vi posso garantire che quando scopri che chi ha aderito a queste nuove proposte politiche è il tuo vicino di casa, il tuo collega, il tuo amico delle elementari, fino a conoscenti molto prossimi, la cosa ti tocca sul vivo e l'analisi, quella vera e realistica, diventa davvero necessaria. Penso che al nostro movimento serva capire nel profondo, i messaggi che ci giungono dai valdostani, per cercare di arrivare adesso all'elaborazione di contenuti, prima dei contenitori, per creare assieme un percorso Autonomista con la "A" maiuscola, che punti all'Autonomia del terzo millennio, quella che non può più aspettare e che ha bisogno di affrontare i nuovi modelli di pensiero non rimanendo nel freezer ma che dev'essere portata tra la gente con determinazione, simpatia, energia e obiettivi condivisi e chiari a tutti».

«Quando un rapporto si lacera la colpa non è solo da una parte». «Io sto nell'Union Valdôtaine, nel mio movimento - ha aggiunto, emozionandosi visibilmente - le mie battaglie politiche, ho cercato e cercherò sempre di condurle all'interno dell'Union Valdôtaine e non concordo, pur nel rispetto totale delle altrui opinioni, con chi se ne è andato. Il dialogo vive di punti di vista differenti, ma la forza di partito si ottiene solo con l'unità del movimento, posso però capire che quando un rapporto si lacera la colpa non è da ricercare solo in una parte. Questo è ancora più importante quando viene meno un rapporto, non solo con alcune persone o membri del tuo movimento, ma si rompe una relazione consolidata con i valdostani. Signor presidente, sono qui per costruire, sono qui per portare il mio piccolo contributo fatto di idee nuove e progetti che guardano al futuro, sono qui per dar voce a tutti quei valdostani ed amici che incontrandomi mi hanno chiesto "per favore battiti per realizzare progetti innovativi". E qui si parla dell'innovazione, quella vera, quella che porta benefici ai cittadini, che porta risorse alle famiglie, occupazione per i giovani e innesca voglia di fare e progettare. Concludendo, signor presidente Fosson, sono convinto che alcuni temi dibattuti in quest'aula, di cui ho letto i resoconti dalle cronache giornalistiche necessitano di approfondimenti importanti e sono pronto a farli tutti, rendendomi disponibile da subito per fare e collaborare. Signor presidente, con queste premesse, che per me sono fondamentali, è con piacere che comunico la mia adesione alla maggioranza e al gruppo dell'Union Valdôtaine».

"Strumentalizzati passaggi amministrativi per finalità politiche". Da parte del "mouvement" sono arrivati "i migliori auguri di buon lavoro al neo consigliere regionale Giovanni Barocco - si legge in una nota del presidente Erik Lavevaz - l'esperienza maturata in tanti anni di impegno all'interno del movimento e soprattutto nel suo lavoro negli Enti locali valdostani saranno un importante valore aggiunto all'interno del Consiglio Valle, soprattutto nella logica federalistica che è alla base dell'impegno dell'Union Valdôtaine. Allo stesso tempo il movimento stigmatizziamo in maniera ferma le posizioni di alcuni movimenti presenti all'interno del Consiglio Valle, che hanno calpestato le più elementari norme di democrazia cercando di non convalidare l'elezione di un consigliere legittimamente votato ed eletto, strumentalizzando maldestramente dei passaggi amministrativi, per altro normati in maniera molto chiara, per delle finalità politiche".

"Valutiamo iniziative per difendere la dignità dell'UV". "Il rispetto delle Istituzioni e soprattutto della democrazia non possono essere messe in discussione per dei giochini politici - continua la nota - in egual misura, gli organi dell'Union Valdôtaine prendono atto mestamente di come il nome del movimento viene continuamente accostato, nelle discussioni in aula e sui "social", alle tristissime vicende di cronaca recente e non, vicende che purtroppo hanno riguardato esponenti del movimento. Occorre ancora una volta sottolineare che la responsabilità dei singoli deve rimanere tale, sempre sperando che anche nelle vicende attuali gli interessati possano dimostrare l'estraneità ai fatti a loro ascritti, e che l'Union Valdôtaine è, ed è stata vittima e parte lesa in questi fatti di cronaca, e valuterà anche eventuali iniziative per difendere la propria dignità. La fiamma dell'Union Valdôtaine è più che mai accesa, vivace e rinvigorita da nuovo ossigeno e non malata e pronta a spegnersi come qualcuno ha sostenuto in aula!".

Il primo escluso della lista dell'Union Valdôtaine è ora il chirurgo aostano Flavio Peinetti, nono classificato con 822 voti.