Gentile visitatore,

se sei su 12vda è chiaro che apprezzi il nostro lavoro giornalistico, che si può leggere, ascoltare e vedere senza dover pagare nulla, nel rispetto di un'informazione libera ed indipendente.
12vda è una testata che non è supportata da lobby politiche, commerciali o sociali, e si sostiene esclusivamente con la pubblicità, che è non assolutamente invasiva, non prevede fastidiosi "pop up" o "finte notizie".

Il nostro lavoro quotidiano richiede infatti tempo e denaro ed i ricavi della pubblicità ci aiutano a tenere in piedi questa testata giornalistica.

Se leggi questo messaggio vuol dire che hai attivato un "adblocker", che blocca automaticamente e non permette di vedere la pubblicità. Nel rispetto del nostro lavoro ti chiediamo quindi di disattivarlo ed anzi, se di tuo interesse, di cliccare sui nostri banner.

In questo modo potremmo restare on line, indipendenti e liberi di raccontare la Valle d'Aosta come la vediamo noi.

Grazie.

I consiglieri regionali di "Rete Civica" stigmatizzano il "decreto sicurezza bis": «ci saranno più morti nel Mediterraneo e ne saremo responsabili»

comunicato stampa

"Con l’approvazione del cosiddetto Decreto Sicurezza-bis il Parlamento italiano ha varato norme lesive dei principi costituzionali, e del buon senso, che Rete Civica non può che stigmatizzare". Inizia così una nota dei consiglieri regionali di "Rete Civica - Alliance Citoyenne", Alberto Bertin e Chiara Minelli.
"Punire chi soccorre in mare uomini, donne e bambini che scappano dall’inferno libico e africano è un orrore civile che non servirà a fermare gli scafisti né gli sbarchi illegali e che produrrà più morti innocenti nel Mediterraneo - aggiungono - Una strada sbagliata che assegna al ministro degli Interni poteri impropri e pericolosi che dovrebbero appartenere ad altri dicasteri e al Consiglio dei ministri nella sua collegialità".

"Alla stessa stregua riteniamo squilibrato e sbagliato modificare le norme previste per le manifestazioni politiche e simili - scrivono ancora Bertin e la Minelli - le norme per contrastare i comportamenti violenti esistono già, ma troppo spesso non sono applicate; ora vengono rese più generiche e discrezionali, aprendo la strada ad abusi e ad usi sproporzionati come, purtroppo, troppe volte si è visto nel nostro Paese. E’ difficile non domandarsi quale sia il vero intento del Parlamento e della forza politica che si è intestata la paternità di questo provvedimento. La stessa forza che evita di affrontare il tema immigrazione in sede europea come sarebbe suo dovere, rifiuta di agire nei confronti dei rinascenti gruppi neofascisti, (come è avvenuto a Roma nella vicena “Cinema America” e negli assalti agli stranieri assegnatari di case), o che non interviene contro quanto avviene nelle curve degli stadi o ancora che non vara quella norma di buon senso rappresentata dal codice identificativo per le forze dell’ordine".

"Speriamo che gli evidenti profili di incostituzionalità - concludonoi i due consiglieri regionali - cancellino le nefaste conseguenze di leggi antidemocratiche, sbagliate e ingiuste".