Il Consiglio comunale di Courmayeur discute anche tramite "social network" e comunicati stampa, con evidenti problemi nella gestione della "pec"

redazione 12vda.it
Il Municipio di Courmayeur

E' scontro anche con i comunicati stampa tra l'Ammistrazione di Courmayeur guidata dal sindaco Stefano Miserocchi e la minoranza del Consiglio comunale, dove siede l'ex prima cittadina Fabrizia Derriard. Il gruppo consiliare di opposizione "Courmayeur la nuova via", in una nota diffusa sabato 24 marzo, denuncia infatti di "non poter continuare a soprassedere in silenzio al continuo e reiterato mancato rispetto delle normative con cui si sta caratterizzando l'agire amministrativo dell'attuale maggioranza comunale guidata dal sindaco Miserocchi".

"Nessuna risposta dopo la segnalazione di banali errori". "Solo inesperienza? - si chiede la Derriard insieme ai tre consiglieri di minoranza - la risposta è "no", poiché noi abbiamo puntualmente indicato il mancato rispetto delle regole, rinunciando tuttavia ad intraprendere azioni formali per non rallentare, o boicottare l'azione della maggioranza, coerenti con il principio di disponibilità e collaborazione esternato durante il primo Consiglio di insediamento e certi che fosse solo l'inesperienza a far commettere certi errori. Ma se alle segnalazioni, anche di banali errori (come l'imbarazzante scivolone preso in occasione della citazione usata per gli auguri natalizi inviata a decine e decine di istituzioni), non giunge alcun cenno di risposta, ma anzi si insiste e ci si arrocca sulla propria posizione, allora non si tratta di inesperienza, bensì di scelta consapevole. E se sull'attuazione del programma lasceremo ancora tempo prima di fare considerazioni puntuali, sullo svilimento delle regole abbiamo il dovere di far sentire la nostra voce".

"Problemi con convocazioni e notifiche". "Innanzitutto sembra che la nuova maggioranza abbia dei problemi con convocazioni e notifiche - evidenziano i consiglieri comunali di opposizione - la convocazione e notifica del primo Consiglio, infatti, avvenne almeno in un caso telefonicamente e non sarebbe stata materialmente notificabile nei tempi stabiliti se il consigliere di minoranza, partecipando regolarmente alla seduta del primo consiglio, non avesse sanato il mancato rispetto di alcuni articoli del regolamento del Consiglio comunale, nonché dell'articolo 13 dello Statuto. Può capitare, ma non può essere la norma. Anche il terzo Consiglio comunale infatti, fissato per lunedì 26 marzo, viene notificato ad uno dei consiglieri di minoranza il giorno successivo a quello stabilito da regolamento e Statuto, non rispettando l'intervallo di quattro giorni tra la notifica dell'ordine del giorno e la seduta consiliare. Inesperienza? di sicuro no, poiché nulla si può eccepire all'esperienza del segretario comunale. Forse l'irrefrenabile desiderio di giocare sul filo dei tempi per lasciare così il minore tempo possibile di accesso agli atti prima del Consiglio è stato azzardato. Eppure al vicesindaco Corio sono ben noti e stanno da sempre molto a cuore i limiti e le sofferenze degli uffici di Polizia locale, ma non quando gli si chiede di pubblicare e notificare la seduta del Consiglio in sole sei ore di tempo, per cui qualsiasi intoppo risulterebbe irrisolvibile".

"Attivatevi la "pec", così non impegnate gli agenti di Polizia Locale". La risposta arriva nella serata di lunedì 26 marzo su "Facebook", con un "comunicato stampa" del Comune sul profilo della lista "Esprit Courmayeur": "La convocazione è stata inviata nei tempi previsti a tutti i consiglieri comunali tramite "pec" - si legge sul "social network" - a parte un'unica "pec" andata a buon fine, è stata necessaria, per tre consiglieri sprovvisti di "posta elettronica certificata", la notifica presso il domicilio. Un solo consigliere è risultato irreperibile, nonostante le visite a casa, sul luogo di lavoro oltre che le telefonate e l'invio di sms. La mattina successiva è stata possibile la notifica e i documenti sono stati messi regolarmente in visione entro i termini stabiliti, che sono fissati al giorno successivo la notifica stessa. Si precisa che gli stessi sono stati anche inviati via mail a tutti i consiglieri, al fine di garantire una più celere accessibilità agli atti".
"L'Amministrazione comunale fa presente che è ormai prassi, per quasi tutti i consiglieri comunali, l'uso della "pec", strumento che sostituisce le comunicazioni a mezzo raccomandata, evitando di dover impegnare gli uffici della Polizia locale - continua la risposta della maggioranza - l'Amministrazione comunale invita quindi i consiglieri comunali di minoranza, che ancora non ne siano in possesso, ad attivare un indirizzo di posta certificata, opzione prevista dal regolamento. L'Amministrazione comunale concorda con il gruppo di minoranza sul fatto che due giorni feriali di tempo per la lettura della documentazione siano troppo pochi per preparare bene un Consiglio comunale e si impegna a porre rimedio all'annosa questione nel corso della consigliatura, tramite una modifica al vigente regolamento di funzionamento del Consiglio comunale".

La lettura della "pec" sembra essere un problema per entrambi gli schieramenti. La minoranza ha criticato anche il fatto che "da almeno due mesi infatti langue chissà su quale tavolo la richiesta inoltrata via "pec" al sindaco dal gruppo consiliare di minoranza di avere uno spazio minimo presso la Casa municipale per lo svolgimento della propria attività istituzionale nonché per la preparazione delle sedute. Da tempi anche più lunghi attendono gentile cenno di riscontro le email inviate in questi quattro mesi: tre al sindaco, risposte zero, una all'assessore alle politiche sociali e cultura, risposte zero, due invece le risposte formali e certificate da parte del segretario comunale che rispondevano solamente a due delle molteplici segnalazioni fatte. E-mail che riguardavano proprio alcuni articoli di regolamento e Statuto non rispettati, in particolare per la convocazione e lo svolgimento regolare della Commissione di gestione della biblioteca. Anche in questo caso per non ostacolare e rallentare l'attività amministrativa il gruppo di minoranza ha deciso di dare ulteriore fiducia e soprassedere al mancato rispetto di diversi articoli del regolamento della biblioteca e del Consiglio".
"La disponibilità dell'utilizzo di un'aula del Municipio per permettere gli incontri istituzionali del gruppo di minoranza - ha risposto la maggioranza - è stata autorizzata via "pec" in data 6 febbraio 2018".

"Gli uffici comunali non sono disponibili nel pomeriggio di venerdì e sabato". "Ci sembra anche corretto che si sappia che il deposito degli atti ufficiali del Consiglio deve dare almeno due giorni feriali di tempo per la lettura, l'analisi e la sintesi da parte dei consiglieri di minoranza - insistono poi i consiglieri di opposizione - tuttavia se i due giorni feriali in questione sono sempre il venerdì e il sabato (affinché il Consiglio fissato di lunedì diventi un prolungamento del weekend dei consiglieri residenti fuori Valle?) invitiamo i cittadini ad una verifica empirica per constatare se gli risultano aperti gli uffici comunali nel pomeriggio di venerdì (magari dopo una normale giornata di lavoro di un qualsiasi lavoratore), o del sabato. Di sicuro in questo caso l'articolo 16 comma 4 dello Statuto è rispettato nelle forma, ma certamente non nella sostanza violando di conseguenza e di fatto lo spirito dell'articolo 27 del regolamento. Non potendo avere spiegazioni, dati o atti da parte degli uffici comunali nei soli giorni di venerdì e sabato si potrebbe configurare una palese modalità ostruzionistica rispetto all'espletamento del mandato istituzionale dei consiglieri di minoranza. E' evidente che la tanto sbandierata volontà di comunicazione, annunciata dall'attuale maggioranza comunale, si fonda più su una superficiale visione da social network (dove vale tutto e il contrario di tutto)che su una seria e rispettosa cultura istituzionale, che prevede e richiede regole precise, le quali sole rappresentano una reale garanzia di democrazia e trasparenza. Persino il Consiglio comunale è stato dichiaratamente utilizzato per rispondere a questioni personali e private sollevate da post su "Facebook" o da voci di paese".

"Gli incontri pubblici in questo periodo non rispettano la par condicio". "In ultimo, lascia molto perplessi la palese trasgressione della semplice e lapidaria norma sulla "par condicio" in periodo elettorale - aggiungono i consiglieri di "Courmayeur la Nuova Via" - per la quale "dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le Amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l'efficace assolvimento delle proprie funzioni", che ha visto la ben più cauta e rispettosa Amministrazione di Châtillon decidere di rinviare un incontro pubblico già fissato. Al contrario l'Amministrazione di Courmayeur ha ritenuto di poter impunemente proseguire con il suo calendario di appuntamenti che, seppur condivisibili, non possiedono certo i caratteri di impersonalità e indispensabilità così chiaramente richiesti dalla legge".
Il riferimento dei consiglieri di minoranza è ad una serie di quattro incontri con la popolazione organizzati sul territorio dall'Amministrazione comunale, dal 21 marzo al 5 aprile: "al "Co.Re.Com." l'ardua sentenza, in ottemperanza ai suoi doveri di "accertamento delle eventuali violazioni" - chiedono i quattro consiglieri - ivi comprese quelle relative "in materia di comunicazione istituzionale e obblighi di informazione e trasmissione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per l'adozione dei provvedimenti di sua competenza. Siamo convinti che per ora le Istituzioni non siano ancora un "social network" e che il rispetto delle semplici e basilari norme significhi rispettare le Istituzioni".

"Per il "Co.Re.Com." non c'è nessuna violazione della par condicio". "Sul riferimento alla paventata trasgressione alle norme sulla "par condicio" - risponde, infine, l'Amministrazione comunale - ci limitiamo a evidenziare che il "Co.Re.Com.", organo funzionale dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ed organo di consulenza, di gestione e di controllo della Regione in materia di comunicazioni, è stato adeguatamente informato sulla tipologia degli incontri in corso sul territorio e sui fini degli stessi. Lo stesso "Co.Re.Com." ha dato, infatti, riscontro positivo sulla possibilità di procedere con tale iniziativa, per la quale non ha ravvisato nessuna trasgressione, di fatto, rispetto alle norme della par condicio".

ultimo aggiornamento: 
Lunedì 26 Marzo '18, h.19.30