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La "Aeop" della Valle d'Aosta presenta un esposto verso l'avvocato della Regione: «ridicole illazioni che offendono la nostra Onlus»

comunicato stampa
Riccardo Jans

Il presidente della "Associazione europea operatori polizia - Aeop" della Valle d'Aosta, Marco Mirabello, ha presentato un esposto nei confronti di Riccardo Jans, dirigente dell'Avvocatura della Regione per "il tentativo illecito di costruzione prove avvenuto in questi giorni ai danni di questa Onlus - si legge in una nota - in quanto codeste azioni danneggiano il terzo settore e il nome stesso della Regione in tutta Italia".

Secondo quanto denuncia Mirabello, Jans "avrebbe tentato di estorcere con l’inganno, confessioni pilotate dalle sue azioni al fine di realizzare presupposti legali per intentare causa verso la mia organizzazione di volontariato e protezione civile iscritta al Dipartimento della Protezione Civile, non solo rendendo mendaci dichiarazioni nei nostri confronti mediante una diffida per conto dell’istituzione che rappresenta, la Regione, attraverso ridicole illazioni che offendono la nostra Onlus come seguono testuali parole in diffida "il numero verde dell’Associazione richiama il numero telefonico 112, numero unico europeo per l’emergenza che fa capo alla Centrale del 112 istituita dalla Regione", la nostra numerazione è 800112112 ovvero lungo nove cifre e ben differente da quanto dichiarato dall’avvocato, ma esso dichiara che non facciamo parte della Protezione Civile senza essersi informato".

"Inoltre cosa più grave - continua il presidente della "Aeop" della Valle d'Aosta - il giorno martedì alle ore 17.04 (le chiamate in uscita dagli uffici regionali sono tacciabili per identificare il mittente in causa) ha contattato la nostra numerazione gratuita presentandosi come una persona che necessitava di soccorso, mediante la numerazione del centralino regionale della Valle d’Aosta, domandandoci “Pronto è il 112?” al fine di ottenere una risposta per avere i presupposti ad avviare una causa contro la nostra associazione, sostenendo che fossimo la sala operativa del 112, ma capendo la situazione già dal primo squillo in ricezione (per via del mittente da me salvato in rubrica), ridevo al telefono e ricordavo che la nostra numerazione è ben diversa. Tale comportamento posto dall’avvocatura e siglato dall’Avvocato stesso con firma digitale in successiva diffida a noi indirizzata, ad appena due giorni dopo suddetta telefonata conclusasi con suo “mi dispiace ho sbagliato numero”, rendendo il fatto al quanto dubbio vista la numerazione di provenienza".

"Pare ovvio come tutto sia stato scorretto oltre che organizzato - insiste Mirabello - inoltre va precisato che non solo la nostra numerazione è talmente lunga che non trova neanche posto nell’eventuale possibilità di uno scambio di ruoli (eventuale confusione al momento della chiamata), oltre che assurdo pensare che la regione (per via del chiamante) sbagli nel chiamare il 112 componendo il nostro numero 800112112 in errore occasionale, ma la numerazione, che era libera per l’assegnazione, ha presente anche il prefisso necessario 800 e la successiva ripetizione del numero 112 per ben due volte consecutive con il risultato per l’appunto "800112112". Fosse stata la numerazione 800000112 potrei anche capire l’eventuale ma comunque assurda confusione, ma qui si parla di eresia se non di ovvie ed evidenti metodologie illecite dell’avvocatura regionale nel tentare di costruire una causa legale basata su prove realizzate ad hoc dall’avvocatura stessa, per non parlare inoltre della nostra numerazione più volte citata nel nostro sito web come appartenente alla nostra associazione e con tanto di articolo datato aprile 2019 con dicitura a fondo pagina “non è il numero unico di emergenza 112” (dicitura indicizzata nella cache dei motori di ricerca già da molto tempo prima della telefonata organizzata dall’avvocatura e della diffida in oggetto)".

"In fede ai fatti sopra raccontati - conclude il presidente dell'associazione di volontariato nell'esposto presentato all'Ordine degli avvocati - chiedo che l’avvocato Riccardo Jans venga sospeso con effetto immediato e che sia perseguito a norma di Legge, oltre che sanzionato nei modi previsti dal vostro regolamento, per l’evidente violazione del Codice deontologico oltre che per le azioni illecite o definibili addirittura illegali, con la quale ha cercato di trarne profitto per il proprio cliente istituzionale. Per concludere richiedo che sia inoltre redatta autentica lettera o "pec" di scuse da parte dell’avvocato e della Regione autonoma Valle D’Aosta, verso codesta associazione e verso la mia persona per le evidenti e ridicole accuse diffamatorie e organizzate volontariamente al fine di recare il maggior danno possibile. Io stesso valuterò querela presso Polizia Postale ed esposto in Procura viste le azioni gravi di tale professionista anche a nome dell’Istituzione che rappresenta. Si ricorda a tutti che il mio scopo è fare volontariato senza sostituirmi a nessuna funzione pubblica, se qualcuno nelle istituzioni comincia a comportarsi male perché divento scomodo ha solo il dovere di dirlo invitandomi a bere un caffè piuttosto e senza delinquere come accaduto in questo caso, perché qui si sta davvero esagerando adesso, il mio consiglio è che ognuno di voi stia al proprio posto".

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